Vino a colori

Basta con gli abbinamenti vino-cibo che nessuno capisce. Meglio basarsi sui quattro elementi

La Master of wine Sarah Heller spiega perchรฉ parlare di vino con le sensazioni sia piรน immediato. Qualche esempio? I bianchi piรน giovani corrispondo all'Aria, i rossi piรน concentrati alla Terra

  • 26 Marzo, 2026
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Negli anni in cui ho lavorato in Asia si parlava continuamente di abbinare vino e โ€œcibo asiaticoโ€. Nel tentativo di accostare i vini del mondo alle tante e diversissime cucine asiatiche, non mancavano opinioni forti, dispute ed esperimenti dai risultati alterni. Oggi โ€“ tra chef scettici e meno sommelier in sala โ€“ il discorso globale sullโ€™abbinamento sembra essersi quietato. Eppure, nonostante le polemiche, non tutto di quegli anni รจ da dimenticare.

Il criterio dell’abbinamento

Del resto, anche nei mercati maturi lโ€™abbinamento suscita opinioni fortissime. I sostenitori considerano il vino senza cibo quasi una barbarie; i detrattori lo liquidano come una pseudoscienza astorica. Nessuno sembra dโ€™accordo se funzioniย per affinitร  o per contrasto. Principi scontati โ€“ come lโ€™idea cheย ciรฒ che nasce insieme stia bene insieme โ€“ trovano pochi riscontri nelle fonti storiche, dato che le รฉlite privilegiavano vini dโ€™importazione e le tavole piรน umili hanno lasciato poche tracce scritte.

E, invece, lโ€™idea di equilibrio in gastronomia ha radici profonde nella tradizione europea. Prima della medicina moderna salute e alimentazione erano intese come un bilanciamento tra gli elementi naturali โ€” Terra, Acqua, Aria e Fuoco โ€” e le loro qualitร : caldo e freddo, secco e umido. Quando iniziai a interessarmi a queste teorie parecchi anni fa, mi colpรฌ quanto la medicina umorale galenica ricordasse conversazioni con amici di Hong Kong, che cercavano cibi โ€œriscaldantiโ€ o โ€œasciugantiโ€ quando si sentivano โ€œfreddiโ€ o โ€œumidiโ€.

I quattro elementi: fuoco, aria, terra e acqua disegnati da Sarah Heller

Il criterio dei quattro elementi

Lโ€™abbinamento moderno si fonda su due approcci: la tradizione โ€” Sauternes e foie gras, Lambrusco e salumi, Porto ed erborinati โ€” oppure unโ€™analisi strutturale, come nei sistemi Ais o Wset. Nessuno dei due รจ molto intuitivo per i consumatori, molti dei quali (come mio padre) faticano a distinguere tra aciditร , alcol e tannino.

Il linguaggio degli elementi, invece, รจ piuttosto immediato: lโ€™Acquaย โ€” fresca e umida, verdure, pesce o maiale โ€” bilancia ilย Fuoco, caldo e secco, peperoncino, aglio, cipolle. Lโ€™Ariaย โ€” calda e umida, zenzero, zucchero, pane โ€” bilancia laย Terra, piรน fredda e secca, come manzo o legumi.

Il vino come sensazione

Per Galeno la maggior parte dei vini apparteneva allโ€™โ€œAriaโ€, anche se bianchi giovani o diluiti tendevano allโ€™โ€œAcquaโ€; vini scuri e concentrati alla โ€œTerraโ€, mentre quelli maturi o dorati al โ€œFuocoโ€. Per molti interlocutori in Cina, India o Corea questo modo di ragionare era molto familiare.

Nel mondo del vino il nostro istinto รจ spesso cercare piรน precisione, ma non รจ sempre la via piรน comunicativa. Molte persone interpretano il cibo in termini di sensazioni che per secoli hanno guidato anche il pensiero europeo sullโ€™alimentazione e sulla salute. Perchรฉ non anche il vino?

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