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Dieta mediterranea e rispetto dell'ambiente. Il piccolo paesino del Cilento che fa vivere più a lungo

Dal Cilento alle Nazioni Unite, il modello Pollica che usa la Dieta Mediterranea per ripensare il rapporto tra uomo e ambiente

  • 21 Dicembre, 2025
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The Priest of the Mediterranean Diet così è intitolato l’articolo pubblicato qualche giorno fa dal New Yorker, firmato da Rebecca Mead, che sarà parte del numero stampato di dicembre della nota testata statunitense. Un’investitura importante per Stefano Pisani, sindaco di Pollica, che qualche settimana fa è stato a New York, nella sede dell’Onu, per la cerimonia ufficiale che ha dichiarato il 16 novembre come Giornata Internazionale della Dieta Mediterranea. Nell’occasione si era parlato di una cena faccia a faccia col nuovo sindaco di New York, il collega Mamdani, che poi però non si è svolta.

La celebrità del Cilento

Il Cilento è balzato tra le preferenze degli statunitensi da un po’ di tempo: già il New York Times aveva raccontato lo scorso anno in un articolo della sezione Travel questa zona della provincia di Salerno, considerata la patria della Dieta Mediterranea, come destinazione da conoscere. Il sindaco Pisani ovviamente ha portato a New York la promozione di Pollica, non tanto come destinazione turistica – che visti gli effetti dell’overtourism su zone vicine della Campania pare sia un mostro da evitare – ma come modello di equilibrio tra popolazioni e luoghi.

Geofix – https://commons.wikimedia.org

Il caso Pollica

Riavvolgiamo il nastro e parliamo di Pollica. Antico paesino agricolo, tra montagna e mare, nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ha tra le sue frazioni più famose Pioppi e Acciaroli, località balneare già cantata da Ernest Hemingway ne “Il Vecchio e Il Mare”. Clima mediterraneo, ricchezza agricola, monumenti antichi, età media molto alta, sia per la longevità dei suoi abitanti, che, appunto, fu motivo d’esame per Ancel e Margaret Keys, i ricercatori statunitensi che teorizzarono la Dieta Mediterranea, sia anche per lo spopolamento che hanno vissuto le aree del Sud Italia soprattutto dal Dopoguerra.

Pollica balza sulle pagine di cronaca improvvisamente il 5 settembre 2010 per l’assassinio del suo sindaco, Angelo Vassallo – sul quale è stato prodotto anche un documentario intitolato Il Sindaco Pescatore – amministratore molto amato e molto attivo sui temi ambientali, promotore nel 2007 della proposta di inclusione della Dieta Mediterranea tra i Patrimoni Orali e Immateriali dell’Umanità. Una tragedia – probabilmente di matrice camorristica – e anche un’eredità importante da non disperdere per la sua comunità. Una sfida difficile, raccolta da Stefano Pisani, già vicesindaco di Vassallo e che si trovò a fargli da successore e a portare avanti con coraggio le sue battaglie.

La vera eredità della Dieta Mediterranea

Passato da consulente a Napoli e Roma, Pisani è nato e cresciuto a Pollica, ha 50 anni e le idee chiare sul futuro del suo paese. Come riportato dal New Yorker, nonostante sia orgoglioso della reputazione di Pollica per la longevità dei suoi abitanti, il sindaco è focalizzato sulle generazioni più giovani. Sullo spingerle a tornare, magari dopo aver fatto esperienza nel mondo, ma tornare, perché a Pollica serve innovazione.

Il paesino del resto si distingue già in questo campo: da qualche anno è stato creato nell’antico castello il Centro per gli Studi sulla Dieta Mediterranea “Angelo Vassallo”, unicum incentrato sulla ricerca dell’equilibrio tra umanità e natura. Un concetto sul quale Pisani ribatte molto, sottolineando che già il filosofo greco Parmenide aveva teorizzato l’equilibrio tra uomo e natura nell’antica e vicina polis cilentana di Elea (l’antica Velia).

Un polo di innovazione ecologica e il vigneto rigenerativo

Nel Centro, attraverso partnership universitarie internazionali e la formazione di un Think Tank della Dieta Mediterranea, si studia come quest’ultima possa essere impiegata come risorsa e metodologia globale per l’ecologia integrale e la necessaria ripartenza. Ma non solo: qui Sara Roversi, fondatrice del Future Food Institute, è a capo del Paideia Campus, che si occupa di formazione per studenti oltre a ricevere professionisti del mondo del cibo. Altra anima l’Accademia di Rigenerazione Mediterranea, fondata in collaborazione con l’organizzazione tedesca “Climate Farmers”, la più grande rete europea di agricoltori ed esperti sul tema. Una scuola che prevede programmi intensivi per apprendere nuovi principi e tecnologie sull’agricoltura rigenerativa.

Tra le innovazioni prodotte da questo sistema c’è, ad esempio, un vigneto comunale in cima alla montagna: serve per produrre semplicemente vino? Ovviamente no, ma è un campo d’analisi perfetto per capire come produrre un buon vino e al contempo rinnovare il terreno, creando nuove opportunità di lavoro senza depauperare l’ambiente.

Il modello Dieta Mediterranea

L’importanza della Dieta Mediterranea, quindi, va molto oltre il cibo: non si tratta di un semplice regime alimentare da scegliere per vivere meglio e più a lungo. Se vuoi vivere bene e a lungo – sostiene Pisani – devi decidere di vivere in un luogo dove l’ambiente e l’uomo abbiano trovato il giusto equilibrio. La Dieta Mediterranea è un sistema: un sistema che mantiene la biodiversità attraverso l’agricoltura rigenerativa, che trasmette le conoscenze culturali, incluse quelle culinarie, che tutela il mare e la tradizione della convivialità.

Il messaggio su cui Stefano Pisani ha insistito alle Nazioni Unite è proprio che l’approccio Pollica può essere applicato ovunque, in relazione alle risorse che ci si ritrova, e che le aree marginali contengono davvero la chiave per il futuro del pianeta, non le grandi città. Il nuovo sindaco di New York, Zohran Mamdani, che sulle questioni alimentari e di accesso al cibo ha puntato molto in campagna elettorale, potrebbe ricavare spunti interessanti la prossima volta da una cena con il sindaco di Pollica.

* Nella foto di copertina, vista dal Paideia Campus @paideiacampus.org

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