Lo sapevate che

Quando l’acqua frizzante si faceva in casa con una bustina: storia dell’idrolitina italiana

Negli anni ’60 bastava una bustina per trasformare l’acqua del rubinetto in una bevanda effervescente: l’idrolitina era il rito immancabile del dopocena italiano, abitudine oggi scomparsa, nonostante il prodotto sia ancora in commercio

  • 25 Maggio, 2026
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«Chi va a fare l’idrolitina?». Negli anni ’60 era una domanda comune a fine pasto, quando l’acqua effervescente creata con questa semplice bustina era considerata un rimedio per la digestione. Del resto, si tratta di un mix di bicarbonato di sodio, acido tartarico e acido malico, da qualcuno usato anche per sgrassare le superifici.

L’idrolitina, il metodo anni ’60 per rendere l’acqua effervescente

L’idrolitina in casa non mancava mai. «Dammi un po’ di vino, con l’idrolitina» cantava Battiato in Zone depresse, segno di quanto fosse entrata nell’immaginario quotidiano. Al tempo, l’acqua frizzante era un piccolo lusso, l’idrolitina invece costava poco, una scatola si aggirava tra le 50 e 100 lire, e così chiunque poteva permettersi di aggiungere un po’ di brio all’acqua di rubinetto. Per questo bisogna ringraziare l’imprenditore bolognese Cavalier Arturo Gazzoni, che lavorò dapprima come oste e poi si occupò di promozione farmaceutica.

La mitica scatola dell’idrolitina, con le liriche del poeta

A conquistare fu anche il packaging: sull’iconica scatoletta gialla fece stampare una lirica del poeta bolognese Carlo Zangarini: «Diceva l’oste al vino tu mi diventi vecchio, ti voglio maritare all’acqua del mio secchio. Rispose il vino all’oste: fai le pubblicazioni, sposo l’Idrolitina del cavalier Gazzoni». Nel giro di pochi anni l’idrolitina diventò un fenomeno popolare: fu richiesta anche da Papa Pio XI, e in seguito dalla Real Casa.

Nel suo Dizionario delle Cose Perdute, Francesco Guccini ha inserito anche la mitica idrolitina, ma nei supermercati spesso si trova ancora. A produrla è Ristora, di proprietà del gruppo Prontofoods, e la scatola è sempre la stessa, quella di cartone rettangolare giallo vivo, la scritta in maiuscolo e quell’estetica vintage che oggi è tornata di moda.

Per chi volesse provare questa bevanda retrò, l’utilizzo è semplice ma occorre fare attenzione alla modalità: dopo averla sciolta in un litro d’acqua, è bene chiudere immediatamente il tappo, altrimenti si rischia di far fuoriuscire tutto in una piccola esplosione effervescente in cucina.

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