Cugini dei più famosi baci di dama, i baci di Alassio sono tra i prodotti dolciari più iconici della Liguria. Il legame tra i due è effettivamente stretto, considerando che i secondi sono una reinterpretazione ligure dei famosi biscotti piemontesi, la cui storia è più antica. Anche la presenza protagonista delle nocciole racconta di un’influenza col vicino Piemonte, ma l’aggiunta del cacao dà a questa variante quel tocco ruffiano che li rende irresistibili.

Il legame con gli originali piemontesi non preclude però ai dolcetti liguri di avere una storia tutta loro, fatta di personaggi famosi e pasticceri lungimiranti. I biscotti nascono infatti agli inizi del XX secolo, epoca fiorente per la località balneare di Alassio (provincia di Savona), frequentata dall’aristocrazia europea, specialmente inglese e tedesca. Approfittando di questo clima stimolante e dinamico, Rinaldo Balzola – pasticcere dell’omonima storica pasticceria in centro città – decise di creare un dolce che potesse rappresentare la cittadina. Il suo scopo era quello di offrire ai turisti un pratico souvenir gastronomico, da gustare in pace sulla spiaggia o da regalare, al ritorno, ad amici e parenti, spargendo la fama del fiorente paesino.

Inoltre la pasticceria Balzola fu tra i primi locali in Italia ad aprirsi alla moda dei caffè concerto. Ai suoi tavolini i clienti potevano gustare i prodotti della pasticceria e, allo stesso tempo, ascoltare le esecuzioni delle migliori orchestre italiane. Così, col contributo della pasticceria, in piena Belle Époque Alassio divenne una tappa quasi obbligatoria per i personaggi più noti del tempo, tra letterati, politici e divi del cinema. Il famoso Muretto di Alassio, simbolo della città, riporta le loro firme su centinaia di piastrelle decorate.
Habitué della sala di Balzola era Gabriele d’Annunzio, che definì i baci di Alassio “dolci della galanteria”: leggenda vuole che li pagò con questa frase ad effetto, che per anni fu il claim pubblicitario della pasticceria.
Realizzati e brevettati da Rinaldo Balzola nel 1919, i baci di Alassio diedero un’ulteriore importante spinta al locale e al creatore stesso, tanto che la Corte Reale dei Savoia lo volle come capo pasticcere. Dalla loro nascita, la popolarità del dolce è cresciuta esponenzialmente, ottenendo la certificazione di prodotto De. Co. (Denominazione Comunale di Origine). Oggi si trovano in tutte le pasticcerie di Alassio e paesi limitrofi, e trovarli fuori regione è assai facile.

Rinaldo Balzola e la sua pasticceria
Il loro aspetto elegante li rende subito riconoscibili: due biscotti a ciuffetto (che ricordano le meringhe) uniti in bacio da una ganache di cioccolato e panna. I gusci sono fatti con nocciole, cacao, farina, albume, zucchero e miele, e hanno una consistenza peculiare: leggermente croccante l’esterno, morbido e umido l’interno, avvolgente la farcitura. Per gli amanti del cioccolato e delle nocciole, questi dolcetti sono un trionfo di piacere da provare, magari proprio tra i carruggi o sulla spiaggia della cittadina ligure.
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