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Cresce il popolo dei 'foodies',appassionati di cibo che amano approfondire la loro competenza senza le pretese un po'snob dei gourmand o assaggiatori di professione. I 'foodies' in Italia - secondo una ricerca Negroni/GPF presentata a Santo Stefano di Sassanio (AQ) per festeggiare la rinascita della ristorazione aquilana, sono il 10% della popol

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azione, circa 4,5 milioni di persone, un vero esercito che cresce al ritmo di 250.000 persone all’anno.

Il ‘foodie’ e’ per lo piu’ maschio, tra i 25 e 54 anni,e vive in prevalenza nel Nord Italia.

I ‘foodies’ – spiega ancora la ricerca – cercano soprattutto un giusto equilibrio tra qualita’e prezzo (93,2%) e assai piu’ della media dei connazionali (82,4% contro 54,1%) sono disposti a spendere di piu’ per alcuni prodotti alimentari di alta qualita’, badando meno (42% contro il 59,7%) alla convenienza e al risparmio a tutti i costi.
La spesa i ‘foodies’ la fanno soprattutto al supermercato ma sono anche grandi frequentatori dei negozi tradizionali di salumeria e gastronomia (29,7% contro 15,1%) e dei mercati rionali (21,8% contro 16,6%).

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Questi nuovi appassionati del food & drink hanno piu’ spesso voglia di cucinare ”qualcosa di particolare’ (82% contro 64%) e trovano ispirazione per le loro ricette nel passaparola (59%), i libri di cucina (45,9%) ma anche internet (40% contro il 22,7% dei ‘non foodies’).

Ai ‘foodies’ piace mangiare ma anche dividere il buon cibo con gli amici e invitano dunque spesso a cena o pranzo amici e conoscenti: il 43,4% dei ‘foodies’ lo fa da 2 a 4 volte al mese.

Il turismo enogastronomico, infine, e’ molto gettonato dai ‘foodies’ (86,2% contro il 60,5% degli italiani) e a questo proposito Negroni ha voluto supportare la rinascita della ristorazione abruzzese aiutando due storici locali aquilani – ‘Elodia’ e ‘Vinalia’ – a riaprire i battenti.

 

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30/09/2009