Nuove aperture

A Roma c’è una terrazza panoramica dove mangiare la cucina di un grande chef

Nel cuore di Roma, Allianz Italia ed Enrico Bartolini presentano Quid - Unique Italian Dining: un ristorante su una terrazza panoramica con la cucina di Juan Camilo Quintero tra contaminazioni e vista sulla città

  • 17 Aprile, 2026
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Apre il 5 maggio il Quid – Unique Italian Dining, un nome che strizza l’occhio all’iniziale dello chef resident ma che suggerisce anche il riferimento a un certo qualcosa in più su cui punta questo nuovo – centralissimo – ristorante capitolino che festeggia l’arrivo di Enrico Bartolini nella Capitale.

Un ristorante su una terrazza nel cuore di Roma

Di Bartolini si è detto molto: è l’asso pigliatutto della ristorazione italiana, uomo da molti ristoranti e altrettanti blasoni, imprenditore capace con il pallino per il fine dining che approda a Roma a distanza ravvicinata – in termini di tempo e di spazio – dal suo concittadino, anche lui meneghino d’adozione Carlo Cracco (che non a caso diceva che Roma è la città più interessante dove aprire oggi un ristorante) approdato all’hotel Corinthia.

Bartolini invece si smarca dalla ristorazione d’hotel e si arrampica sullo straordinario roof top di Palazzo Marignoli con la sua panoramicissima terrazza di 1.500 metri quadrati e lo spazio interno di 480 per 54 coperti (150 in piedi all’esterno). Un imponente edificio ottocentesco di proprietà del gruppo Allianz che con questa mossa punta a valorizzare il suo patrimonio immobiliare in un progetto dove convivono uffici e attività commerciali, come l’Apple Store sul lato che affaccia su via del Corso e lo Starbucks su piazza San Silvestro, ma che è anche un contenitore di opere d’arte, distribuite sui sei piani dell’edificio, sorta di museo verticale visibile anche agli ospiti del ristorante a partire dal 5 maggio.

Il progetto firmato Enrico Bartolini

La struttura (riqualificata dall’architetto Riccardo Bichara) si pone in aperto dialogo con la storia e la bellezza della città, allo stesso modo di quanto accade nell’area destinata alla ristorazione, firmata dall’architetto Stefano Guidotti, basti pensare al travertino di sedute, fioriere, sculture e pavimentazione nella terrazza, alle finiture di ottone e calce in felice coabitazione con pezzi di design e installazioni luminose d’autore che arricchiscono i vari spazi. Oltre alla sala del ristorante ci sono infatti anche lounge e bar con una proposta schietta, di crudi di pesce, ostriche e focacce, toast ed emanadas, patatine fritte e tempura, per accompagnare vini, cocktail e spirits.

Cosa si mangia al Quid di Juan Camilo Quintero

La cucina è affidata allo chef Juan Camilo Quintero, altro nome noto a chi ama i viaggi di gusto: colombiano di Bogotà, lo abbiamo visto all’opera al Poggio Rosso del Borgo San Felice Resort di Castelnuovo Berardenga (sempre sotto l’ombrello di Bartolini, sempre proprietà Allianz) dove oggi c’è Stelios Sakalis. Un posto in cui ha saputo imprimere la sua impronta personale pur rimanendo nelle coordinate dell’eleganza raffinata di marca Bartolini.

La sua è una cucina fresca, permeabile a suggestioni e ispirazioni eterogenee, che raccontano anche la sua storia personale: lo si vede dal dentice in salsa di cocco, per esempio: uno dei suoi piatti storici che, con le dovute differenze, ritroviamo anche sotto il cielo di Roma, come anche gli asparagi, qui con insalata di agrumi, fiori di arance e pistacchio o il vitello da latte al whisky torbato. Anche la combo di lime e zenzero di un originale spaghetti al burro di lupini (Quintero è maestro nei primi piatti), la salsa di arachidi e l’uso della frutta (vedi il dessert Pistacchio salato, banana verde, kiwi e panna) sono espressione di una contaminazione compiuta im armonia. Sono alcuni dei piatti di un menu in cui non manca un omaggio alla città, nella Gricia Quid, arricchita dal tartufo e dalla zampata dello chef (per due persone, 35 euro a persona), a suggerire una libertà intepretativa che nasce da uno sguardo esterno e svincolato a certi monumenti gastronomici. «Siamo in una delle capitali storiche della civiltà, da sempre luogo di incontro e scambio tra culture: il contesto ideale in cui una cucina personale può svilupparsi in modo naturale, aperto e autentico», racconta Quintero.

La proposta è articolata: si sceglie tra un percorso signature, tra formule a due, tre o quattro piatti da pescare dalla carta (rispettivamente 110, 135 e 160 euro), o una proposta stagionale con 8 assaggi legati alla disponibilità del pescato in primavera ed estate, e alla carne nelle stagioni fredde (175 euro).

Quid – Roma – piazza San Silvestro, 8 – https://quidrome.com

Foto: Benedetta Bassanelli

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