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E' salvo il vino rosè tradizionale. La commissione UE, che aveva proposto l'autorizzazione in Europa del "finto rosè" frutto della miscela di vini da tavola bianchi e rossi, ha infatti fatto marcia indietro, ritirando la proposta.


''Il nostro rosato tradizionale poteva essere danneggiato o indebolito dalla diffusione d

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i un prodotto ottenuto da una miscela di vini rossi e bianchi. Oggi, questo pericolo, dopo le pressioni della lobby dei produttori, e’ scongiurato”. Cosi’ Confagricoltura ha commentato la notizia.

Soddisfatto anche il ministro per le politiche agricole e alimentari Luca Zaia che accanto al collega francese si era lanciato nella battaglia insieme alle organizzazioni agricole, dalla Coldiretti alla Confagricoltura alla Cia.

“E’ questa l’Europa che vogliamo – ha detto il ministro –  fondata sul rispetto delle identità, della qualità, della sicurezza alimentare e della tradizione. Continueremo a lavorare con impegno e convinzione, per costruire un’ Europa reale, che non dia spazio a surrogati e pasticci di sorta e che faccia della valorizzazione e della tutela del patrimonio agroalimentare di qualità le fondamenta della sua politica agricola”

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Insomma, gli europei potranno continuare a gustare il loro rosè tradizionale sostenendo un settore che rischiava di soccombere alla concorrenza di un prodotto a buon mercato made in Ue. Dovranno però fare attenzione all’etichetta in quanto il rosè miscelato importato potrà essere venduto in Europa.

 

Intanto, però, lo stop di Bruxelles alle miscele di vini da tavola bianchi e rossi ha salvato circa 48 milioni di bottiglie di vero rosato Made in Italy da una concorrenza sleale su un mercato nazionale che – ha affermato la Coldiretti –  è cresciuto del 20% negli ultimi cinque anni.

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