Daniele Ricci non è solo uno dei maggiori interpreti del Timorasso e uno dei vignaioli che danno risalto ai Colli Tortonesi: per un giorno a settimana si mette ai fornelli con la moglie Loredana e apre l’agriturismo di famiglia, nella cascina in mezzo alle vigne acquistata dal nonno alla fine degli anni Venti.

Cascina San Leto a Costa Vescovato, al centro di un anfiteatro con la vigne della cantina di Daniele Ricci
Arrivati a Cascina San Leto, prendendo una strada bianca che scende sulla destra lungo la provinciale tra Costa Vescovato e Castellania, ci si ritrova calati in un’atmosfera che sa di rito, che si compie solo la domenica a pranzo. Un servizio a settimana per chi passa la settimana in vigna e in cantina (lo ricorda il figlio di Daniele e Loredana, Mattia, parlando con degli avventori: “noi abbiamo la campagna, che è al centro di tutto”), nella sala riscaldata dal caminetto o nel dehor, affacciato sulle vigne.

Tagliolini al sugo di verdure, uno dei piatti del menu domenicale dell’agriturismo Cascina San Leo
La cura artigiana e il garbo che uno riconosce nelle etichette di Daniele Ricci, la si può ritrovare anche qui. Parte dalla ricerca delle materie prime alla realizzazione di pane e focacce, che sono impastate con farine biologiche di filiera e fanno invidia al cestino del pane di tante osterie blasonate. In sala c’è il figlio Mattia con una collaboratrice, mentre Daniele diventa un vero oste, stappa le sue etichette, presenta i piatti e ne descrive le caratteristiche.
Il menu non esiste, nel senso che ci si lascia guidare in una lunga e ricca degustazione che non prevede varianti (a meno che prenotando non si sia comunicato la presenza di vegetariani o vegani). Quella che abbiamo assaggiato, nella prima domenica di primavera, prevede una serie di antipasti che arrivano uno dopo l’altro a tavola, un trionfo di Piemonte, dal Salame nobile del Giarolo alla torta salata con carciofi e patate, dal pasticcio di formaggi a un riuscitissimo plum-cake con peperoni. Ci sono anche i peperoni ripieni di salsa tonnata, un incredibile comfort food.
Passando ai primi, tajarin al ragù di verdure, una specie di genovese vegetale, che cambia nel corso dell’anno e in estate si arricchisce delle verdure dell’orto di casa Ricci. E poi ravioli ripieni d’arrosto al sugo di brasato (unico piatto per cui ci sentiamo di spendere un suggerimento, perché avrebbero bisogno di una cottura espressa per tavolo, per evitare che alcuni risultino troppo cotti) e, per i vegetariani, tortelloni verdi ripieni di formaggio ed erbe, deliziosi. A seguire una variante deliziosa di vitel tonnè, cioè roast beef arrosto in crosta di sale, affettato sottile e servito con una vera salsa tonnata, senza maionese, oppure una degustazione di formaggi a latte crudo, di diverse stagionature, di latti diversi, una selezione curata da Daniele Ricci dialogando con enotecari e ristoratori che in giro per l’Italia vendono i suoi vini.

BB 2024, l’ultima etichetta nata dall’estro di Daniele Ricci: è una Barbera vinificata in bianco
A Cascina San Leto, il pranzo della domenica è accompagnato dall’acqua di rubinetto, che nel territorio di Costa Vescovato è gestita dal Comune, oggi amministrato da Ottavio Rube (storico fondatore alla fine degli anni Settanta della cooperativa Valli Unite, che produce ottimi vini nelle vigne che sono contigue a quelle di Daniele Ricci, creando un universo salubre di agricoltura biologica in cui vale la pena passeggiare).
Chi arriva qui, però, lo fa anche per stappare una o più etichette dell’azienda agricola dove oggi Daniele lavora affiancato dal figlio Mattia. La scelta può cadere anche su una degustazione, che può scegliere di spaziare tra i tanti Timorasso (sono almeno 8 le versioni, che vanno dai classici Derthona e Cascina San Leto a versioni che esplorano il potenziale del vitigno, con lunghe e lunghissime macerazioni sulle bucce, fino a 100 giorni, e affinamenti anche in anfora) oppure optare per i rossi della casa, perché non dobbiamo ricordare che i Colli Tortonesi sono una zone riconosciuta per i vini rossi. Ci sono Barbera, Croatina e c’è anche un ottimo Nebbiolo, perché Daniele crede nel potenziale di un suolo, la marna tortoniana, non troppo diverso da quello delle Langhe.
Tra le tante etichette, in questo momento vale la pena provare BB (2024), il nuovo esperimento di questo vignaiolo curioso, che ha scelto di vinificare in bianco la Barbera, ritrovando nelle sue letture e nei racconti dei vecchi esempi simili in passato: il vino è luminoso e gastronomico. E poi c’è El Matt (2020), 100% Croatina vinificata e affinata in acciaio per 12 mesi, per levigare il tannino ed offrire un vino scorrevole e piacevole.
Cascina San Leto, Strada San Leto, 2, 15050 Costa Vescovato (AL), Tel. 348 031 0883
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