Villa Bibbiani. 1.300 anni nel segno della biodiversità

1.300 anni di storia nel segno della biodiversità. Villa Bibbiani è molto più di una cantina, molto più di una tenuta. Per scoprire le sue origini dobbiamo tornare indietro al Medioevo: le  prime notizie sono datate 767 d.C., quando venne ceduta la proprietà con annesso l’edificio principale al monastero benedettino di San Bartolomeo di Pistoia. La Villa signorile, che ancora oggi domina la tenuta, fu realizzata più tardi, nel XVI secolo, dalla famiglia nobiliare dei Frescobaldi. La produzione vinicola, che caratterizza il corso degli ultimi secoli, si valorizza più tardi grazie ai Marchesi Ridolfi (divenuti proprietari) e in particolar modo a Cosimo Ridolfi, un filantropo con grande esperienza in agronomia. È a lui che si deve il grande giardino botanico che circonda la villa, oltre 20 ettari di giardini all’italiana, così come gli uliveti e i vigneti. L’attuale proprietà, attiva dal 2018, fa capo a un magnate texano che ha provveduto a sistemare completamente la villa e le aree adiacenti. Una ristrutturazione conservativa che dà valore e mette in luce tutta la ricchezza della tenuta, mirata soprattutto alla produzione di vini autentici e territoriali.

Leopoldo Morara, l’enologo dell’azienda toscana

«La chiave per fare un buon vino, si sa, è il rispetto massimo per il territorio e noi a Villa Bibbiani lavoriamo unicamente in questa direzione – ci dice Leopoldo Morara, giovane enologo aziendale – Cerchiamo di mettere in risalto il terroir, soprattutto perché crediamo molto in questa piccola porzione di territorio, una sottozona della grande e conosciuta area del Chianti. Ecco perché per prima cosa vogliamo produrre vini di Montalbano e non è un caso che dei 18 ettari vitati la maggior parte sia impiantata a sangiovese. Siamo partiti nel 2018 e le etichette ora prodotte sono 5: il nostro portabandiera è il Chianti Montalbano, è lì che troviamo le nostre radici. Produciamo poi un rosato, sempre da sangiovese, un blend da sangiovese e cabernet e due rossi figli delle due uve che lavoriamo ma vinificate in purezza: uno a base sangiovese, uno a base cabernet sauvignon.D’altronde quest’uva internazionale si coltiva in Toscana, in alcune aree molto vicine a noi, dal clima e dai suoli molto simili, viene coltivata da più di 300 anni.

In cantina – conclude – tutto viene fatto, per rispettare il lavoro svolto in vigna. I grappoli sono vendemmiati rigorosamente a mano, utilizziamo solo sistemi di gravità per non stressare minimamente gli acini e pratichiamo solo follature, un sistema lento e soffice per far emergere il più possibile il nostro territorio, in cui crediamo molto. Sugli affinamenti si sperimenta molto, ma sempre con lo stesso scopo. Dalle barrique alle botti grandi, passando per le anfore, gli obiettivi devono essere gli stessi: precisione, ma soprattutto autenticità, caratteristiche imprescindibili per fare dei grandi vini».

 

La barricaia

Villa Bibbiani. 5 etichette per un terroir

I vini provengono dai 18 ettari vitati, di cui 3 sono impiantati col cabernet sauvignon, la restante parte col sangiovese. Il Chianti Montalbano è un vino quotidiano, grande compagno del pasto, fragrante nella beva e immediato nei profumi. Nessun nome commerciale per lui, perché l’idea è quella di mettere in risalto Montalbano, la piccola sottozona della grande denominazione Chianti, luogo dove si trovano le vigne. Altro vino quotidiano è il Flora, un rosato da salasso ottenuto sempre da sangiovese. Le uve arrivano dalle zone più alte della tenuta e la freschezza è la caratteristica principale del vino. C’è poi Treggiaia, vino che vuole rappresentare al meglio il perfetto mix tra le due uve della tenuta, il sangiovese e il cabernet. Gli ultimi due vini, i più importanti per selezione delle uve e fascia di prezzo, sono ottenuti rispettivamente dalle due uve in purezza: il Pulignano da sangiovese, il Montereggi da cabernet: elegante, profondo, di grande sviluppo verticale il primo, più fitto e strutturato il secondo, ma entrambi impeccabili nella precisione olfattiva e affascinanti nella beva, sorso dopo sorso.

Villa Bibbiani. La villa immersa in 400 ettari di verde e foresta

La tenuta può vantare ben 400 ettari di terreno dove oltre ai vigneti, uliveti e aree di seminativi abbiamo importanti zone boschive che preservano la biodiversità di tutto l’areale. A dominare la proprietà la villa interamente ristrutturata. Ha un’architettura molto lineare, col corpo centrale affiancato da due torrioni laterali, come le più classiche ville rinascimentali. Le sale sono molto grandi, arredate con elementi dell’epoca e suddivise con gli ambienti diurni (tra cui la cucina) al piano terra, i servizi e le stanze da letto al piano superiore. All’interno anche una cappella privata, dedicata a Santa Teresa d’Avila e la sala del teatro. Nella tenuta vi sono altre costruzioni, oltre la cantina, tra cui le scuderie, le serre e il frantoio. Il giardino è un vero gioiello. Si sviluppa intorno alla villa ed è un insieme di prati, piante esotiche e alberi millenari. Domina lo scenario un pino domestico di 25 metri e alcuni cedri del Libano, ma anche una sequoia gigante, un abete del Caucaso e una hovenia dulcis originaria della Cina, che costituisce uno dei primi esemplari introdotti in Italia.

Villa Bibbiani
Capraia e Limite (FI) – loc. Bibbiani – 3386004733 – villabibbiani.it