Durante i mesi autunnali molti dolci tradizionali italiani nascono dall’uso del mosto d’uva: da antiche ricette contadine come i sughi d’uva nelle campagne emiliane fino ai sughitti marchigiani, si rivisitano sapori di un tempo rendendo protagonisti ingredienti semplici e genuini. Le origini affondano nella tradizione contadina, quando era prassi utilizzare ogni avanzo possibile, senza sprechi. In questo contesto le massaie del territorio adattarono la farina di mais e il mosto zuccherino, unendovi frutta secca locale.
I sughitti sono una preparazione tipica del territorio marchigiano, in particolare del borgo di Montecassiano, che ha assunto l’identità di piatto simbolo del luogo e della sua cultura gastronomica. Si può descrivere come una “polenta dolce” che utilizza come base il mosto d’uva anziché il semplice brodo o acqua, e viene arricchita con noci. Questo dolce veniva consumato nelle campagne e talvolta portato in dono ai signorotti del luogo, quasi come omaggio dei contadini delle campagne.
Per quanto riguarda gli ingredienti, si utilizzano farina di mais per polenta, mosto d’uva (preferibilmente ottenuto da uve da vino, non da tavola), zucchero (in alcune versioni, benché non tutti lo mettano) e gherigli di noce spezzettati. In alcune varianti vengono aggiunte mandorle oppure semi di zucca.
La lavorazione tradizionale prevede che il mosto venga filtrato e fatto bollire in pentola dal fondo spesso fino a ridursi di circa un terzo, per concentrare zuccheri e sapori; successivamente la farina di mais viene versata a pioggia e mescolata continuamente, cuocendo la crema per circa mezz’ora, fino a ottenere una consistenza cremosa e leggermente gelatinosa. Si aggiungono le noci, si amalgama, si versa la preparazione in una terrina leggermente unta e, una volta raffreddata, si taglia in pezzi per servirla.

Foto credit, Facebook Graziana Piccinini
Nel centro storico di Montecassiano, ogni anno nei primi giorni d’ottobre, si tiene la Sagra dei Sughitti: una manifestazione che si svolge in genere nei vicoli, nelle cantine, nelle locande e prevede stand di degustazione, rievocazioni della vendemmia, spettacoli folkloristici e laboratori; l’evento è associato a musica, animazioni e vie addobbate con pampini d’uva. Vengono servite oltre 4.500 porzioni di sughitti e impiegati circa 30 quintali di mosto.
Tradizionalmente i sughitti si consumano durante l’autunno, in particolare durante o subito dopo la vendemmia, e nella sagra di Montecassiano si servono spesso come dolce al cucchiaio o in piccole fette, accompagnati da altri prodotti tipici come frittelle di polenta, castagne e vino cotto. Nel corso dell’evento, un momento suggestivo è la “SugHIT parade” o show cooking con preparazioni live condotte dalle “Vergare” (le donne contadine che custodiscono questa tradizione), dove le massaie esibiscono la preparazione dal vivo e i visitatori possono assaggiare le versioni autentiche.
Foto copertina credit, Facebook Chef Taverna Dell’artista
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