È un Cerasuolo d'Abruzzo il migliore vino Rosato dell'Anno premiato per la prima volta con i Tre Bicchieri da Gambero Rosso

8 Gen 2024, 14:58 | a cura di
Il Premio Speciale Rosato dell'Anno per la guida Vini d'Italia quest'anno è stato assegnato a un Cerasuolo d'Abruzzo. Ecco qual è

Il Rosato dell'Anno per la guida Vini d'Italia 2024 di Gambero Rosso

Con il Rosato dell’Anno ribadiamo un’identità specifica, lontana da quell’effetto Provenza che sembra affliggere l’intera categoria con colori sempre più scarichi anche in presenza di vitigni ricchi di antociani e climi aridi. Abbiamo scelto un vino in rosa abruzzese che sceglie una terza via: non gioca solo la carta del frutto e della piacevolezza acida, ma riesce a dispiegare con grazia e classe un ricco corredo di sfumature registri. La sua doppia anima riflette la provenienza dei vigneti di montepulciano: due sono alle pendici della Maiella, in quota, l’altro a due passi dall’Adriatico a Silvi Marina. Le uve fermentano e maturano in barrique esauste, per poi passare in acciaio. Il talento di un grande artigiano come Giuliano Pettinella fa la differenza: è la prima volta dei Tre Bicchieri e del massimo riconoscimento per un Cerasuolo d’Abruzzo che non teme il tempo ed evidenzia l’ottima interpretazione di un’annata calda e siccitosa come la 2022. Una perla che rafforza l’identità del vino in rosa di stile italiano.

ROSATO DELL'ANNO

Punteggio: 96/100
Cerasuolo d’Abruzzo Tauma 2022 – Pettinella

Giuliano Pettinella faceva l’avvocato prima di decidere di cambiare vita. Individuato un piccolo vigneto alle pendici del Monte Morrone e una piccola parcella sul mare a Silvi, coltiva un’unica uva coltivata, il montepulciano, che si trasforma in due etichette dai numeri confidenziali. Quest’anno Giuliano ci ha davvero deliziato con una versione entusiasmante del Tauma, il suo Cerasuolo d’Abruzzo. Bel tratto artigianale nel profilo olfattivo, verace e identitario, che ci ricorda che abbiamo a che fare con il montepulciano: grafite, pepe, ciliegia rossa, ribes, un cenno quasi tostato e poi una bocca dinamica e ritmata, succosa, fragrante, di grande bevibilità eppure sfumata e complessa. Che altro desiderare dal Rosato dell’Anno? Chapeau.



I voti ai vini sono stati dati dai curatori della guida Vini d’Italia, Giuseppe Carrus, Gianni Fabrizio e Marco Sabellico e dai vicecuratori William Pregentelli e Lorenzo Ruggeri

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