In una città sempre più spaccata in due tra chi odia gli stereotipi e chi li persegue indefesso, una grande famiglia di pasticcieri ha deciso di prendere la seconda strada a tutta velocità: la storica insegna Armando Scaturchio ha infatti dato vita a Corno Gelato, la prima gelateria “scaramantica” d’Italia. Un progetto curioso che prova a tenere insieme tradizione familiare, sperimentazione e identità gastronomica locale.
La firma è quella di Ornella Scaturchio, figlia di Armando, che ha aperto il nuovo locale accanto alla pasticceria storica di famiglia. Scelta non casuale ma nemmeno sufficiente a spiegare il senso dell’operazione. Corno Gelato, aperta nel novembre 2023, non nasce infatti come semplice estensione del marchio storico, ma come un progetto autonomo che intercetta una domanda diversa: quella di una gelateria artigianale contemporanea in una zona della città dove, paradossalmente, manca adeguatamente un presidio di questo tipo.

Ornella Scaturchio
Se c’è un quartiere che restituisce l’idea di una Napoli ancora profondamente popolare quello è la Pignasecca: friggitorie, trattorie, botteghe alimentari e un continuo viavai di persone che rende il cibo parte integrante del paesaggio. Aprire una gelateria qui significa inserirsi in un ecosistema già densissimo, dove ogni nuova attività deve trovare una voce riconoscibile. È uno degli elementi su cui insiste anche Ornella Scaturchio, che ci dice di aver scelto questa zona proprio perché mancava una vera gelateria artigianale capace di dialogare con il quartiere. La scommessa, però, non è soltanto territoriale. Il progetto nasce anche dalla volontà di occupare uno spazio ancora assente nell’azienda di famiglia. Dopo la pasticceria storica e il caffè, il mondo del gelato rappresentava il tassello mancante. Da qui nasce Corno Gelato, un nome che già racconta una precisa dichiarazione d’intenti.
A Napoli la scaramanzia non è solo un folklore da cartolina ma un linguaggio culturale stratificato, un lessico condiviso fatto di simboli, gesti e piccoli riti. Il corno portafortuna è probabilmente l’oggetto che meglio sintetizza questo immaginario. Corno Gelato parte proprio da qui: il cono assume la forma simbolica del corno scaramantico (ma c’è anche la sfogliatella da riempire) e diventa il centro di un’esperienza costruita attorno all’identità cittadina; le cialde croccanti utilizzate come topping riportano proverbi in dialetto, raccontando sia della città ma ricordando anche i gelati a biscotto, di memoria pop, con le barzellette stampate. Il rischio di trovarci in un fenomeno da social senza anima che cerca di sfruttare l’immagine più banale della città viene annullato dalla forza del marchio Scaturchio che con responsabilità ha deciso di costruire un immaginario coerente senza ridurre Napoli a semplice operazione nostalgica appannaggio del turista perché tutto ciò che abbiamo raccontato è solo il contorno: al centro c’è il prodotto.

La linea gastronomica della gelateria è affidata alla consulenza di Giuseppe Mellone, che definisce il proprio ruolo come il “braccio” del progetto, forte di un passato interdisciplinare (buona carriera da chef, consulente per aziende importanti e gelatiere già riconosciuto in passato nella nostra guida Gelaterie d’Italia). L’idea, spiega Mellone, è stata quella di lavorare su materie prime di qualità e su “gusti onesti”, una formula che nel linguaggio del gelato contemporaneo significa soprattutto equilibrio e riconoscibilità del sapore, evitando effetti speciali fini a sé stessi.
Ma sarebbe sbagliato immaginare Corno Gelato come una gelateria tradizionale in senso stretto. Accanto ai gusti più immediati convivono infatti incursioni che arrivano dal mondo delle estrazioni, delle osmosi e tecniche prese in prestito dalla cucina e dalla mixology, frutto di un percorso professionale lungo e di un approccio più tecnico al lavoro sugli aromi. È qui che emergono combinazioni meno convenzionali come Gorgonzola, basilico e variegato di mandorla oppure Basilico, lime e zenzero. Gusti complessi, che cercano di uscire dalla logica del gelato rassicurante e standardizzato. Altro esempio è il gelato allo yogurt arricchito dalla pasta kataifi, che rende questo gusto insolitamente croccante. Secondo Ornella Scaturchio, questa articolazione non nasce dall’esigenza di stupire a ogni costo, ma dalla volontà di costruire sapori con una precisa identità.

Uno degli aspetti da sottilineare del progetto riguarda la stagionalità. Corno Gelato lavora su una selezione contenuta — circa sedici gusti — molto più ridotta rispetto agli standard delle gelaterie cittadine. Una scelta che permette però di intervenire frequentemente sulla proposta e di seguire il ritmo delle materie prime. Una pratica che dovrebbe essere ovvia ma che nel settore non è affatto scontata, soprattutto in città dove il turismo tende spesso a privilegiare la disponibilità eterna.
Ancora più interessante è il lavoro sui gusti temporanei ispirati alla cultura gastronomica partenopea. Nel periodo pasquale la gelateria ha proposto tre gusti limited edition che reinterpretano simboli molto riconoscibili della cucina locale: il casatiello trasformato in gelato con salame, sugna, pepe e pecorino; la pastiera riletta attraverso grano e ricotta; perfino la fava, ingrediente fortemente legato alla primavera e alla ritualità popolare. A Natale sono arrivati invece lo Struffolillo — omaggio agli struffoli con miele e piccoli inserti fritti — e il Roccocò, costruito attorno al profilo aromatico del pisto. Persino novembre, mese tradizionalmente legato al consumo di torrone nel calendario alimentare campano vista la presenza di Benevento, è diventato occasione per un gusto dedicato: torrone, pistacchio e Strega. Dietro questa rotazione c’è una filosofia piuttosto chiara: non sfruttare il folklore ma usare la narrazione popolare per raccontare a persone curiose, che non conoscono queste usanze, dei segreti della città.

C’è poi un elemento che racconta bene l’anima del locale e il tentativo di costruire un’esperienza riconoscibile anche sul piano ludico. Per chi non sa scegliere tra i gusti disponibili, Corno Gelato ha ideato una “Tombolella Scaramantica”. Il meccanismo è semplice: si estrae un numero dal panariello della tombola napoletana e il numero corrisponde a un gusto specifico. Tutto il servizio, di cui si occupa Ornella in prima persona, è davvero spassoso e l’esperienza, per quanto breve essendo una gelateria senza posti a sedere, è molto piacevole e divertente. Per ora esiste una sola sede, aperta nel novembre del 2023, ma Ornella Scaturchio non esclude eventuali espansioni. Nel frattempo, se passate per la Pignasecca, una deviazione in via Portamedina potrebbe valere il tempo della passeggiata. Anche soltanto per capire se un gelato al casatiello abbia davvero senso. Oppure per lasciare che sia la sorte — o, come si dice a Napoli, la ciorta — a decidere cosa mangerete.
Corno Gelato – via Portamedina, 25 – Napoli – Instagram
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