All’epoca dei 24 baroni, attorno al diciottesimo secolo, quando Nicosia era ancora un crocevia di poteri feudali e lingue diverse convivevano nella stessa piazza, qualcuno impastò mandorle, miele e cannella su un disco di frolla e decise che quella sarebbe stata la firma dolce del comune dell’entroterra siciliano. Si tratta del nocattolo, un disco di pasta frolla dai bordi seghettati, sormontato da un impasto morbido e profumato spolverato di zucchero a velo, lavorato con una tecnica pizzicata che lo fa somigliare a un piccolo fiore appena aperto. Oggi si trova tutto l’anno nelle pasticcerie del centro storico della città, ma il momento per assaggiarlo nel suo contesto naturale resta la sua sagra che a giugno porta la città a contendersi persino un Guinness World Record.
Sul nome esistono soprattutto ipotesi più che certezze. Una ricostruzione lo fa derivare dal latino nucatum incrociato con l’arabo noqûlât, confluiti nel dialetto siciliano nel verbo “nucare”, cioè lavorare con le noci. La stessa radice a cui vengono ricondotti anche i nucatoli diffusi in altre zone della Sicilia, da Modica ai monti Iblei, i celebri biscotti a forma di S, farciti di noci, fichi secchi e miele. Eppure, nonostante l’origine linguistica sia comune, il risultato non lo è affatto. Nel resto dell’isola la parola è rimasta il nome di un’intera famiglia di dolci con la frutta secca, mentre a Nicosia indica una sola preparazione possibile, con una sola farcia possibile che punta tutto sulla mandorla, lavorata con miele fino a diventare una crema densa e profumata. Una scelta netta, quasi identitaria, che distingue la città da tutte le altre capitali siciliane della mandorla. Nessun ripieno misto, nessuna altra variante.

Nocattolo nicosiano, foto Bar Diana Nicosia
Dietro la forma a fiore c’è un procedimento in due tempi, con variazioni che cambiano da famiglia a famiglia. La base è una frolla di farina, zucchero, strutto, tuorli, lievito e scorza di limone, lavorata fino a ottenere un impasto omogeneo che viene tagliato in dischi. Sopra si adagia il ripieno che dà al dolce il suo carattere: mandorle tritate finemente, impastate con zucchero, albume, miele e cannella. Su questo secondo passaggio le ricette distinguono tra chi ammorbidisce la frolla con un goccio di vermouth o di un altro liquore, e chi invece ne fa a meno. Il momento in cui prepararlo era, in origine, una questione di calendario. Le occasioni erano soprattutto il Natale e la Pasqua, gli unici momenti dell’anno in cui la tradizione prevedeva di dedicare tempo a un dolce. Solo con l’arrivo delle pasticcerie professionali il nocattolo è uscito da questo calendario stagionale, diventando un prodotto reperibile tutto l’anno.

La sagra del nocattolo di Nicosia via Facebook
Il riconoscimento istituzionale è arrivato tardi rispetto alla storia di questa bontà, ma è comunque arrivato. Nel 2015 il Comune gli ha assegnato la denominazione comunale e negli anni successivi il nocattolo è diventato anche presidio Slow Food. Da lì è nata la sagra che quest’anno ha tagliato un traguardo importante, la decima edizione. Obiettivo dichiarato: conquistare un Guinness World Record attraverso una sfida a tempo dedicata alla degustazione più grande mai realizzata del dolce simbolo della città.
Chi assaggia il nocattolo per la prima volta trova un biscotto meno scontato di quanto il nome faccia pensare. Nell’impasto di mandorla e cannella convivono un’etimologia araba e un’origine legata, secondo la tradizione, alle famiglie baronali della città. Un dolce che nasce come segno di distinzione, riservato alle tavole di chi poteva permettersi mandorle e miele fuori stagione, e che nel tempo ha fatto il percorso inverso fino a mettere d’accordo tutti.
Niente da mostrare
Reset© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica preferenze privacy
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
Made with love by
Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd