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vino

Dettori 2017

Sardegna
rosso

Descrizione

LA VIGNA | Se il Cru è Badde Nigolosu, Dettori è un Clos, singola vigna chiusa da muretti a secco. Arriva da pochi filari coltivati ad alberello il vino che porta il nome del produttore. È senza dubbio l'etichetta più rappresentativa della gamma che arriva da Sennori, piccolo paese della Romangia; una Igt molto piccola, che in un sistema sano dovrebbe essere una Docg, ma ciò poco importa. La Vigna Dettori è una delle più belle della tenuta ed una delle più vecchie. Piccoli alberelli che affondano le proprie radici nel sottosuolo, andando a nutrire le uve grazie a particelle marnose e calcaree e a un clima mediterraneo, mitigato dai venti che arrivano dal mare. Ad intervallare le vigne, la macchia, gli ulivi, i corbezzoli, il mirto, i fichi d'india e tanti altri arbusti. Tutto è poi scandito dai muretti a secco, che contornano le vigne e creano un paesaggio rurale unico, dove la mano dell'uomo lascia i segni della propria cultura agricola.

LA PERSONA | Alessandro Dettori ha da subito avuto le idee chiare su come produrre il suo vino. "Noi non seguiamo il mercato, produciamo i vini che piacciono a noi, vini della nostra cultura, vini della Romangia di Sorso Sennori. Sono ciò che sono e non ciò che vuoi che siano". Una frase che spiega molto bene la filosofia della cantina Dettori. Un piccolo passo indietro: Paolo, padre di Alessandro - venuto a mancare prematuramente poco tempo fa, a lui va il nostro pensiero - produceva vino e lo vendeva in damigiana. Nei primi anni Ottanta le prime bottiglie. Alessandro si inizia a occupare dell'azienda a fine anni Novanta e crea una realtà artigiana capace di mettere al centro la natura, le sue vigne e unicamente le uve che esse producono. In cantina poche operazioni, nessun uso di legno ma solo cemento. Ciò che scaturisce è un qualcosa di unico, inimitabile, affascinante: vero specchio di ciò che la natura produce. In più la convinzione che il vino sia materia viva, che evolve e cambia. Non a caso in ogni etichetta leggiamo la scritta: "ogni bottiglia deve essere diverse".

IL VINO | Prima regola. Bevetelo a 14°C, non di più. Ne apprezzerete al meglio profumi e sapori, ma soprattutto dettagli e profondità. Il colore è un bel rubino opaco e il naso è un'immersione vera nella macchia: mirto, lentischio, ma anche elicriso (che di solito si trova in vini bianchi) e poi scorza d'arancia, tocchi di bitter, un tratto fungino e di corteccia. È un vino che non vede legno, ma sosta per più di quattro anni in cemento, poi in bottiglia. La bocca sorprende per il suo tessuto: morbido, cremoso, quasi masticabile, ma di inappuntabile freschezza. Il ritmo è dato da un alternarsi di freschezza acida, pizzichi di calore sempre ben gestito e un tannino dolce, soave, leggiadro. Il finale è scoppiettante: torna la macchia a scandire la parte aromatiche e la lunghezza salata da una profondità da manuale.

Abbinamento
umido di cinghiale alle erbe mediterranee

Valutazione

Centesimi
96
/100 
degustato il 09/06/2022

Dettagli

Tipologia
rosso
Denominazione
Igt
Regione
Sardegna
Struttura
Grande struttura
Longevità
2022 - 2032
Prezzo
€ 60,00
Produzione
2599 bottiglie
Vitigni
Cannonau 100%
Maturazione
24 mesi in cemento
Selezione
Vini Rari
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