Potrebbe sembrare quasi una trattoria nascosta, ma il profumo della cucina de La Porta invade i vicoli di Scanno ed è impossibile non fermarsi. L’ingresso è quello delle vecchie locande di paese: arco in pietra scolpita, piccolo stemma sull’architrave, muri vissuti dal tempo. L’insegna inclinata invoglia a varcare la soglia: sarebbe un peccato non farlo, perché qui si mangia la vera cucina abruzzese.

I piatti sono puramente scannesi: i chezzellitti con le fuoje, una pasta acqua e farina fatta a mano, una sorta di gnocchetti consistenti e rustici, condita con verdure di campo (broccoletti o spinaci selvatici, in Abruzzo chiamati orapi). Semplice, irresistibile e adatta a tutti, vegani compresi. Ottime anche le sagne con i ceci, ricetta contadina con pasta fatta a mano di sola acqua e semola, e poi il pancotto, una vera delizia.

Sagne e ceci
L’ambiente è quello che ci si aspetta da un posto simile: raccolto, luce calda, fotografie e stampe alle pareti, tovaglie a quadri anni ’90, la scaffalatura in legno scuro con bottiglie e bicchieri. Il servizio è coerente con l’atmosfera, familiare e gentile, il menu scritto a mano e le chiacchiere dei camerieri. I primi vincono su tutto: impossibile non menzionare le tagliatelle ai funghi di bosco, la polenta con sugo e salsicce, i classici spaghetti alla chitarra e le taccunelle con zucchine e zafferano, altra pasta fatta a mano, spessa e larga.

Formaggi locali
Tra i secondi la carne è protagonista, dall’agnello alla griglia – cotto a puntino – alla pecora «al cotturo», ma ci sono anche opzioni vegetariane come la buonissima scamorza alla piastra o il caciocavallo arrosto. E a proposito di formaggi: l’antipasto della casa (18 euro per due) è perfetto per iniziare, un tagliere abbondante di salumi e formaggi scannesi.

I contorni sono fatti con cura, tra verdure arrostite e ottime patate al forno; anche i dolci convincono, specialmente la torta di pane con cuore al cioccolato (in alternativa, la classica panna cotta, fatta a regola d’arte). Sempre in carta, poi, la frutta di stagione: una voce del menu un tempo onnipresente e ormai sparita, dettaglio retrò che qui sopravvive con orgoglio e tenacia.

Da La Porta si esce col sorriso e la pancia piena, il conto corretto in tasca (i primi sono quasi tutti sui 10 euro, i secondi vanno dai 9 per la scamorza a un massimo di 18 per la bistecca di vitello), un motivo in più per tornare in questo paesino di montagna che sa rimettere un po’ tutto a posto, a cominciare dalla fame. Mangiare bene a Scanno, infatti, è un gioco da ragazzi, dalla colazione (al Pan dell’Orso) alla merenda in biscotteria, un aperitivo in enoteca (La Fonte, gioiello raro che merita un racconto a parte), una tappa in bottega e al caseificio, e pure al bar della liquirizia… posti fermi nel tempo che singolarmente valgono già il viaggio.
Ma per la vera cucina scannese — quella delle nonne che mettono lo spezzatino sul fuoco all’alba e ricordano le ricette a memoria — niente è come La Porta: una trattoria sopravvissuta alle mode, onesta, dove la pasta si fa ancora a mano e i sughi cuociono per ore.
La Porta – Scanno (AQ) – via Ciorla, 31 – facebook.com/ristorantelaportascanno/?locale=it_IT
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