Cuddrurieddri, cullurellu, culluriellu, curudicchie, grispelle, zippuli, la Calabria accende le luci del Natale con il profumo inconfondibile di queste caratteristiche ciambelle fritte che segnano l’inizio delle festività. Frittelle tondeggianti preparate con un impasto a base di patate, farina e lievito. La loro presenza è massiccia nelle province di Cosenza, Crotone e Vibo Valentia, dove l’intenso odore di fritto si sparge per le strade già verso mezzogiorno dell’8 dicembre, giorno dell’Immacolata.
L’antichissima ricetta affonda le sue radici nella tradizione contadina e risale al greco antico, dove il nome cullurielli proviene da Kollura, che significa “pane a forma di anello” o “pagnotta”. La semplicità degli ingredienti deriva dalla necessità di consumare un piatto povero nei giorni di magro, quelli in cui, per i credenti, bisognava astenersi dal consumo delle carni.
L’impasto dei cuddrurieddri è storicamente povero, composto unicamente da acqua, lievito e farina, ma per renderlo più soffice e spugnoso, in molte zone, specialmente a Cosenza, si aggiungono le patate, spesso le patate della Sila. Le patate lessate e schiacciate vengono unite alla farina disposta a corona sulla spianatoia, con lievito sciolto in poca acqua. Dopo aver impastato fino a ottenere un panetto morbido, questo viene lasciato a lievitare per circa due ore in una ciotola avvolta in un panno e posta in una zona calda.

Foto credit, Instagram ifpcalabria
Trascorso il tempo, l’impasto viene rilavorato per formare delle piccole palline che dovranno lievitare ancora per circa un’ora. Solo a questo punto si pratica un piccolo buco al centro di ogni pallina, creando la forma di ciambella, prima della frittura. Una curiosa usanza resiste ancora in alcune case calabresi: è la persona più anziana della famiglia a gettare nell’olio bollente il primo pezzo di impasto.
Sin dai primi di dicembre le ciambelle compaiono nei banconi di rosticcerie e friggitorie, dove vengono vendute a tutte le ore. Chi li compra le mangia caldissime direttamente in strada, un vero e proprio street food, oppure come antipasto con taglieri di salumi tipici della regione, tra cui il capocollo, la soppressata, la pancetta e la spianata piccante. A Cosenza, in particolare, vengono spesso servite con broccoli di rapa e salsiccia saltati in padella, o in un fritto misto insieme a polpette di melanzane e riso.
La stessa ricetta dell’impasto, naturalmente senza ripieno, viene utilizzata per la variante dolce da gustare a fine pasto. In questo caso, i cullurielli vengono passati nello zucchero semolato e nella cannella, bagnati nel miele sciolto sul fuoco, o serviti con il vincotto di fichi, una specialità diffusa tra Puglia e Calabria.
Foto copertina credit, Instagram calabriafood.official
Niente da mostrare
Reset© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica preferenze privacy
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
Made with love by
Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd