Stabiese, classe 1970, chef Pasquale De Simone, è la vera anima che da 25 anni guida la ristorazione in capo al Renaissance Naples Hotel Mediterraneo. Un passato conteso tra strutture di prestigio quali il Palatium, La Residenza e l’Aurora di Capri o il Rome Marriott Grand Hotel Flora. Proprio nella Capitale De Simone ha ampliato le sue vedute in cucina accanto a maestri come Antonello Colonna. «Ho intrapreso questo mestiere spinto da una grande passione. Dopo gli studi all’istituto alberghiero ho appreso, come una spugna, filosofie e stili diversi, con un occhio però sempre rivolto alle ricette storiche della Campania e al rispetto delle materie prime che il sud Italia regala. Un gioco di equilibri, tecnica ed estro, ma soprattutto aspetto, gusto e salute» dichiara lo chef.

Un sogno nato a piccoli passi nel rumore frenetico di una città ormai presa d’assedio dall’overtourism. L’esigenza iniziale di venire incontro alle richieste del cliente medio rappresentato da dipendenti e liberi professionisti che non potevano rientrare a casa, trovandosi spesso a ricorrere a street food, bar e piccole mense per evitare costanti salassi quotidiani. Per giunta con il rischio elevato di restare delusi dalle proposte gastronomiche. I primi passi di O’Break sono avvenuti così in sordina, quasi per scommessa, ma l’idea è stata concreta fin da subito: offrire dal lunedì al venerdì un easy lunch a 15 euro piatto unico, acqua, caffè e servizio compresi o una scelta comoda a là carte tra zuppe, insalate, primi piatti e secondi.

Belli gli starter fuori menu tra carpaccio di polpo, alici ripiene e baccalà fritto in panatura panko e, tra i piatti unici immancabile la tradizione partenopea come la genovese, il ragù e la parmigiana di melanzane. Home made i dolci di Pasquale tra pastiera napoletana e torta caprese. Ma la vera specialità di casa è anche la pasta fatta a mano, sempre disponibile anche di sera quando le sale del ristorante si trasformano in un’atmosfera romantica per una cena elegante con attenzione al rapporto qualità-prezzo.
«Il desiderio era quello di concedere pause rilassanti raccontando la storia di Napoli e la cultura a tavola accessibili a tutte le tasche. Per questo ho aderito con piacere ad Alleanza Slow Food dei cuochi per promuovere gli ingredienti e le ricette del territorio salvaguardando la biodiversità.

Prodotti di eccellenza che seguono sempre la stagionalità e special tematici come la “winter edition” con pietanze scelte tra zuppa di ceci di Teano o con fagioli dente di morto di Acerra, che variano in funzione del periodo e della stagionalità. O come i ravioli di pasta cotta alla sorrentina, in omaggio alle mie origini e a Vico Equense, borgo incantevole dove vivo».
Per il breakfast, che può facilmente convertirsi in un rapido brunch sempre curato dal manager di sala Giovanni Botta e da chef De Simone, anche il Roof Garden Angiò si apre agli esterni con la sua vista panoramica sul Vesuvio: «Gli italiani amano ancora prendersi il giusto tempo seduti al tavolo, sia per lavoro che in momenti di convivialità. I turisti hanno una mentalità diversa, privilegiando colazione e cena per dare maggior spazio ai tour tra le numerose attrazioni monumentali». Per entrambi, dunque, una piccola coccola e un sorriso, cosa affatto scontata nella movimentata capitale del mezzogiorno.
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