Gender gap

"In cucina non sono mai stata discriminata, ma tutti cercano chef uomini". Intervista a Valeria Piccini

Dopo il caso Pannozzo, parla la chef e patronne di Da Caino con uno sguardo ampio sul ruolo delle donne tra brigate, investimenti e riconoscimento pubblico

  • 10 Gennaio, 2026
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Dopo le parole di Chiara Pannozzo e la valanga di reazioni social che ne รจ seguita, abbiamo deciso di proseguire lโ€™indagine su un tema evidentemente ancora irrisolto: il ruolo delle donne nelle cucine e nei ruoli apicali continua a non essere riconosciuto? E il nome su cui imprenditori e guide scelgono di puntare รจ ancora, molto spesso, quello di un uomo? Per capirlo abbiamo ascoltato una delle voci piรน autorevoli del settore, Valeria Piccini, Shef e patronne di Da Caino a Montemerano.

Discriminazioni a tavola

รˆ una storia che merita di essere raccontata, quella di Valeria Piccini, shef โ€“ come ama definirsi โ€“ e patronne del ristorante Da Caino insieme al figlio Andrea Menichetti, oggi alla guida della sala e della cantina. Tutto comincia quando, giovanissima, si sposa con Maurizio Menichetti e si ritrova a varcare la soglia della cucina della trattoria di famiglia, quella dei suoceri.

ยซQuando sono entrata in cucina, oltre a mia suocera Angela, cโ€™era una brigata interamente femminile, formata dalle donne del paese. Nella mia esperienza non cโ€™รจ mai stata discriminazione, proprio perchรฉ eravamo tutte donne e quindi, in un certo senso, la discriminazione non poteva esserci. รˆ con loro, e grazie a loro, che abbiamo ricevuto le tre forchette e le due stelle. Gli uomini sono iniziati ad arrivare soltanto quando le โ€œmie signoreโ€ si sono forse un poโ€™ intimorite di questo successo: avevano paura di non essere allโ€™altezza, ma questa era una cosa loro, personale, anche perchรฉ erano grandi e avevano giร  lโ€™etร  della pensioneยป, racconta Valeria, incalzata da noi per capire se nel settore esista o meno una discriminazione di genere.

ยซNella mia brigata – aggiunge – ci sono sempre state donne e non ci sono mai state discriminazioni di nessun tipo, nemmeno retributive. Forse perchรฉ, essendo io il โ€œcapoโ€, certe dinamiche sono impossibili da mettere in campo. Per quanto riguarda, invece, gli imprenditori che preferiscono investire sugli uomini, io ho fatto soprattutto consulenze, perรฒ a quanto pare questa cosa รจ un poโ€™ vera: tutti cercano chef uomini, e alle chef donne viene data meno responsabilitร ยป.

Valeria Piccini mentre chiude dei ravioli

Il gender gap riguarda tutti

A sostenere questa tesi non ci sono solo le testimonianze delle chef, ma anche dati che riguardano tutti i settori. Secondo il Global Gender Gap Report, redatto ogni anno dal World Economic Forum, l’Italia รจ allโ€™85ยฐ posto su 148 Paesi, tra le ultime in Europa, per paritร  di genere. Solo il 15,3% delle imprese italiane ha una donna come top manager. Il divario, del resto, non riguarda soltanto lโ€™Italia. Come ha evidenziato un recente articolo del Washington Post, su LinkedIn molte donne hanno sperimentato un aumento di visibilitร  dopo aver reso il proprio profilo piรน โ€œneutroโ€ o โ€œmaschileโ€, cambiando linguaggio, toni o informazioni sull’identitร . Un fenomeno che riaccende il tema dei bias: anche quando le piattaforme sostengono di non usare dati demografici, lโ€™algoritmo tende a premiare ciรฒ che storicamente viene percepito come piรน autorevole. Quello che succede su LinkedIn racconta qualcosa di molto vicino a ciรฒ che emerge anche nel mondo della ristorazione: la credibilitร , spesso, non dipende solo dalla competenza, ma da come viene riconosciuta quest’ultima. Se un profilo ottiene piรน attenzione quando appare maschile, รจ perchรฉ esiste ancora unโ€™idea implicita di autorevolezza che ha un genere. In cucina, questo si traduce in dinamiche simili, non necessariamente nella discriminazione quotidiana tra i fornelli, ma nel momento in cui si decide chi guida e chi sia meritevole di fiducia e responsabilitร . ยซNel mio piccolo io valorizzo lโ€™impegno e le capacitร , che prescindono dal fatto di essere uomo o donnaยป, aggiunge Valeria Piccini, che salutiamo con lโ€™ultima domanda: se avesse avuto una figlia femmina, le avrebbe consigliato di intraprendere la sua carriera? ยซAssolutamente sรฌยป.

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