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Una delle prime buone notizie per l'Abruzzo viene proprio dal vino. Mentre la regione affronta ancora un momento drammatico, infatti, non mancano i segnali positivi.

Presentata il 12 giugno a Pescara con tre testimonial Abruzzesi doc, i giornalisti Alda D'Eusanio, Giulio Borrelli e Adua Villa, Tullum ne è una dimostrazione.

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Sarà una delle più piccole denominazioni di origine controllata italiane, perché la disciplinare insiste esclusivamente sul comune di Tollo, in provincia di Chieti, 4.200 abitanti quasi tutti viticoltori.

Sarà anche il simbolo della rinascita di un territorio e un segno di speranza per tutte le aziende abruzzesi colpite dal terremoto. Tollo, infatti, fu rasa al suolo durante la Seconda Guerra Mondiale ma proprio grazie alla viticoltura ha saputo ricostruire l’identità inaugurando ora un nuovo percorso per l’enologia regionale, che per quaranta anni ha comunicato quasi esclusivamente Trebbiano d’Abruzzo e Montepulciano d’Abruzzo.

Ed è strano pensare che una regione così ricca, che presenta un ambiente tanto vario, abbia finora tre sole doc e una docg.

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Con il progetto Tullum i promotori sperano di aprire un nuovo percorso regionale che esalti la vocazione delle singole aree, i vitigni autoctoni, le specificità pur rafforzando la promozione e la tutela delle Doc storiche.

I vini Tullum sono prodotti esclusivamente con uve della cittadina di Tollo e le singole tipologie dovranno provenire dalle specifiche zone del mappale. Quest’ultima è una scelta estremamente rigorosa, frutto di un lungo studio, che non solo individua i confini della doc ma anche i fogli mappali dove è autorizzato l’uno o l’altro vitigno. La grande soddisfazione è che i vini Tullum sono riconoscibili.

Proprio le varietà sono una novità perché per la prima volta, Tullum rende doc gli autoctoni Pecorino e Passerina. Le regole di produzione saranno rigorose.

“La resa per ettaro sarà molto bassa, il Pecorino e la Passerina non potranno produrre più 90 quintali per ettaro. La densità di impianto sarà di almeno 3.300 ceppi per ettaro. La vinificazione potrà essere effettuata esclusivamente in zona”.

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“Abbiamo studiato questa doc perché ci siano vini da ricordare. ? afferma Andrea Di Fabio, direttore commerciale di Feudo Antico, societa che commercializzerà Tullum. “Siamo partiti dallo studio dei suoli, del microclima, dei portainnesti, definendo poi i singoli fogli mappali, dove concentrare la produzione dei specifici vitigni”. 

La produzione per il primo anno si attesta sulle 66.000 bottiglie delle tipologie Tullum Doc Bianco, Tullum Doc Passerina, Tullum Doc Pecorino, mentre per il Tullum Superiore ed il Tullum Rosso si dovrà attendere il 2010.