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La crisi. Certo, la crisi c’è, ma sognare non costa nulla. Sperare che il brutto momento economico passi è un diritto – anzi un dovere di tutti – e per farlo sicuramente il modo migliore è pensare già alla prossima fuga dalla città: Pasqua, il ponte del 1° maggio (ché il 25 aprile,

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ahinoi, cade di sabato), per i romani San Pietro e Paolo e poi le vacanze d’estate.
Forse anche per questo alla Bit, la Borsa internazionale del turismo, che apre i battenti alla Fiera di Milano-Rho il 19 febbraio, sono previsti ancora più dei 155mila visitatori dello scorso anno, incuriositi dalle offerte di 5mila espositori provenienti da oltre 150 paesi di tutti i continenti. Ognuno potrà trovare l’idea giusta per un momento più o meno lungo di svago, per un viaggio fuori porta, una serata diversa, un tour oltre oceano. Per tutti i gusti e tutte le tasche.

I dati più recenti dei flussi turistici dimostrano che ogni viaggio non è più solo un momento di svago, ma diventa esperienza, conoscenza, condivisione di altre culture. Anche per questo tutti gli operatori del settore, nessuno escluso, hanno arricchito le loro offerte con proposte legate al mondo della terra e della trasformazione delle materie prime, alla scoperta del territorio, al piacere della convivialità davanti un buon bicchiere di vino o attorno alla tavola imbandita, all’interno di uno stabilimento artigianale di produzione di caciocavallo piuttosto che di gelatine di corbezzolo. E così anche il turismo di massa contribuisce ad arricchire la nostra cultura collettiva, rispettando la natura e il lavoro dell’uomo, valorizzando il meglio delle produzioni agroalimentari, la difesa e continuazione dei metodi di trasformazione e conservazione.

Ecco quindi la nostra guida al meglio di Bit 2009, con il racconto delle esperienze di alcune regioni – Lazio, Veneto, Piemonte – che hanno ideato e lanciato innovative proposte in linea con le nuove tendenze del turismo.

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di Carlo Ottaviano