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Centorti Osteria Culturale: il nuovo ristorante a Centocelle che ama la terra e i piccoli produttori

Centorti Osteria Culturale: il ristorante che ama la terra e i piccoli produttori. Nuova apertura a Centocelle.

  • 20 Novembre, 2019
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Se Roma si riempie di locali interessanti, oggi, molto lo si deve a Centocelle, che registra un fermento forse inaspettato fino a pochi anni fa. Effetto di una sorta di gentrificazione in salsa romanesca, senza eccessi e con un alto tasso di qualità, che sta attirando nel quartiere, una cittadinanza attiva, che vive per le strade e riempie i locali, animata da un interesse autentico non solo per il buon cibo, ma anche per quel che c’è dietro, affamato di una cultura alimentare che sa cercare il buono e il giusto nei piatti. Non tutti, forse, ma molti. Abbastanza da alimentare un panorama ristorativo giovane, intelligente, vivace, che sceglie la strada della qualità, della concretezza, e del gusto. Oltre che del fatto bene, in ogni senso. A partire dalla ricerca di materie prime prodotte nel rispetto della natura.

centorti Eleonora Marziali e Luca Marchetti

Eleonora Marziali e Luca Marchetti

La rinascita gastronomica di Centocelle

Facciamo un passo indietro. Prima – oltre al pioniere DOL – c’erano solo i The Fooders, con il compianto Mazzo (oggi golosamente rimpiazzato da Legs che gioca l’irresistibile combo birra e pollo fritto), poi sono arrivati alla spicciolata altri: Menabò dei fratelli Camponeschi, la pizzeria (orgogliosamente romana) 180g di Mirko Rizzo (che già aveva messo un piedino nel quartiere con la pizzeria a taglio Pommidoro) e Jacopo Mercuro, il cocktail bar Ru.De, Cento Gourmet. Insomma: c’è vita a Centocelle.

centorti la sala

Centorti Osteria Culturale

L’ultimo nato, il 24 novembre, si chiama Centorti Osteria Culturale. Culturale, con la U, a voler sottolineare quel legame profondo tra cibo e cultura che punta a illuminare il valore intrinseco del cibo, con il suo ruolo nella vita sociale e nell’ambiente. Un concetto ereditato da uno dei loro fornitori, Poggi Agricultura (con la U, anche qui), uno dei molti piccoli produttori che sono l’anima del progetto messo in campo da Eleonora Marziali e Luca Marchetti.

Cuoca lei, oste e agricoltore lui, con una piccola azienda biodinamica – appena un ettaro – che fornisce di ortaggi e zafferano il ristorante. “Dove non arriviamo noi” racconta Eleonora “ci rivolgiamo a Pantasema di Zagarolo” che fa agricoltura naturale e alleva capre e galline, poi ci sono Poggi per le farine, Floriani di Roiate per i formaggi – “allevano capre e pecore allo stato brado” – e le uova prese ad Artena (az. L’uovo sano) e i salumi dell’azienda Greco di Velletri e così per le carni di altri piccoli produttori, “soprattutto della zona di Valmontone, vicino alla nostra azienda agricola”. L’olio – che pure loro producono – è quello Flaminio di Trevi.

centorti zuppa ceci cavolo nero

zuppa ceci zucca e cavolo nero

Cosa si mangia da Centorti, il nuovo ristorante di Centocelle

Piccolo è la parola chiave, che vale anche per il menu “noi lo chiamiamo bozza Centorti, insomma non è neanche un menu, perché lavorando in questo modo e decidendo in base a quel che ci dà la terra, cambiamo continuamente il menu e poi” continua “così lavoriamo solo materie prime fresche e non abbiamo nulla che rimanga in frigo”. 4-5 antipasti (6 euro), inclusi la selezione formaggi e quella di salumi, 3 primi e 3 secondi serviti con un contorno già abbinato e 4 dolci. Con qualche proposta che già si fa strada tra gli avventori – “il quartiere e la rete Centocellule ci hanno accolto con calore” dice Eleonora a confermare che questa è una zona con un tessuto sociale vivo in cui loro sono entrati subito a pieno titolo – come le fettuccine tirate a mano preparate con farina Senatore Cappelli e Saragolla di Poggi, ragù di maiale, friggitelli dell’orto e pecorino (11 euro, il piatto più costoso).

centorti pomodorini

Cosa si beve da Centorti

Sono una cinquantina le referenze nella carta dei vini, scelti tra i produttori, soprattutto naturali, che hanno conosciuto e di cui si sono appassionati nel tempo. Quanto basta per i il locale e in linea con il progetto mignon: 25 coperti all’interno e 20 nella veranda coperta (che però funziona anche in inverno), arredi semplici e accoglienti, tanto legno e il bel bancone a dominare la scena (Luca ha un passato da falegname restauratore).

Centorti Osteria Culturale – Roma – via dei Glicini 46 – 388 934 9912 – https://www.facebook.com/centorti/

a cura di Antonella De Santis

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