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La presentazione di Vini d'Italia e la degustazione dei Tre Bicchieri sono ormai un classico a New York dalla metà degli anni Novanta.

E l'accoglienza che la Grande Mela riserva ai migliori produttori italiani è semplicemente straordinaria. Così il 22 febbraio i vini premiati del

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la 23ma edizione della Guida hanno attirato nei saloni del Metropolitan Pavillion di Manhattan, sulla 18ma, un flusso ininterrotto di operatori e di pubblico fino a superare le 1800 presenze, un vero record.

Dalle 12 alle 16 infatti l’ingresso era riservato a giornalisti, importatori, enotecari, ristoratori e sommelier, newyorkesi ma non solo, che hanno incontrato i produttori, oltre 160, con oltre 350 vini in degustazione.

Dalle 16 alle 19 anche il pubblico degli appassionati che si erano accreditati ha potuto accedere al salone, assaggiare i vini ed acquistare l’edizione inglese della Guida, Italian Wines 2010, dal suo esordio il testo di riferimento per la commercializzazione del vino italiano in Usa.

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Il clima tra gli operatori era di un cauto ottimismo. “Il peggio della recessione è passato” ci hanno detto “ma i consumatori sono molto più attenti. Non si spendono più così facilmente 50 dollari per una bottiglia. Deve essere un vino di valore acclarato, e l’occasione deve essere importante”.

I consumi sono in lenta ripresa, insomma, anche se per tornare ai livelli di quattro anni fa ci vorrà ancora molto.

I produttori italiani ci confermano che per il momento c’è soprattutto voglia di bottiglie poco impegnative di prezzo ma di qualità. E l’offerta mondiale di vino che vanno in scaffale sotto i cinque dollari è vasta. Contemporaneamente la disaffezione dei consumatori statunitense verso i vini francesi ci sta aiutando. E la crisi (-28%) stavolta non risparmia nemmeno l’inossidabile Champagne.

La ristorazione italiana gode invece di ottima salute a New York, e si conferma il canale privilegiato per la diffusione del vino italiano di qualità. Ce lo hanno confermato i numerosissimi ristoratori italiani che hanno partecipato alla degustazione.

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L’East Coast è ripartita, insomma.

 

Tra i partecipanti alla degustazione, oltre ai giornalisti delle testate enologiche statunitensi, Massimo Magliaro presidente di Rai Corporation, Gerardo Greco, corrispondente Rai da New York, il rabbino Umberto Piperno, il musicista Mimmo Locasciulli, Alessandra Farkas del Corriere della Sera, Emanuele Bevilacqua editore dell’Internazionale, Carlo Mantica e Gianluca Galletto della Mantica Ventures, Marco Alberti del Consolato Italiano, Carlo Formosa e Ruggero Corrias della delegazione italiana presso l’ONU.

E dopo l’evento  lo staff del Gambero Rosso con un gruppo di amici ha concluso la serata davanti ai rigatoni all’amatriciana di Sora Lella, filiale newyorkese di recente apertura del celebre ristorante romano della famiglia Trabalza, al 300 di Spring Street.

 

Marco Sabellico

23/02/2010