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Se davvero dopo la crisi economica che stiamo attraversando "nulla sarà più come prima", i pubblicitari cercano di anticipare gusti e esigenze dei consumatori post-recessione inserendo nei propri gruppi di creativi chef, enologi, designer, architetti, stylist, scrittori, scenografi e giornalisti da tutto il mondo.

 

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E’ la strategia di McCann-Erickson Italia, filiale di uno dei primi tre gruppi mondiali della comunicazione. “Oggi – spiega l’ad Giuseppe Cogliolo – c’è già la tendenza a passare dal concetto di spot di trenta secondi a quello di storia da raccontare. Per fare questo, per esempio, serve uno scrittore.

 

Il cliente che produce surgelati precotti ha invece bisogno anche di uno chef come Moreno Cedroni (nella foto) e così via”.

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L’idea è che i soli copy-writer e art-director non siano più sufficienti. “Anche per un fatto generazionale, queste figure tradizionali – aggiunge Marco Cremona, direttore creativo esecutivo – hanno difficoltà a fare lo scatto mentale necessario per essere al passo con i tempi”. Da qui l’esigenza di avere dei “generatori di idee attenti a ogni stimolo esterno”. 

 

E in questo momento -inutile negarlo- gli chef sono tra gli “artisti” più innovativi.

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