Ritratti

Il nonno vendeva brodo di polpo per strada. Oggi il nipote richiama clienti da tutto il mondo

Giuseppe Scicchitano è cresciuto nel bistrot aperto dai genitori nel 1991. Oggi, grazie ai reel girati insieme alla madre Assunta, il suo nome richiama clienti da ogni continente e ha dato vita a un secondo ristorante affacciato sul Golfo di Napoli

  • 27 Luglio, 2026
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C’è chi arriva a Napoli per la pizza e chi prenota un tavolo dopo aver visto un video su TikTok. Succede con Giuseppe Scicchitano, cresciuto tra i tavoli del bistrot di famiglia, ereditando una tradizione che arrivava al nonno, venditore ambulante di brodo di polpo, e oggi diventato uno dei volti più riconoscibili della ristorazione napoletana sui social. I suoi reel, spesso girati insieme alla madre Assunta, hanno trasformato un indirizzo storico in una meta per viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Siamo in via Foria a Napoli e nel 1991, un anno dopo la nascita del figlio, prese vita anche ‘A figlia d”o marenaro, l’idea di cucina tradizionale a base di pesce che è diventata subito un cult anche grazie all’intensa attività comunicativa di mamma Assunta, con le immancabili gag folcloristiche tanto amate dalle nuove generazioni.

Dal brodo di polpo del nonno ai milioni di visualizzazioni

Le origini della famiglia Scicchitano

In questo contesto, nel 2019, è nato anche il primo locale di Giuseppe, all’epoca chiamato I Nomadi e poi diventato semplicemente Scicchitano: “I primi passi, anzi vagiti, li ho fatti tra un tavolo e un piatto, perché all’epoca le serate finivano all’alba. Un mondo della ristorazione completamente diverso da quello di oggi con orari e clientela più abituata alle lunghe soste”. I primi compiti dietro al bancone prevedevano la gestione delle comande dei drink. Un’esperienza formativa utile per imparare lo schema mentale di precisione indispensabile nel servizio ai clienti. A diciotto anni, mentre gli altri ragazzi amavano il calcio e i campioni come Maradona, Giuseppe aveva un solo idolo: suo padre Nunzio, che gli consentiva di cimentarsi anche in cucina. “Che dolore l’apertura delle prime ostriche: mi bucai la mano sotto gli occhi di papà per nulla preoccupato. Con una pacca sulla spalla mi guardò e mi disse che ora stavo davvero crescendo”.

I social hanno trasformato un ristorante di quartiere in una meta internazionale

Tanti i passi in avanti compiuti da quando il nonno nel 1943 faceva l’ambulante vendendo la classica tazza di brodo di polpo tra i vicoli e poi gli anni dello chalet con zuppa di cozze e linguine al cartoccio, pietanza quasi introvabile nelle carte odierne. Poi il successo con i social, vero veicolo di informazione lungo i 5 continenti: “da me arrivano turisti da ogni posto del mondo desiderosi di conoscermi personalmente dopo avermi visto sulle piattaforme Instagram e TikTok.

 

La svolta grazie ai reel scherzosi dove raccontiamo le ricette con quel dialetto tipico partenopeo e i gesti scaramantici tanto amati oltre confine”. Da qui il sogno del secondo ristorante, questa volta sul lungomare a pochi metri da Castel dell’Ovo con una proposta menù molto concreta e affascinante. Piatti esotici che partono da materie prime freschissime tramite l’accordo con pescherecci locali a chilometro zero e fornitori di prodotti ricercati per chi ha voglia di esulare dalla normalità.

Cucina contemporanea e milioni di follower

Esempi gustosi sono la fresella guarnita da ricotta in salvietta, maionese al gin e tartare di gambero rosso o il sauté di cozze e vongole cotte alla brace,  la vera novità di Scicchitano che esalta il sapore del mare nei propri frutti. Nessuna degustazione a tema e massima libertà per il cliente di soddisfare le esigenze più disparate in base alla soglia prezzo sostenibile senza limiti e tabù.

Il nuovo ristorante sorge da febbraio in una posizione privilegiata, la struttura può accogliere fino a 130 ospiti circa, tra interno ed esterno, con settanta coperti nella sala principale e un’ampia area all’aperto affacciata sul mare. Fiore all’occhiello del locale è la sala privata firmata Laurent-Perrier, uno spazio riservato con un unico tavolo da otto posti, pensato per esperienze esclusive con vista sul golfo.

Un polpo gigante dorato campeggia sul soffitto a ricordare dove siamo e l’importanza delle proprie origini; il segno che la vita è fatta di cambiamenti: o si cambia o si resta indietro. Oggi non conta solo ciò che fai, ma come lo fai e soprattutto come lo comunichi.

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