Usa-Francia

"Via la digital tax oppure tasse al 100% su vini e Champagne". Le nuove minacce di Trump

Il presidente americano ritorna all'attacco della Francia, ma Macron respinge le minacce al mittente. Preoccupati i sindacati vitivinicoli dopo un 2025 che ha già messo a dura prova il settore

  • 17 Giugno, 2026
Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Ci risiamo. La digital tax del 3% sui fatturati realizzati dal 2019 dalle grandi colossi tecnologici statunitensi (da Amazon a Google, da Apple a Microsoft e Facebook) fa litigare ancora Francia e Stati Uniti. Il presidente americano Donald Trump ha nuovamente minacciato di portare al 100% i dazi sull’import su tutti i vini e gli Champagne, se Parigi non abolirà la legge specifica. Da molti anni, la questione dei servizi digitali divide i due Paesi.

La pressione degli Stati Uniti

«Non avrò altra scelta che applicarli», è il messaggio diretto al presidente Emmanuel Macron, reso noto in un’intervista rilasciata dallo stesso Trump al quotidiano New York Post, in occasione del vertice del G7 a Evian, in Alta Savoia, dal 15 al 17 giugno. Non è la prima volta che accade. Anche a inizio 2026, così come a marzo del 2025, erano arrivate minacce analoghe dal presidente statunitense. «A Macron – ha detto Trump – basterebbe eliminare la tassa e non avrebbe più questo tipo di pressioni». Dal canto suo, il presidente Macron ha rispedito al mittente le minacce, sottolineando che Parigi non si piegherà a tali pressioni.

|

Emmanuel Macron

I timori e l’appello del settore vitivinicolo

La Francia vitivinicola, che nel corso del 2025 ha terribilmente sofferto i dazi applicati da Washington (attualmente in vigore, ma in scadenza il 24 luglio prossimo, dopo la bocciatura della Corte suprema americana), non ha tardato a lanciare messaggi di forte preoccupazione e allarme. La Fevs, federazione esportatori di vini e spirit francesi, ha immediatamente definito le dichiarazioni di Trump una «brutta notizia per la nostra industria, che dipende dalle esportazioni», secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters.

Le difficoltà e i rischi per l’export

L’export francese di vini e spirit dello scorso è stato negativo. Verso gli Usa, in particolare, è sceso in doppia cifra in valore. Alla luce di questa congiuntura complicata e di fronte a uno scontro istituzionale, l’associazione degli industriali ha invitato i governi di Francia e Stati Uniti ad assumere atteggiamenti responsabili, equilibrati e costruttivi «nell’interesse di entrambe le economie». Sarebbe un brutto colpo per un comparto in netta difficoltà, alle prese con l’estirpo dei vigneti e alla ricerca di un nuovo assetto nazionale (il ministero dell’Agricoltura sta mettendo a punto un piano complessivo dedicato al settore) e con minacce di ritorsioni che arrivano anche da un altro mercato importante per vino e spirit come la Cina.

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd