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Nonostante le vendite di vino confezionato nel canale della Grande Distribuzione risentano della crisi economica, aumentano sensibilmente gli acquisti di vini a denominazione d'origine dai 5 euro in su.

Lo riferisce la ricerca che Veronafiere ha commissionato ad Iri-Infoscan sull'andamento del mercato nel 2008 e che verra' presentata a Vi

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nitaly 2009, dal 2 al 6 aprile a Verona.

Dall’anteprima della ricerca, si puo’ notare che il calo, in volume, e’ piu’ marcato nei vini ‘da tavola’ (dal brick ai bottiglioni) piuttosto che nelle bottiglie a denominazione d’origine, in crescita zero dopo anni di trend positivi. Sorprendentemente in tempi di crisi cresce il consumo di fascia medio/alta, ”a conferma – commenta Vinitaly – di una tendenza
generale dei consumatori che non rinunciano al piacere di una bottiglia di buon vino, tanto piu’ in tempi non facili”.
Nella classifica dei piu’ venduti 2008, secondo la ricerca Iri Infoscan, Chianti e Lambrusco confermano il tradizionale consenso popolare, anche se registrano cali rilevanti nelle vendite in volume, ed il Prosecco entra per la prima volta nella top ten.

Conferme sul momento complessivo dificile per il vino giungono anche dal Governo.Quest’anno sara’ difficile anche per le esportazioni di vini italiani, a causa della contrazione del commercio estero provocata dalla crisi.

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Per far ripartite il made in Italy, il sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico Adolfo Urso ha invitato a contrastare il protezionismo
concludendo il Doha Round, il ciclo delle trattative sulla liberalizzazione degli scambi mondiali.
”Il 2009 sara’ un anno difficile: nei soli Stati Uniti molti ristoranti ed enoteche sono stati costretti a chiudere”, ha sottolineato Urso nel suo intervento durante il convegno della Confederazione nazionale italiana della vite e del vino.

 

”Per far fronte a questo stallo – ha suggerito – e’ necessario opporsi a qualsiasi rigurgito protezionista e chiudere al piu’ presto il Doha round”. In occasione del G8 il sottosegretario ha assicurato che l’Italia insistera’ per rilanciare il negoziato multilaterale.
Urso ha ricordato come l’Italia produca il 17% del vino a livello mondiale e il 30% a livello europeo e come gia’ a gennaio 2009 l’export complessivo del made in Italy extra Ue e’ sceso del 29,9%, con tonfi in Brasile (-44,3%) e in Russia
(-41,2%).

 

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