Un tempo erano l’unico strappo alla regola concesso durante il digiuno, oggi sono stati quasi dimenticati, ma i maritozzi quaresimali sono una vera eccellenza della pasticceria romana, prodotto antico da riscoprire e provare aspettando la Pasqua.
A distinguirlo dal più famoso maritozzo alla panna, ormai popolare in tutta Italia, è la pezzatura più piccola e il colore brunito. Oltre, naturalmente, all’assenza di farcitura: quello quaresimale è un panetto soffice, dalla forma ovale, arricchito con uvetta e canditi, generalmente impreziosito con una leggera glassa di zucchero in superficie. I grassi animali erano banditi durante il digiuno, ma per il maritozzo – ricco di uova e burro – si poteva fare un’eccezione per rendere più dolce il periodo di penitenza.

Palazzo Massimo alle Colonne, foto di Turismo Roma
Il maritozzo quaresimale non è più molto popolare, ma a Roma è ancora oggi protagonista di un’importanze celebrazione. Ogni anno, il 16 marzo, la festa del miracolo di San Filippo Neri anima la cappella di Palazzo Massimo alle Colonne. Il cardinale celebra la Messa aperta al pubblico in ricordo del miracolo del santo, che resuscitò il quattordicenne Paolo Massimo: alla fine della liturgia, si tiene un rinfresco con i maritozzi che tutti i fedeli possono condividere.
Quaresimale o con la panna, la storia del maritozzo è piuttosto romantica. La teoria più accreditata sostiene che in epoca romana questo pane dolce venisse donato alla futura moglie dall’uomo, il «maritozzo», che all’interno nascondeva un anello o un altro pegno d’amore. Un’altra leggenda narra che fossero invece le ragazze in età da marito a preparare e donare il maritozzo al giovane più ambito del paese, che avrebbe poi preso in sposa la cuoca migliore.
La verità è che il successo di questo piccolo pane rifocillante si deve principalmente al suo elevato valore nutritivo, che lo trasformò nel perfetto conforto per lunghi viaggi e giornate passate a lavorare nei campi: in principio, infatti, era fatto con farina, uova, miele, burro e sale, un impasto ricco in grado di fornire il giusto sostentamento.

Maritozzo quaresimale con panna, pasticceria Al Duomo
Oggi la ricetta del maritozzo è cambiata, e “la morte sua”, come si dice a Roma, è una generosa dose di panna che lo farcisce fin quasi a farlo scoppiare (impossibile mangiarne uno senza sporcarsi un po’: fa parte del gioco). Per assaggiare la versione quaresimale, si può andare da Regoli all’Esquilino oppure ad Albano Laziale, ai Castelli Romani, dove la storica pasticceria Al Duomo prepara ancora i maritozzi quaresimali come una volta, in passato accompagnati dal cioccolato caldo, oggi serviti in purezza oppure farciti con panna montata.
Foto di apertura della pasticceria Al Duomo
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