Campania

Nuova fase per il Consorzio vini Sannio: Carmine Coletta è il nuovo presidente, Libero Rillo lascia dopo 15 anni

La Falanghina Docg tra le scommesse più importanti del nuovo mandato dell'ente beneventano, ma anche una maggiore promozione sui mercati esteri e nazionali

  • 17 Dicembre, 2025
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Cambio della guardia ai vertici del Consorzio tutela vini Sannio, grande distretto vinicolo da 10mila ettari, 7.900 imprenditori, 100 aziende imbottigliatrici con oltre un milione di ettolitri prodotti. Dopo cinque mandati consecutivi, lo storico presidente Libero Rillo passa il testimone a Carmine Coletta, esponente del mondo della cooperazione e attuale presidente della Cantina di Solopaca e vice presidente nel mandato appena concluso. Il consiglio di amministrazione, dopo l’assemblea elettiva del 7 dicembre scorso, gli ha accordato la fiducia unanime dando il via a un avvicendamento storico per il territorio campano, dal momento che Rillo era in carica dal 2010, quando il consorzio si chiamava “Samnium”. «Si apre una nuova fase: non è una rottura ma un’evoluzione», sono le parole del neo presidente Coletta. Libero Rillo resta comunque nel consiglio di amministrazione, col ruolo di consigliere (ma senza ruoli esecutivi).

Il ruolo strategico della Falanghina

Il neo presidente ha messo in fila le priorità al centro del mandato 2025/2028, alla luce dei cambiamenti del mercato, dell’atteggiamento dei consumatori, del modo di comunicare il vino ma anche dell’importanza dello stesso ente di tutela. «Dobbiamo rafforzare un racconto unitario, riconoscibile, coerente che valorizzi le nostre Doc, le nostre Docg – ha sottolineato Coletta – e il ruolo strategico della Falanghina e dell’Aglianico, senza dimenticare nessun vitigno, nessuna area o nessuna impresa».

La Docg per la Falanghina è tra le scommesse più importanti, con una modifica al disciplinare di produzione in fase di approvazione, che consentirà di elevare la piramide qualitativa di questo vino bianco, particolarmente richiesto dal mercato, con numerosi riconoscimenti ottenuti nelle diverse guide vini del Gambero Rosso compresa quella del 2026. «Dobbiamo lavorare in stretta sinergia con tutti i soci, le istituzioni e gli operatori del settore per consolidare il posizionamento dei nostri vini a livello nazionale e internazionale», ha rimarcato Coletta.

Sostenibilità e promozione

Nel mandato di Coletta alla guida del consorzio sannita c’è anche la sostenibilità: «Valore aggiunto sul territorio, un obiettivo sul quale bisogna impegnarsi per coinvolgere le istituzioni e gli enti locali». Altre iniziative, fa sapere l’ente di tutela, riguarderanno una maggiore promozione sui mercati esteri e nazionali, con strategie moderne». Coletta punterà molto sul lavoro di squadra: «Ogni socio deve sentirsi parte attiva del Consorzio, che deve essere percepita sempre più come casa comune e strumento concreto al servizio di chi produce». Sguardo anche ai giovani produttori e alle nuove professionalità e «a quanti scelgono di restare o di tornare nel nostro territorio per fare vino, che dovrà essere un modello di coesione, reputazione e valore».

Un nuovo Cda tutto al maschile

Oltre al presidente Coletta, la giunta esecutiva è composta da Giampiero Rillo (che è anche vice presidente), da Alfredo Di Leone, Gianmarco Maffei e Domizio Pigna (cooperativa La Guardiense, premiata nella Guida vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso come Cantina cooperativa dell’anno). Completano il Consiglio d’amministrazione: Luca Baldino, Lucio D’Amico, Rino Corbo, Silvio Di Lonardo, Mennato Falluto, Flaviano Foschini, Gino Gambuti, Dario Iannella, Libero Petraccaro, Lorenzo Nifo Sarrapochiello, Libero Rillo, Ildo Romano e Giuseppe Vitale. Rispetto al precedente consiglio di amministrazione non ci sono rappresentanti donne. I nuovi rappresentanti del Collegio sindacale sono Annibale Mancinelli (presidente) assieme ai due componenti Valentina Di Biase e Raffaele Romano.

Una nuova fase

Coletta ha voluto sottolineare il ruolo decisivo dell’ex presidente: «Da parte mia e del Consorzio sento di esprimere profonda gratitudine a Libero Rillo per la continuità, per la dedizione, per aver accompagnato il Sannio vitivinicolo attraverso fasi complesse e decisive. Le istituzioni crescono quando sanno riconoscere il valore di chi le ha servite, e il nostro primo atto è proprio questo: rispetto per il passato senza nostalgia e gratitudine senza retorica. Oggi però si apre una nuova fase. Non una rottura – ha concluso – ma un’evoluzione».

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