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Promuovere il territorio e i prodotti vicentini: questo lo scopo dell'evento organizzato da Vicenza Qualità che si è tenuto presso il Teatro della cucina nella Città del gusto del Gambero Rosso di Roma.

All'appello sono state chiamate tutte le eccellenze della provincia berica: dalle soprèsse alla polenta e

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dal radicchio ai vini, a testimonianza di una produzione artigianale ben radicata che, nella sua silenziosa operosità, si mostra profondamente in grado di onorare il territorio della sua provincia e di creare un autentico “Made in”.

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Un percorso di promozione intrapreso nel 1989 dall’Azienda Speciale della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Vicenza che, ogni anno, si impegna a portare il meglio della produzione del territorio da Vicenza non solo in Italia ma fin sulle tavole di molte parti del mondo.

L’evento, che è stato accompagnato dal noto enogastronomo ed esperto di cultura gastronomica vicentina Alfredo Pelle, ha visto la partecipazione del direttore di Vicenza Qualità Germaine Barreto e dei rappresentanti dei principali consorzi vicentini, come il CoViVi, per la promozione dei vini, il Consorzio di tutela della Soprèssa vicentina, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago e il Consorzio La Gata.

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Un territorio incredibilmente vario, quello di Vicenza, caratterizzato dalla presenza dell’altipiano di Asiago e da una ricchezza pedoclimatica in grado di regalare nuove peculiarità ai prodotti della tradizione tipica del Veneto, come la soprèssa, che qui si distingue per una granatura della carne più fine, o il radicchio rosso di Verona, che presenta nella varietà vicentina di Asigliano un gusto più dolce e una consistenza più morbida.

Che dire poi del formaggio Asiago Dop, autentico vanto di questa provincia, che si presenta nelle sue varietà fresco (pressato) e stagionato (da allevo), a sua volta suddiviso in mezzano, vecchio e stravecchio; della polenta di mais Marano, una varietà locale caratterizzata da pannocchia piccola e di colore aranciato esito dell’incrocio operato dall’agronomo Fioretti, o della patata di Rotzo, una varietà tipica del terreno dell’altipiano che ben si presta alla preparazione degli gnocchi.

Tutta vicentina è poi La Gata, un dolce giovane (la ricetta risale al 2005) ma figlio di una tradizione antica, come gli ingredienti che lo compongono: la farina di grano vicentino, la farina di mais Marano, la grappa vicentina, il miele di acacia dei Colli Berici e poi latte, burro, mandorle e cacao. Prodotto del lavoro combinato di sette pasticceri della provincia, la Gata è oggi il dolce ufficiale di Vicenza e vanta una storicità anche nel nome, ironizzando sull’appellativo dei vicentini di “magnagati”. Oggi, messi da parte i gatti, i vicentini sono invece ben contenti di “magnare la gata”, un dolce che piace e che “sa” di Vicenza.

Prodotti tradizionali che sono stati proposti agli ospiti dell’evento in un pranzo degustazione speciale, presentato ed organizzato da tre importanti chef vicentini: Renato Rizzardi, titolare della prestigiosa “Locanda di Piero” annoverata nell’associazione Jeunes Restaurateurs d’Europe, già ambasciatore del gusto vicentino negli USA e con esperienze al fianco dei più grandi cuochi italiani degli ultimi decenni; Cristian Zana della Trattoria “All’Isola”, anch’egli chef del circuito Jeunes Restaurateurs d’Europe, con un notevole curriculum in importanti ristoranti italiani ed europei, ed Andrea Campagnolo, chef de “Al Pioppeto”, affiancato in tal sede anche da Sergio Dussin, anima del ristorante e presidente del “Gruppo Ristoratori Bassanesi. Andrea Campagnolo”, nonché noto chef di cene per l’alto clero del Vaticano.

Ricette originali, cariche di tradizione e storia di un territorio che è un autentico scrigno di sapori; un territorio che, come afferma Pelle “ancora non conosce l’uso del freezer”, perché tutto è prodotto e consumato secondo la più stretta stagionalità, con un rigore ed una semplicità tramandatasi negli anni. La qualità della materia prima al totale servizio di una cucina autentica, giacché in pochi, come i vicentini, hanno fatto proprio il detto di Brillat Savarin “nessun piatto sarà mai migliore del peggiore dei suoi componenti”.

Ecco allora susseguirsi in tavola tutti i sapori dell’autunno vicentino, come la polenta di mais Marano con baccalà alla vicentina (uno dei poche ricette italiane a vantare di portare il nome della sua città d’origine), il rotolino di soprèssa con con mousse di radicchio di Asigliano, la crema di broccolo Fiolaro, la coscia d’anatra croccante in salsa al Cabernet e patata di Rotzo, i formaggi vicentini con le composte e per concludere la famosa torta Gata con mousse di riso di Grumolo. Il tutto accompagnato da un’accurata selezione delle acque e dei vini del territorio vicentino, come il Lessini Durello Spumante D.O.C., il Tai Rosso D.O.C. Colli Berici 2008, il Cabernet D.O.C. Breganze 2007 e il Torcolato D.O.C. Breganze 2006.

Un grande evento, insomma, che segna una nuova ed importante tappa al percorso intrapreso dall’Azienda Speciale della Camera di Commercio di Vicenza per la promozione e la valorizzazione del Made in Vicenza: prelibatezze e prodotti che non temono di sfidare la concorrenza nazionale e straniera, di proporsi sulle tavole di tutta Italia e, perché no, di molti paesi del mondo.

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di Flavia Rendina
12/11/2009

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