Quando si parla di cucina nikkei – quella che unisce le tradizioni giapponese e peruviana – in Italia, prima o poi il discorso arriva a Napoli. Può sembrare un paradosso, perché la città del ragù e della pizza non evoca immediatamente ceviche e nigiri, eppure è proprio da qui che Urubamba si è conquistato un ruolo centrale nella scena gastronomica nazionale. Lo ha fatto con una costanza che nasce da lontano, da quel fiume delle Ande che dà il nome al ristorante e che diventa metafora di un percorso che parte dal Perù, incontra il Giappone e approda sulle rive partenopee arricchito di nuovi sapori e nuove consapevolezze culinarie.

Nell’elegante via Gaetano Filangieri, tra boutique di lusso e palazzi storici, si approda in un ambiente raffinato e verticale, distribuito su tre piani culminanti in un rooftop panoramico. La luce soffusa, le tonalità calde e l’equilibrio del design creano un’atmosfera rarefatta ma mai algida, perfetta per accompagnare una cucina che vive di contrasti calibrati: acidità vive, freschezze nette, sapidità misurate, tagli precisi e spunti aromatici che raccontano terre lontane. Qui la fusione non è un espediente estetico ma una necessità culturale, frutto di una ricerca iniziata nel 2016 da Dario Cecaro e Vincenzo Ricciolino, che a Londra scoprono la cucina nikkei e decidono di darle una casa nel Sud Italia.

Per trasformare quell’intuizione in realtà, la scelta dei due imprenditori napoletani ricade su Keisuke Aramaki, classe 1972 originario della città giapponese di Saitama e in Italia dal 2003, maestro del sushi con un passato internazionale e una disciplina impeccabile. Grazie a lui Urubamba elabora un percorso che non indulge nell’esotismo caricaturale: ogni piatto è un equilibrio tra essenzialità giapponese ed energia latinoamericana.

I crudi raccontano il mare con una voce duplice, che alterna la purezza dei tagli nipponici ai brividi agrumati del leche de tigre, mentre le tartare rivelano un gioco elegante tra la dolcezza del pesce e acidità più marcate. Anche il sushi, dalla tecnica impeccabile, si concede tocchi fusion sempre misurati, che non sacrificano mai la matrice giapponese.

La sala segue il ritmo della cucina, con un servizio attento e discreto, in cui emerge la volontà di costruire un’esperienza completa. La carta dei vini, i cocktail e la selezione di sake rispecchiano la stessa filosofia: valorizzare il dialogo tra culture, senza mai spezzarlo con scelte superflue. Così la cena procede come un racconto coerente, in cui il Giappone si innesta sulle pulsazioni del Perù e Napoli, con la sua attitudine all’accoglienza e alla contaminazione, diventa il luogo ideale per questo incontro.
Urubamba, infatti, è oggi un punto di riferimento imprescindibile per chi vuole scoprire la cucina nikkei in Italia. In una città che non smette mai di reinventarsi, dimostra che la tradizione non si protegge chiudendosi, ma aprendosi a nuovi linguaggi gastronomici capaci di dialogare con rispetto, creatività e profondità.
Urubamba – via Gaetano Filangieri, 16/C – Napoli – www.urubamba.it
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