Giudicare è difficile, non tutti possono
essere contenti, ma l’importante
è che il giudizio sia frutto di onestà intellettuale e nella massima parte dei casi lo è...


Fra ottobre e novembre escono in genere quasi tutte le guide. Dei vini, dei ristoranti, degli alberghi. Q

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uesto accade perché quei mesi e quello successivo di dicembre rappresentano quasi i tre quarti del mercato dei libri, ci sono le feste di Natale e le guide sono ancora un regalo apprezzato dalle centinaia di migliaia di persone particolarmente appassionate agli argomenti legati all’enogastronomia.

Noi del Gambero Rosso di guide ne pubblichiamo parecchie. Vini, Bar, Ristoranti, Viaggiarbene, Berebene, Foodies, poi quelle cittadine già uscite da qualche tempo su Roma e Milano e la Low Cost anch’essa uscita in primavera, in controtendenza. Con le guide appaiono anche i giudizi che vengono dati e i punteggi assegnati a questo o quel ristorante, a questo o quel vino.

Avendo fatto, spero onorevolmente, per alcuni anni il professore di lettere alla Scuola Media Vito Volterra di Ariccia, non posso che osservare come le reazioni dei “giudicati” somiglino moltissimo a quelle dei ragazzi davanti ai quadri con le valutazioni di fine anno.

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C’è chi festeggia, chi tira un sospiro di sollievo perché se l’è cavata, ma anche chi pensa che ci siano state malafede, incompetenza o semplicemente antipatia da parte di questo o di quel professore che ha dato un voto più basso di quello che si pensava di meritare.

Giudicare è comunque difficile, non tutti possono essere contenti, ma l’importante è che il giudizio sia frutto di onestà intellettuale e credo che nella massima parte dei casi, e nel nostro sicuramente, la convinzione che si sta comunque valutando il lavoro degli altri, che va in ogni caso rispettato in quanto tale, sia ormai fuori discussione.

Oltretutto va specificato che le guide sono dirette al pubblico dei lettori e devono fornire indicazioni utili e affidabili, pena la disaffezione di molti. Detto questo, vorrei anche dire che il lavoro svolto quest’anno è stato particolarmente accurato.

C’è qualche errore materiale qua e là, perché padroneggiare 20mila vini con nomi e annate e circa 2.000 ristoranti con ferie, giorni di chiusura e carte di credito non è facile. Però il corpus delle guide non è mai stato ricco come quest’anno che vede, tra l’altro, l’uscita della 24a edizione di Vini d’Italia e della 21a edizione di Ristoranti d’Italia.

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Numeri che parlano da soli e per i quali dobbiamo solo ringraziare chi ha avuto e continua ad avere fiducia nel nostro lavoro.

di Daniele Cernilli
novembre 2010