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Blocco delle vendite per il 20% della produzione di Chianti classico 2009 al fine di stabilizzare il prezzo del vino sfuso.

Cosi' ha deciso il Consorzio Vino Chianti classico, optando per una misura gia' adottata da altre zone vitivinicole, in particolare dallo Champagne, ma, si spiega, innovativa per il comparto italiano.

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>Anche per il Chianti Classico il calo della domanda, causa crisi, si e’ riflesso sui prezzi delle contrattazioni del vino sfuso. Per limitare l’abbassamento delle quotazioni salvaguardando la redditivita’, il cda del Consorzio ha cosi’deciso di ridurre l’immissione di Chianti Classico sfuso sul mercato gia’ a partire dalla prossima vendemmia avvalendosi dell’articolo 67 del regolamento Ce 479/2008 della nuova Ocm
vino, il cosiddetto ‘blocage’.

 

Il Consorzio spiega che la Regione Toscana ”si e’ dichiarata disponibile a mettere a punto in tempi rapidissimi uno strumento legislativo per l’applicazione del provvedimento”.

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La produzione bloccata dovra’ rimanere presso il produttore per 24 mesi a partire dalla data della delibera regionale. Il ‘blocage’ sara’ tuttavia uno strumento flessibile: il Consorzio potra’, anche prima della scadenza dei due anni, chiederne la cessazione.

”La crisi finanziaria, unitamente al cambio euro/dollaro per noi particolarmente svantaggioso, ci ha imposto una riflessione su quali strumenti adottare – commenta il presidente del Consorzio Marco Pallanti -. A nostro vantaggio abbiamo le ultime cinque annate che hanno regalato al Chianti Classico vendemmie di ottima qualita’ e l’andamento climatico di quest’anno ci fa prevedere anche un 2009 in linea.

 

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Proprio per questo motivo il cda del Consorzio ha deciso di non optare per una riduzione delle rese, che prevede una perdita tout court di prodotto”. Per sostenere i costi di stoccaggio di ciascuna azienda, Pallanti spiega che il Consorzio ”si e’ attivato per trovare presso i migliori istituti di credito operanti sul territorio vantaggiose forme di finanziamento”