Tendenze

La liquid revolution sta conquistando la ristorazione: ecco come cambia la proposta beverage

Cresce la richiesta delle cosiddette bevande moderne con benefici funzionali e con basso o nullo contenuto alcolico. Secondo Circana, in Italia già il 15% delle visite al ristorante riguarda il solo consumo di bevande

  • 22 Aprile, 2026
Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

La ristorazione globale si espanderà costantemente nel 2026 con un incremento della spesa pari al 3 per cento tra Stati Uniti ed Europa, spinta in prevalenza da quella organizzata e di marca, che guadagneranno quote di mercato. Lo scrive Circana, sulla base delle ultime analisi presentate in occasione della fiera Alimentaria, da cui emergono tre grandi tendenze da tenere d’occhio: la cosiddetta “liquid revolution“, che interesserà anche il panorama italiano; una delocalizzazione della domanda dalle occasioni tradizionali come pranzo e cena; una alimentazione consapevole.

Che cos’è la liquid revolution

Il 2026 vedrà l’accelerazione della liquid revolution, nel settore bevande. «La prossima grande ondata di questa liquid revolution – ha dichiarato Edurne Uranga, Vp foodservice Europe di Circana – sarà l’arrivo delle bibite moderne in Europa: bevande rinfrescanti con benefici funzionali, come contenuto di magnesio o zinco, o proprietà legate all’energia, alla concentrazione e al benessere, in linea con l’evoluzione delle motivazioni legate alla salute e allo stile di vita». Per l’analista, si noterà uno sviluppo di nuovi menù all’interno dei format esistenti e anche, come già visto negli Stati Uniti, la nascita di «intere nuove catene costruite esclusivamente su queste proposte di bevande».

In Italia, il 15% delle visite nella ristorazione (la media europea è 14%) riguarda il solo consumo di bevande. Negli Stati Uniti le visite “beverage-only” valgono il 45%. In Europa, Circana prevede una costante crescita di questo valore, collegata a investimenti nei caffè premium, bevande funzionali e nelle opzioni a basso o nullo contenuto di alcol.

foto Caravelle-Saigon-by Pixabay

Trend generali

In generale, Europa e Stati Uniti condividono dinamiche comuni ma con differenze strutturali. Secondo Circana, si nota in entrambe le macro aree geografiche una progressiva sfumatura dei confini tra i canali, che negli Stati Uniti vede in prima linea i negozi di prossimità e in Europa i supermercati e ipermercati. Negli Usa, i consumi al ristorante e nei locali stanno recuperando terreno a scapito del drive thru (l’asporto al volante) e dell’asporto per consumo domestico, in Europa prosegue l’espansione del consumo nel fuori casa, per un 45% della spesa totale rispetto al 75% del mercato americano. Qui dominano le catene della ristorazione (78%), ma è meno radicata in Europa (45%), con margini di espansione. Dal lato dei consumatori, le aspettative si sono spostate verso l’esperienza: maggiore varietà, opzioni nutrizionali più interessanti e voglia di scoprire nuovi locali e menù.

 

Flessibilità nelle abitudini di consumo

Sia Europa sia Stati Uniti condividono un trend di abitudini più flessibili, una delocalizzazione della domanda dalle occasioni come il pranzo e la cena, per espandersi a metà mattina, al brunch e a metà pomeriggio. Una accelerazione che è spinta, secondo Circana, da stili di vita più salutari, routine orientate alle ore diurne, modelli di lavoro flessibili e un approccio verso spuntini più frequenti, benessere personale e gestione dell’energia durante la giornata. Dinamiche che, per Circana, stanno determinando svariate occasioni di consumo, creando opportunità di crescita per bevande e snack che mettono assieme «funzionalità, equilibrio, gratificazione senza sensi di colpa e praticità».

Alimentazione e salute

In Italia, attualmente, il 43,4% dei consumatori (40% in Europa) segue una dieta specifica. La più popolare è quella iperproteica (17,5%). In questi mercati, crescono più rapidamente cibi e bevande funzionali a supporto di energia, del sistema immunitario e per gestire il peso. «Ristoranti e marchi – conclude Uranga – devono ripensare alle modalità di offerta in senso ampio, in modo che ogni euro speso sia percepito come ben investito dal consumatore». Altro suggerimento di Circana è l’ottimizzazione dei menù per intercettare i nuovi modelli di consumo «in modo che risultino rilevanti a livello locale per ogni occasione e canale. Chi saprà trovare questo equilibrio sarà in una posizione di grande vantaggio».

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd