Storie

I dolci liguri nati per i turisti diventati un'icona: la storia dei baci di Alassio

Nati ad Alassio agli inizi del ’900 grazie al pasticcere Rinaldo Balzola, i baci di Alassio sono una variante dei baci di dama arricchita da cacao e cioccolato, diventata simbolo della città

  • 17 Aprile, 2026
Per vedere più contenuti su Google, aggiungici alle fonti preferite
Per vedere più contenuti, aggiungici alle fonti preferite

Cugini dei più famosi baci di dama, i baci di Alassio sono tra i prodotti dolciari più iconici della Liguria. Il legame tra i due è effettivamente stretto, considerando che i secondi sono una reinterpretazione ligure dei famosi biscotti piemontesi, la cui storia è più antica. Anche la presenza protagonista delle nocciole racconta di un’influenza col vicino Piemonte, ma l’aggiunta del cacao dà a questa variante quel tocco ruffiano che li rende irresistibili.

Cosa sono i baci di Alassio

Il legame con gli originali piemontesi non preclude però ai dolcetti liguri di avere una storia tutta loro, fatta di personaggi famosi e pasticceri lungimiranti. I biscotti nascono infatti agli inizi del XX secolo, epoca fiorente per la località balneare di Alassio (provincia di Savona), frequentata dall’aristocrazia europea, specialmente inglese e tedesca. Approfittando di questo clima stimolante e dinamico, Rinaldo Balzola – pasticcere dell’omonima storica pasticceria in centro città – decise di creare un dolce che potesse rappresentare la cittadina. Il suo scopo era quello di offrire ai turisti un pratico souvenir gastronomico, da gustare in pace sulla spiaggia o da regalare, al ritorno, ad amici e parenti, spargendo la fama del fiorente paesino.

La nascita nella pasticceria Balzola

Inoltre la pasticceria Balzola fu tra i primi locali in Italia ad aprirsi alla moda dei caffè concerto. Ai suoi tavolini i clienti potevano gustare i prodotti della pasticceria e, allo stesso tempo, ascoltare le esecuzioni delle migliori orchestre italiane. Così, col contributo della pasticceria, in piena Belle Époque Alassio divenne una tappa quasi obbligatoria per i personaggi più noti del tempo, tra letterati, politici e divi del cinema. Il famoso Muretto di Alassio, simbolo della città, riporta le loro firme su centinaia di piastrelle decorate.

Habitué della sala di Balzola era Gabriele d’Annunzio, che definì i baci di Alassio “dolci della galanteria”: leggenda vuole che li pagò con questa frase ad effetto, che per anni fu il claim pubblicitario della pasticceria.

Realizzati e brevettati da Rinaldo Balzola nel 1919, i baci di Alassio diedero un’ulteriore importante spinta al locale e al creatore stesso, tanto che la Corte Reale dei Savoia lo volle come capo pasticcere. Dalla loro nascita, la popolarità del dolce è cresciuta esponenzialmente, ottenendo la certificazione di prodotto De. Co. (Denominazione Comunale di Origine). Oggi si trovano in tutte le pasticcerie di Alassio e paesi limitrofi, e trovarli fuori regione è assai facile.

Rinaldo Balzola e la sua pasticceria

Ingredienti e lavorazione

Il loro aspetto elegante li rende subito riconoscibili: due biscotti a ciuffetto (che ricordano le meringhe) uniti in bacio da una ganache di cioccolato e panna. I gusci sono fatti con nocciole, cacao, farina, albume, zucchero e miele, e hanno una consistenza peculiare: leggermente croccante l’esterno, morbido e umido l’interno, avvolgente la farcitura. Per gli amanti del cioccolato e delle nocciole, questi dolcetti sono un trionfo di piacere da provare, magari proprio tra i carruggi o sulla spiaggia della cittadina ligure.

© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma

Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]

Made with love by
Programmatic Advertising Ltd

© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.

Made with love by Programmatic Advertising Ltd