15 Feb 2016 / 13:02

Start-up. Fanceat, per cucinare piatti da grande chef

Cucinare a casa le ricette del tuo ristorate preferito? È quello che propongono i tre creatori di Fanceat, la start-up che porta in casa kit con tutto l'occorrente, con tanto di indicazioni chiare e ingredienti già pesati e preparati, per cucinare in casa una cena gourmet.

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Consegnare l’Italia in tutte le cucine del mondo”. È questo l’ambizioso obiettivo che stanno portando a termine con determinazione Tommaso Cremonini, Carlo Alberto Danna e Giulio Mosca. Ma gettando uno sguardo alle recensioni che sta ottenendo la neonata start-up, si evince la soddisfazione dei clienti nel trascorrere del tempo in cucina insieme a tutta la famiglia riunita, coi propri amici o nel concedersi una serata romantica col proprio partner.

Magorabin, La Limonaia, Mimmo Milano: sono questi alcuni dei ristoranti coinvolti nel progetto. Abbiamo incontrato a Torino i tre ragazzi a capo dell’impresa: ecco come hanno risposto alle nostre domande.

 

Come descrivereste Fanceat in poche battute?

Un servizio che consente a tutti i clienti, anche ai meno esperti, di realizzare in casa propria menù di alta cucina e acquistati online con tutti gli ingredienti già dosati e porzionati.

 

Una volta definito il progetto, vi siete ispirati ad altri servizi già presenti sul mercato?

Sì, ci siamo ispirati a servizi analoghi presenti in rete già da due anni. Per citarne alcuni, negli Stati Uniti esistono Blue Aprone Plated, nel Regno Unito Hellofreshe Gousto: si occupano di recapitare con cadenza settimanale delle scatole con gli ingredienti già dosati. Sono un vero e proprio sostituto della spesa settimanale, dove i clienti scelgono i piatti che desiderano consumare durante i giorni lavorativi.

 

Quali sono stati gli investimenti iniziali?

Dal novembre 2014 abbiamo la fortuna di essere incubati nell'I3P del Politecnico di Torino. È il primo incubatore d'Italia e il quinto a livello europeo: ci ha permesso di estendere la nostra rete di partner e potenziali investitori. Inizialmente abbiamo investito circa 20.000 €, lanciando le prime campagne per testare il prodotto e capire le preferenze dei clienti. Lo scorso novembre abbiamo ricevuto un primo finanziamento da un Business Angelprivato, con il quale abbiamo avviato le prime campagne di marketing su tutto il territorio nazionale migliorando la piattaforma. Ma siamo alla ricerca di nuovi investitori!

 

Come funziona, invece, un box Fanceat?

Contiene tutti gli ingredienti per la realizzazione di tre piatti (quattro per i menù stellati) che vanno a costituire una cena completa, dal primo al dessert. Nel kit sono inserite le confezioni con gli ingredienti già dosati. Vi sono, poi, le fotoricette - una per piatto - con tutti i passaggi da seguire, dalla preparazione all’impiattamento. Inoltre esistono le videoricette visualizzabili online. Il tempo di preparazione complessivo non supera i 30 minuti.

 

Quanti menù contate al momento e in quanto tempo consegnate?

Per ora sono una decina, ma il numero dei menù è in continua evoluzione. Ogni settimana lavoriamo per presentarne uno nuovo sul mercato. Per quanto riguarda i tempi di consegna, dal momento in cui il cliente effettua l’ordine, questa avviene entro tre giorni, ma spesso riusciamo a consegnare in sole 24 ore.

 

La spesa per una cena ammonta in media a circa 20 euro a persona. Perché preferire Fanceat al ristorante?

La nostra politica prevede che il cliente spenda il 40% in meno rispetto al ristorante. Non dimentichiamoci che il food cost si aggira intorno a una media di 20 euro. Inoltre, in un momento in cui è forte l’interesse per la cucina e in cui molti si sentono cuochi professionisti, ci sembra che Fanceat fornisca un modello innovativo, ossia portare la cucina gastronomica nelle case degli italiani.

 

Dove sta il vostro guadagno?

Guadagniamo trattenendo una percentuale dallo scontrino del ristorante, facendoci carico dei pack coibentati, della logistica e della comunicazione.

 

La vostra start up può offrire una soluzione per fare bella figura se si hanno persone a cena?

Non solo, è un modo per fare una sorpresa al proprio partner o per stupire gli amici. Ci piace interpretarla come l’occasione di trascorrere una serata in compagnia, potendosi divertire nella preparazione dei menù. Riunire una coppia o una famiglia attorno a un tavolo è un momento di aggregazione.

 

Offrite anche la possibilità di iscriversi a corsi di cucina online

È vero, abbiamo scelto di offrire un prodotto diverso, potendo acquisire delle capacità in più rispetto alla preparazione dei menù contenuti nel kit, in cui il grosso del lavoro è già stato fatto dallo chef. Inoltre, un corso di cucina prevede l’invio di almeno tre menù: in questa maniera fidelizziamo i nostri clienti, che continuano ad acquistare online dei prodotti agroalimentari freschi e selezionati.

 

Il percorso per arrivare fino a qui è stato arduo? La più grande soddisfazione?

Ci dedichiamo da due anni alla redazione del businessplan e alla ricerca dei partner. I momenti di difficoltà non sono mancati, dovendo vincere la diffidenza iniziale dei clienti e degli chef, obbligati a modificare la routine quotidiana nella gestione della cucina. Durante le prime settimane è stato difficile interfacciarsi con gli uffici preposti in materia di etichettatura per capire come dovessimo trattare gli ingredienti lavorati e confezionati dai ristoratori. Ma possiamo dire di aver sviluppato una buona capacità di analisi e di confronto con i diversi partner: con i ristoratori, con il corriere, con il realizzatore dei packaging. La più grande soddisfazione sta nel ricevere feedback positivi da parte dei nostri clienti.

 

Vi avvalete di altri collaboratori?

Insieme a noi lavora Nathalie Tayag, giovane laureata dello IED di Torino, che supporta Giulio nella creazione dei contenuti audiovisivi di ogni prodotto e cura la comunicazione sui social.
 

Quanti sono, ad oggi, gli utenti?

Ad oggi contiamo 400 utenti registrati sul sito e poco più di 1000 sulla newsletter, ma i clienti serviti a partire da novembre sono oltre 360, sparsi in tutta Italia. Speriamo che aumentino costantemente …

 

Avete già organizzato eventi per il lancio? Quali sono i vostri canali di comunicazione?

I principali canali di comunicazione sono i social media. I contenuti visivi e i video da noi creati ben si prestano a una diffusione virale e alla condivisione sui canali digitali. Vi sono, poi, gli opinion leader del settore enogastronomico delle principali città servite a darci una mano. Prima di organizzare un grande evento di lancio vorremmo perfezionare il servizio; comunque stiamo pensando di approfittare di un evento di settore che si svolgerà a Firenze il mese prossimo per diffondere la realtà di Fanceat.

 

Obiettivi per il futuro?

Il primo è quello di espandere il mercato di riferimento. Per ora lavoriamo con ristoranti di Torino e Milano, ma ci stiamo aprendo alla Liguria e alle Langhe. Vorremmo allargare la rosa dei fornitori, raccogliendo i migliori ristoranti per creare una mappa di tutta la tradizione culinaria italiana e permettere un interscambio tra tutte queste realtà. Non è forse appagante poter consumare un prodotto regionale in un’altra zona, ad esempio un menù tipicamente piemontese in Campania? Sicuramente poi la possibilità di espansione sul mercato estero, in cui il prodotto italiano viene riconosciuto e apprezzato, rappresenta un altro dei nostri obiettivi. E, perché no, ci piacerebbe replicare il modello nelle regioni estere e permettere in futuro agli italiani di ordinare un menù francese.

 

Qual è il vostro menù preferito?

Tommaso: “Il menù a base di pesce del ristorante Mimmo Milano”. Carlo Alberto: “Da buon piemontese, l’Omaggio al Piemonte”. Giulio: “Sicuramente il Susciliano”

 

https://fanceat.com/

 

a cura di Massimiliano Simone

 

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