Tradizioni

Che cosa sono gli scauratielli, l'antico dolce che porta con sé il fascino della Magna Grecia

Dolci fritti al miele dalla forma di alfa e omega, legati al solstizio d’inverno e a una tradizione che unisce cultura greca, ritualità pagana e cucina di casa. La ricetta

  • 01 Gennaio, 2026
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I dolci tipici in Campania hanno spesso tradizioni antichissime, perse nei segreti della storia in particolare quella Greca. Proprio nel Cilento gli ellenici avevano i loro strategici avamposti commerciali che gli consentivano la contaminazione di ingredienti e culture millenni prima dell’epoca post rivoluzione industriale. Il miele anzitutto, immancabile per garantire la conservazione e l’integrità dei prodotti nel tempo. E poi quel tocco di dolcezza che lascia appagati la bocca ed i sensi di ciascuno di noi.

La forma come le lettere alfa e omega

La forma a fiocco o ciambella ricorda le lettere greche Alfa e Omega, che simboleggiano appunto l’inizio e la fine, il principio e la chiusura di ogni cosa. Un significato pagano di rinnovamento ciclico che si ripete dopo ogni solstizio d’inverno. E così gli “scauratielli”, le zeppoline delle festività invernali, in quei giorni dove tutti siamo più buoni, diventano immancabili tra parenti ed amici. Una ricetta che sa tanto di casa, di calore e di amore, come quella di Paolo De Simone, imprenditore classe 1980 di Vallo Scalo, premiato con i Tre Spicchi nella Guida Pizzerie d’Italia 2026 del Gambero Rosso, che con la mamma Giovanna si diverte a riproporre in tanti modi la storia della propria terra d’origine.

Ricetta degli scauratielli

Ingredienti:
• 900 gr di farina 00
• 100 gr semola
• ½ bicchiere vino bianco
• ½ bicchiere olio semi
• un pizzico di sale
• un pizzico di zucchero
• buccia di arancia e limone
• rametto di rosmarino
• 1 uovo
Procedimento
Far bollire l’acqua con il vino, l’olio e il sale, lo zucchero, le bucce di arance e limone e il rosmarino. Dopo qualche minuto togliere le bucce e il rosmarino. Abbassare la fiamma e versare la farina in una sola volta, tutta di un colpo.
Mescolare il tutto con una paletta di legno. L’impasto sarà pronto quando si stacca dalle pareti della pentola. Far raffreddare su di una spianatoia e aggiungere un uovo e impastare finché non verrà assorbito completamente e fino a quando l’impasto assumerà un aspetto liscio ed omogeneo. Dividere l’impasto in cilindri dello spessore di circa 1,5 e realizzare delle forme che ricordano le lettere greche Alfa e Omega.
«Questa è la forma classica dei scauratielli, quelli della tradizione contadina, che mi ha insegnato da piccolo mia nonna e poi mamma Giovanna» dichiara De Simone. Friggere quindi in abbondante olio a 180° e cospargere poi di miele, decorando con rametti di rosmarino.

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