Entro il 2035, il mercato globale degli spumanti dovrebbe raggiungere quota 59 miliardi di dollari statunitensi, dai 46 miliardi del 2025. I 13 miliardi di dollari di incremento in valore (pari a +28,3%) significano un’espansione con un tasso di crescita annuo composto (cagr) del 2,5% nel prossimo decennio. La stima è di FactMr, società statunitense specializzata in consulenza e ricerche di mercato.
Il mondo sparkling dovrebbe crescere quanto a dimensioni di quasi 1,3 volte, grazie all’incremento dei consumi di prodotti di fascia premium, all’aumento dei momenti celebrativi e conviviali e anche dall’incremento della gamma e delle varietà di spumanti nel canale al dettaglio e in quello dell’ospitalità.
Nel prossimo quinquennio, il giro d’affari del mercato è stimato possa raggiungere i 51,8 miliardi di dollari Usa, con un incremento di 5,8 mld, pari al 44,6% della crescita totale del decennio. Merito anche dei produttori vitivinicoli che, come rileva FactMr, stanno «ampliando le capacità produttive per soddisfare la crescente domanda di spumanti di qualità e di esperienze di consumo di livello superiore».
Il mercato dovrebbe essere guidato dal Prosecco e dalle bollicine ottenute con metodo Charmat (che oggi occupa il 39% delle quote a valore), rispetto alle famiglie degli altri spumanti come Champagne/metodo classico o come il Cava spagnolo e le altre tipologie. I consumatori premieranno, secondo gli analisi, soprattutto la categoria del Prosecco, attribuendo priorità al rapporto qualità-prezzo e ai profili di gusto più semplici. Per quanto riguarda la tipologia in relazione al residuo zuccherino, il brut/extra brut (54%) avrà la prevalenza sui demi sec e sugli spumanti dolci, con prevalenza del canale di vendita off trade (supermarket e dettaglio) per circa il 74 per cento.

Prosecco doc e prosecco doc rosé
Stati Uniti (con un tasso di crescita composto annuo del 2,9% entro il 2035), Messico (2,7%), Germania (2,3%9, Francia (2,2%), Corea del Sud, Regno Unito e Giappone saranno i mercati che daranno la maggiore spinta alle bollicine mondiali. Nella sola Europa, il comparto dovrebbe passare da 24,2 a 29,8 miliardi di dollari. L’Italia, che ha una quota del 18,9% nel 2025, dovrebbe scendere leggermente l 18,6% entro il 2035: forte concorrenza di prodotti e vincoli normativi sono due elementi che condizioneranno il mercato italiano.
Gli analisti evidenziano una forte modernizzazione per le bevande premium, capaci di unire qualità, accessibilità di prezzo e tradizione con modalità di vendite al dettaglio più efficaci. Da non dimenticare c’è la crescente influenza del social media marketing e del lifestyle branding, che stanno contribuendo a rafforzare l’offerta in un segmento premium. Soprattutto i mercati più sviluppati registreranno, secondo la società di consulenza americana, i maggiori margini di crescita per le bollicine, grazie soprattutto al posizionamento premium, al segmento del biologico e alle leve del marketing esperienziale.
Sono sette le linee di crescita individuate per i prossimi dieci anni. Come già detto, il posizionamento premium-luxury potrebbe generare tra 2,8 e 3,5 miliardi di dollari; il comparto del biologico e le produzioni sostenibili creeranno opportunità di business per 2,2-2,9 miliardi di dollari; le esperienze enoturistiche (eventi di degustazione, miglioramento dello storytelling dei marchi vinicoli) tra 1,8 e 2,5 miliardi; altri 2-2,7 miliardi potrebbero essere appannaggio di attività collegate agli eventi celebrativi (matrimoni, cerimonie aziendali, etc.); la crescita degli spumanti sui mercati emergenti, anche grazie a nuove reti di distribuzione, potrebbe valere 1,5-2,2 miliardi; il canale online e la vendita diretta altri 1,2-1,9 miliardi e, infine, la diversificazione delle tipologie con nuovi prodotti, inclusi quelli del segmento no-low alcol, è attesa tra 1 a 1,7 miliardi di dollari Usa.

Concorrenza agguerritissima tra i vari player mondiali del segmento spumanti, con investimenti in ricerca, sviluppo del marchio, marketing e varietà di gamma. Secondo FactMr, il vantaggio competitivo si giocherà su innovazione di processo, posizionamento del marchio e nella capacità di coinvolgere i consumatori. Lvmh (Moët Hennessy) è leader di mercato, da est a ovest nel Mondo, con una quota del 17%, focalizzandosi sul lusso ma tra i player ci sono anche Campari (che detiene il marchio Riccadonna), Henkell-Freixenet, Constellation brands, Pernod Ricard, Accolade, The Wine Group, Treasury Wine Estates, Diageo, Viña Concha y Toro.
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