La forza del cibo di strada, tra flessibilità e voglia di normalità, raccontata nella nuova edizione della guida Street Food.
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Arriva in libreria la settima edizione della guida Street Food del Gambero Rosso, realizzata in collaborazione con Theresianer e Zerocinquanta,l’unica mappa nazionale che orienta i lettori tra le antiche tradizioni gastronomiche italiane e i progetti più innovativi del settore.

Guida Street Food: la forza del cibo di strada

Un fenomeno che non accenna a scemare, anzi: con tutte le vicissitudini di questi ultimi mesi, si può dire che lo street food sia più in forma che mai. Perché? Probabilmente la concretezza e il dinamismo del settore hanno reso più facile l’adattamento alle mille restrizioni sanitarie che si sono susseguite causa pandemia. Il cibo di strada è per definizione da asporto, semplice da trasportare e veloce da mangiare, non richiede grandi accortezze e molti contatti, insomma, con i tempi che corrono, quanto mai di attualità. In un momento in cui, poi, si cerca di andare sul sicuro e si ha voglia di conforto, le specialità del cibo di strada, radicatissime nella nostra cultura alimentare, sono una delle scelte vincenti.

Attraversare la bufera

Non sono tutte rose e fiori, però. Non trascuriamo che c’è chi è stato in sofferenza in questi due anni terribili, che speriamo di lasciarci alle spalle: per l’ennesima primavera festival e sagre sono saltati, mettendo in difficoltà ambulanti e food truck – ad esempio – ma soprattutto gestori di gazebo e installazioni mobili. È un mondo da grandi numeri: gli itineranti su quattro ruote (autonegozio), secondo i dati di UnionCamere nel 2020 risultano 3.500 (un dato che li vede più che raddoppiati rispetto a un’indagine del 2013) e ben più sono le imprese di gazebo food: circa 20.000, che, invece, ruotano esclusivamente intorno agli eventi, ovviamente cancellati in buona parte del 2020 e del 2021.

E anche qui, però, la reazione, ove possibile, è stata pronta: c’è chi si è adattato alla situazione con servizi di delivery e catering, chi si è trasferito, appena le norme e il tempo lo hanno permesso, approdando in grandi spazi aperti come i parchi cittadini, riqualificando e, a volte, dando vita a veri e propri angoli di paradiso. Tenendo duro, in attesa di un’estate che finalmente sembra riportare aria di normalità, che, nello specifico del cibo di strada, vuol dire anche convivialità, socialità, condivisione e, perché no, un po’ di sano assembramento.

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A proposito di food truck, ambulanti e itineranti: i migliori li trovate sempre in coda a ogni regione e non dimentichiamo il premio speciale a essi dedicato nella guida fin dalla prima uscita, Street Food on the Road. In questa edizione riflettori accesi sulla Toscana, con la verace, quanto social, cucina di Mollica’s, colorato furgoncino di Silvia e Mattia, bravi cuochi e bravi comunicatori, che si sono guadagnati da qualche anno anche una trasmissione sul canale Gambero Rosso HD.

La guida Street Food
Nelle pagine della guida troverete in totale circa 600 indirizzi che setacciano, regione per regione, le mille golosità d’Italia (con i riflettori puntati sulle esperienze più riuscite, individuate dal premio ai Campioni Regionali). Come tutti gli anni, alcune delle ricette più interessanti le raccontiamo in box tematici (impreziositi dalle belle illustrazioni di Gaia Niola) con indicazioni su dove gustarle al meglio: dai tortelli alla lastra ai panzerotti, dalla pizza con la mortadella alle panadas sarde.

I progetti da tenere d’occhio
Nulla di nuovo da rilevare? Tutt’altro. Nonostante il periodo poco favorevole, sono tante le novità interessanti dell’ultimo anno (circa 90 quelle selezionate nella pubblicazione), format nuovi che ibridano il concetto di ristorazione classica (come il drive thru della pizzeria Bob Alchimia a Spicchi di Montepaone, vicino Catanzaro), locali basati su una filiera attenta e solidale (un esempio il super progetto di Cime di Rapa Street Food di Lecce) oppure insegne “etniche” di ottimo livello. Un trend, quest’ultimo, che abbiamo visto perennemente in crescita in questi anni nelle grandi città e che, anche in questa edizione, si conferma ormai una certezza (anche tra i venti Campioni Regionali ci sono esempi in merito, come il Firenzen Noodle Bar di Firenze).

E poi ci sono i grandi cuochi, sempre più coinvolti nel settore: oltre al premio Street Food da Chef – che quest’anno va a Matias Perdomo con il format Empanadas del Flaco, lanciato in piena pandemia – noterete, tra le pagine, quanti nomi noti hanno aperto anche negli ultimi mesi attività dedicate al cibo di strada, da Antonino Cannavacciuolo (con il Banco, dedicato alle fritture napoletane) a Diego Rossi: lo chef di Trippa si è dato all’osteria conviviale di un tempo con Alla Concorrenza, nuovo progetto milanese. Oltre a quelli che, anni orsono, hanno fatto da precursori: uno su tutti l’instancabile Moreno Cedroni, che non accenna a mollare in creatività (qui sono nati i salumi di pesce) con il suo Anikò, il chiosco di Senigallia che ha ormai fatto la storia del cibo di strada “gourmand”.

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I main sponsor della Guida. Theresianer e Zerocinquanta
Per la realizzazione della Guida Street Food, Gambero Rosso è stata supportata da Theresianer e Zerocinquanta che rappresentano un universo di qualità che nasce dalla competenza dei migliori mastri birrai e dall’utilizzo di eccellenti materie prime e che ora si fanno ambasciatrici, assieme a Gambero Rosso, di questo importante e dinamico capitolo della storia gastronomica italiana. La versatilità della birra come accompagnamento allo street food ha favorito questa collaborazione tanto naturale quanto rilevante: il percorso gustativo della gamma Theresianer e delle proposte Zerocinquanta si manifesta infatti in diverse espressioni birrarie capaci di affiancare qualsiasi tipo di preparazione, esaltandone di volta in volta caratteristiche e peculiarità.

Street Food 2022. La sezione web
Scoprite tutti i premiati, i Campioni Regionali e i Premi Speciali, nella sezione web Street Food dedicata alla guida.

Guida Street Food 2022 – Gambero Rosso – € 8,90
Acquistabile in libreria e on line

 

a cura di Pina Sozio

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