La frittura รจ uno dei piaceri piรน amati โ e piรน controversi โ della cucina. Golosa e conviviale, presente in tutte le culture gastronomiche, รจ spesso messa sotto accusa per il suo impatto su salute e digeribilitร . Accuse non del tutto infondate: la frittura aumenta lโapporto calorico degli alimenti e, se mal eseguita, puรฒ favorire la formazione di sostanze indesiderate. Ma demonizzarla รจ un errore. Per fare chiarezza e fornire informazioni corrette ai consumatori, Assitol (Associazione Italiana dellโIndustria olearia) e Unione Nazionale Consumatori hanno realizzato un opuscolo gratuito, scaricabile online: La frittura perfetta. Una guida pratica che sfata luoghi comuni, risponde ai dubbi piรน frequenti e insegna a friggere in modo piรน sano, sicuro e consapevole, senza rinunciare al gusto.

Un olio ideale per friggere, in senso assoluto, non esiste. Esistono perรฒ criteri chiari per scegliere quello giusto. Il primo รจ il punto di fumo, ovvero la temperatura alla quale il grasso riscaldato inizia a degradarsi, sprigionando odori sgradevoli e sostanze poco salutari. Puntare su un olio con punto di fumo elevato permette di friggere alle temperature corrette – tra 160 e 190 ยฐC – ottenendo una crosta croccante e asciutta, senza innescare processi di decomposizione. In questโottica, risultano particolarmente adatti lโolio di semi di girasole, lโolio di arachide, lโolio di cocco raffinato, ma anche lโolio dโoliva e lโolio di sansa di oliva. Un discorso a parte lo merita lโolio extra vergine, spesso considerato troppo โnobileโ per la frittura: un luogo comune che la Guida smentisce.
Come spiega Anna Cane, presidente del Gruppo olio dโoliva di Assitol, ยซla forte presenza di antiossidanti rende lโolio extra vergine adatto anche alla frittura. Il vero problema, semmai, รจ che il suo aroma molto complesso puรฒ incidere sul risultato finale, rendendo il sapore del cibo fritto diverso dallโoriginale. Tuttavia, la sua componente salutistica e nutrizionale in alcune ricette resta importante, ad esempio, salvaguarda gli omega 3 del pesce anche in fritturaยป.

Scelto lโolio, la qualitร della frittura dipende dallโesecuzione. Tutto comincia dalla preparazione degli alimenti che devono essere tagliati in pezzi non troppo grandi e soprattutto perfettamente asciutti, perchรฉ lโacqua altera lโolio e compromette il risultato. In quest’ottica, tenere gli alimenti in frigorifero per 15โ20 minuti prima di friggerli favorisce la formazione della crosticina. La cottura, poi, deve essere breve e condotta intorno ai 180 ยฐC: se la temperatura รจ piรน alta, lโolio brucia e libera sostanze tossiche, se piรน bassa, la crosticina non si forma e il cibo assorbe troppo olio, diventando pesante e molle. I fritti andranno infine scolati sulla carta assorbente, senza coprirli, per non perdere croccantezza.
Uno dei timori principali legati alla frittura riguarda la formazione di sostanze potenzialmente tossiche. Il modo per evitarle รจ semplice: temperature non troppo alte (170โ190 ยฐC), cotture brevi e olio sempre in buono stato. Lโolio, infatti, non va riutilizzato troppe volte perchรฉ il continuo riscaldamento e raffreddamento lo degrada e abbassa il punto di fumo, favorendo la formazione di composti come acrilammide e acroleina. Vietato anche il rabbocco perchรฉ lโolio nuovo a contatto con quello vecchio si deteriora molto rapidamente.
Una volta spento il fuoco, resta il tema, spesso sottovalutato, dello smaltimento dellโolio esausto che non รจ biodegradabile e che quindi non puรฒ essere versato nel lavandino: puรฒ infatti inquinare falde, fiumi e mari e persino danneggiare i depuratori. La procedura corretta รจ farlo raffreddare, raccoglierlo in un contenitore e portarlo in un centro di raccolta. Qui lโolio viene recuperato e trasformato in biocarburanti, in unโottica di economia circolare.
La Guida parla anche della friggitrice ad aria, che altro non รจ che un piccolo forno in cui il cibo viene cotto – in pochissimo tempo e con poco olio – per mezzo di un getto di aria ad altissima temperatura che circola molto velocemente. Grazie a questo procedimento i cibi diventano croccanti fuori e teneri dentro, ma ben lontani dalla frittura tradizionale. Quanto al sale, la regola รจ una sola: solo alla fine. Mai prima, nรฉ durante la cottura, per non comprometterne la croccantezza. Attenzione infine al colore: se il fritto risulta troppo scuro o addirittura bruciacchiato, meglio evitarne il consumo.
Insomma, i fritti non vanno demonizzati tout court, ma consumati con misura. Durante la frittura gli alimenti possono trattenere dal 10 al 35% di olio e, proprio per il maggior apporto di grassi, i nutrizionisti consigliano porzioni intorno ai 50 grammi, da limitare a una volta a settimana. La stessa prudenza vale per i bambini: i cibi fritti possono essere introdotti solo dopo i due anni, per evitare di sovraccaricare fegato e intestino, sempre con moderazione e preferibilmente fatti in casa.
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