Collaborazioni

Tre etichette dedicate a Gabriele D'Annunzio. Così Perla del Garda omaggia lo scrittore astemio che amava il vino

La cantina di Lonato del Garda lancia Raccolta Prodigiosa, un'edizione limitata di vino e grappa che trae ispirazione dalla visione edonistica del Vate. Le bottiglie sono in vendita al Vittoriale

  • 28 Novembre, 2025
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In nome di Gabriele D’Annunzio e del Lago dove il Vate costruì la sua dimora-monumentale, nasce la collaborazione tra il Vittoriale e l’azienda vitivinicola Perla del Garda.  Sono 1.300, infatti, le bottiglie interessate al progetto “Raccolta Prodigiosa“. Un dialogo curioso fra vino, memoria e luce: è quel che la cantina di Lonato del Garda ha deciso di mettere in scena, nel silenzio di quei filari che degradano verso il lago.

I nomi delle bottiglie non sono casuali: Il Piacere, vendemmia tardiva che incarna l’amore sensuale e raffinato del romanzo d’esordio; Luce Bionda, un Lugana dedicato alla poesia “L’alba separa dalla luce l’ombra”, simbolo di chiarezza e rivelazione; Ardore, una grappa intensa che rimanda alla Laus Vitae, inno all’esistenza vissuta con passione.

Cos’è la Raccolta Prodigiosa

Siamo sulla sponda bresciana del Benaco, dove Giovanna Prandini ha fondato e guida un’azienda, che oggi è una delle realtà più rappresentative del Lugana. Con 45 ettari vitati e una produzione di 300.000 bottiglie, Perla del Garda è infatti anche l’unica azienda in Lugana a interpretare l’intero disciplinare, dal vino giovane al Superiore, fino alla Riserva, allo Spumante e alla Vendemmia Tardiva, in un lavoro attendo dove la ricerca scientifica si fa tutt’uno con la vocazione agricola del territorio.

Dalla visione, dalla storia e dalla voglia di legare quei luoghi alla terra nel senso più stretto ma simbolico allo stesso tempo, è nato il progetto “Raccolta Prodigiosa”, una raccolta di bottiglie che custodisce l’eco di un poeta e la promessa di un territorio. Qui, il nome di Gabriele D’Annunzio è quasi un simbolo che attraversa grappoli ed etichette.

«Abbiamo voluto celebrare la visione edonistica di D’Annunzio, per cui il vino era simbolo di vitalità, incontro e fratellanza. Un linguaggio universale che ancora oggi sa parlare di bellezza», Giovanna Prandini la riassume così questa idea, questo progetto che dentro contiene tutta la meraviglia del Garda.

Le bottiglie in vendita al Vittoriale

Il progetto è, quindi, una piccola edizione limitata, distribuita esclusivamente nella Bottega del Vittoriale e nel wine shop aziendale. Ogni etichetta è pensata come un oggetto da collezione, con richiami diretti a citazioni, motti e simboli dannunziani.

«Il Vittoriale non è solo custode della memoria di Gabriele d’Annunzio, ma luogo vivo che continua a generare cultura e impresa. La collaborazione con Perla del Garda è un atto di fedeltà al territorio e all’estetica del Vate, capace di trasformare il quotidiano in esperienza straordinaria». Le parole di Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione, sottolineano l’importanza culturale di questo legame, che va a rafforzarsi per non perdersi nel tempo.

Le tre bottiglie ispirate al Vittoriale

Il Vate e il suo rapporto col vino

Torniamo un po’ indietro nel tempo. Il legame tra Gabriele D’Annunzio e il Lago di Garda fu profondo e viscerale. Il poeta scelse queste sponde come rifugio e fonte di ispirazione, attratto da quella bellezza mutevole e quell’aria quieta che invitava alla contemplazione e alla scrittura. A Gardone Riviera diede forma al suo sogno più ambizioso: il Vittoriale degli Italiani, una dimora monumentale pensata come celebrazione della propria vita e della propria arte. E il suo rapporto con il territorio non fu solo estetico: D’Annunzio partecipò alla vita locale, sostenendo regate e iniziative sportive e promuovendo la nascita di circoli di vela, in un dialogo continuo tra il lago, la sua poesia e la passione per la bellezza in ogni sua forma.

Il Vate aveva anche con il vino un rapporto, sebbene intriso in qualche modo di tensione: si dichiarava astemio, ma possedeva una cantina ricchissima, e celebrava il Nepente di Oliena come emblema di vitalità. È quel contrasto che Perla del Garda ha deciso di tradurre in tre etichette pensate come momenti: di piacere, di luce, di ardore.  Le radici, i terreni, la storia del vigneto: tutto converge in un’idea di piacere profondo e meditato. Come d’altronde faceva anche D’Annunzio, che insegnava che il gusto non è mai superficiale, ma incontro, esperienza, figura del sé che si specchia nell’esterno.

La bellezza del quotidiano

L’obiettivo di Perla del Garda non è infatti mai stato nascosto: fare un vino che in qualche modo fosse atto culturale, più che un semplice vino d’autore, in un parallelismo con il Vate e la sua personalissima storia culturale. Se d’Annunzio cercava la bellezza nel quotidiano, oggi la bellezza passa anche per la responsabilità del vigneto, della cantina, dell’azienda e questo è un concetto ben chiaro a Perla del Garda, che sulla sostenibilità ha da sempre messo l’accento. E anche la luce, quella limpida del lago, non è solo metafora: è vino chiamato a parlare di trasparenza e di leggerezza, dove però la struttura non viene sacrificata. Vento, acqua, terra: ingredienti invisibili che orientano le scelte dell’azienda, guidano la vendemmia e suggeriscono fermentazioni, affinamenti, etichette.

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