Miele

Giunge all’edizione numero 41 il Concorso Tre Gocce d’Oro, competizione tra i migliori mieli d’Italia organizzata dall’Osservatorio nazionale del miele nell’ambito delle manifestazioni apistiche di Castel San Pietro Terme, alle porte di Bologna. Tre giorni – dal 17 al 19 settembre – dedicati all’oro dolce delle api, in cui si sono susseguiti approfondimenti e dibattiti sui temi salienti dell’apicoltura italiana, a partire dalla crisi produttiva passando per l’entrata del settore nella nuova PAC. Non è mancato un ricordo di Andrea Paternoster, cui è stato intitolato il concorso fotografico, in omaggio all’apicoltore e all’uomo che tanto ha dato a questo settore.

La guida Tre Gocce d’Oro

Il concorso celebra il meglio del miele italiano, con le varietà che raccontano la biodiversità del nostro paese. Parallelamente alla premiazione c’è l’aggiornamento della guida Tre Gocce d’Oro, realizzata dall’Osservatorio stesso, con gli indirizzi degli apicoltori che hanno prodotto i migliori mieli 2021. Una mappa che negli anni è diventata anche digitale con tanto di georeferenziazione, per raggiungere in tempo reale, attraverso la lettura di un QR code, il luogo dove acquistare il miele desiderato. Ma c’è anche l’app gratuita Tre Gocce d’Oro che in modo semplice aiuta a conoscere i produttori premiati al concorso e i migliori mieli d’Italia di ogni annata.

I numeri del concorso Tre Gocce d’Oro

Nonostante un’annata segnata da un calo produttivo del miele di oltre l’80%, specie nei monoflora di riferimento – acacia per il nord e agrumi per il sud – a causa prima delle gelate primaverili che hanno “bruciato” le fioriture, quindi della siccità estiva, i campioni pervenuti alla quarantesima edizione del concorso nazionale sono stati moltissimi. Ben 1.067 mieli da oltre 400 apicoltori in rappresentanza di tutte le regioni italiane: quelle con il maggior numero di campioni sono state Sardegna (156 campioni), seguite da Lombardia (142 campioni), Puglia (111 campioni), Abruzzo (101 campioni) e Piemonte (91 campioni). I campioni riguardano ben 54 mieli uniflorali e 2 tipologie di millefiori (millefiori e millefiori di alta montagna delle Alpi), una tipologia sempre più frequente fra quelle inviate dagli apicoltori, segno – dicono dall’Osservatorio – di una rinnovata considerazione di questo miele, che comunque, a causa del cambiamento climatico che determina situazioni scarsamente prevedibili, resta l’unica chance di produzione concessa. Ma è il miele di castagno a essersi rivelato la tipologia uniflorale più abbondante, con 94 campioni in concorso, dalle regioni più a nord come la Val d’Aosta a quelle lungo l’arco appenninico. Anche le fioriture urbane di tiglio hanno garantito raccolto e infatti sono stati 53 i campioni, seguiti da quelli di eucalipto (50) e coriandolo (44). In linea con la drastica riduzione nella produzione di miele di acacia verificatasi nel 2021, si è quasi dimezzato (-47%) il numero di campioni di acacia (84 campioni) iscritti al concorso.

Le valutazioni analitiche e sensoriali, ad opera di 84 esperti degustatori iscritti all’albo nazionale, hanno quindi selezionato i 373 mieli descritti in questa guida premiandone 18, in prevalenza del sud, con il massimo riconoscimento delle Tre Gocce d’Oro (lo ottengono quei mieli che superano un punteggio di 85,6), 145 con Due Gocce d’Oro (fino a 85,6 punti) e 210 con Una Goccia d’Oro (minimo 81,4 punti).

Le sezioni speciali del concorso Tre Gocce d’Oro 2021

Nate per contribuire al percorso di valorizzazione di alcune specificità delle produzioni nazionali, le sezioni speciali del concorso, per l’edizione 2021, sono: I mieli da apicoltura biologica, I mieli slow (riservata ai mieli dei Presidi Slow Food: Presidi del Miele di Alta Montagna Alpina, Miele dell’Appennino Aquilano e Ape Nera Sicula, per un totale di 26 campioni in concorso), le tre sezioni regionali: I grandi mieli di Sicilia, I grandi mieli di Puglia e I grandi mieli d’Abruzzo; ultima sezione speciale: I mille mieli, i millefiori pensata per far emergere la diversità dei mieli millefiori.

Mieli premiati con le Tre Gocce d’Oro 2021

Acacia

Apicoltura Il Dono Delle Api di Amalia Spagna, Cremona
Un miele raccolto nella zona golenale fiume Adda nel Parco Adda Sud in comune di Crotta d’Adda

Ailanto

Apicoltura Solemiele di Manuel Giuseppe Manelli, Pandino (Cremona)
Zona di produzione Ripalta Cremasca

Cardo

Apicoltura Mauro Lai, Ballao (Sud Sardegna)
Raccolto a Is Caddaxioulus in comune di Ballao (SU) a un’altitudine di 100-200

Castagno

Apicoltura Il Dono Delle Api di Amalia Spagna, Cremona
Zona di produzione montana in Vallecamonica in comune di Sellero a un’altitudine di 800 m

Coriandolo

Azienda Agricola Iannelli Assunta di Vincenzo Pavone, Foggia
Da con flora spontanea e colture seminative a Contrada Reggente in comune di Lucera a una altitudine di 200 s.l.m

Erica arborea

Santus Giacomo, Narcao (Sud Sardegna)
Zona collinare del Sulcis a Camboni in comune di Perdaxius a un’altitudine di 200 metri

Eucalipto

Su Puleu di Mariangela Cuccui, Mandas (Sud Sardegna)
Zona di produzione di collina presso Santa Barbara in comune di Mandas (SU) a di 475 sul livello del mare

Girasole

Apicoltura Pancaldi di Lara Pancaldi, Budrio (Bologna)
Zona di produzione colline marchigiane coltivate a girasole in comune di Jesi (AN) a 250 metri

Indaco bastardo

Azienda Agricola Maccioni Piero, Larciano (Pistoia)
Zona di produzione Padule di Fucecchio presso Golfo in comune di Ponte Buggianese

Miele di melata

Apicoltura Codone Sofia, Alife (Caserta)
Produzione di collina a San Michele in comune di Alife (CE), 180 metri di altitudine

Millefiori

L’Essenza degli Iblei di Alfredo Uccello, Canicattini Bagni (Siracusa)
Zona di produzione Zone ricche di macchia mediterranea e garighe di timo capitato e salvia triloba a Contrada San Mercurio in comune di Noto (SR) a una altitudine di 450 metri

Millefiori

La Piccola Arnia di Claudio Mioranza, Santa Giustina (Belluno)
Zona di produzione Vallata dolomitica caratterizzata da pascolo di malga, radure alpine con fioriture di rododendro, lampone e presenza di abetaie presso il comune di Comelico Superiore (BL) a un’altitudine di 1800 s.l.m.

Rododendro

Apicoltura Bee Slow di Emiliano Barbato, San Germano Chisone (Torino)
Dai prati di alta montagna ricco di pascoli e biodiversità a Rocca Bianca in comune di Prali (TO) a un’altitudine di 1900 metri

Rosmarino

Sangro Salento di Cinzia Montinari di Luigi D’Amario, Atessa (Chieti)
Miele raccolto su una ampia distesa di rosmarino selvatico che si estende dal mare fino ai pendii di Monte Sant’Angelo in comune di Mattinata (FG) a un’altitudine di 75 metri

Sulla

Apicoltura di Miceli di Paolo Di Miceli, Termini Imerese (Palermo)
Zona di produzione uliveti e seminativi nella piana di Vicari (PA) a un’altitudine di 300 metri

Tarassaco

Apicoltura Zipoli di Ancilla Balarini, Romanengo (Cremona)
Zona di produzione in pianura nel comune di Cremona

Tiglio

Beeflower di Federico Fiorentini, Formigine (Modena)
Zona di pianura, con piccola fascia boschiva a Ponte Fossa in comune di Formigine a 82 metri sul livello del mare

Trifoglio

Azienda Agricola Lucia Lamonarca, Ruvo di Puglia (Bari)
Zona di produzione Alta Murgia in comune di Minervino Murge (BT) a un’altitudine di 429 metri

 

a cura di Laura Giorgi

Scopri proprietà e utilizzi dei lupini

Lupini: cosa sono e come si mangiano

Coltivati fin dalla notte dei tempi e già consumati dagli Egizi (sembrerebbe anche dai Maya…), i lupini sono dei legumi preziosi per la nostra alimentazione, leggeri e ricchi di proprietà nutritive. In origine venivano piantati perché arricchivano la fertilità del terreno e venivano usati come mangime per il bestiame, oggi invece sono tornati alla ribalta soprattutto grazie al loro alto valore proteico. Uno snack gustoso e salutare, perfetto da sgranocchiare davanti a un bel film al posto di patatine o altri cibi spazzatura, uno spuntino sfizioso da concedersi senza sensi di colpa. Buonissimi da mangiare in purezza – una volta tolta la buccia esterna – possono essere utilizzati in diverse ricette, oltre che per realizzare una farina gluten free.

Lupini: proprietà e benefici

Proteine, tante proteine. Ma non solo: i lupini sono una grande fonte di fibre e grassi buoni polinsaturi, come gli omega3 e gli omega6. Apportano, inoltre, sali minerali, in particolare potassio e fosforo, ma anche ferro e calcio. Buono anche il contenuto di vitamine del gruppo B, soprattutto B9 e B6. La fibra solubile rallenta l’assorbimento dei carboidrati e riduce i picchi glicemici, mentre la conglutina-gamma, una particolare proteina, svolge un’azione simile all’insulina, con effetti ipoglicemizzanti. Secondo uno studio della Curtin University di Perth, in Australia, sembra infatti che i lupini possano aiutare in caso di diabete: nello specifico, il gruppo di ricercatori sta studiando degli integratori alimentari a base di polvere di semi di lupini in grado di regolare i livelli di zuccheri nel sangue.

Farina di lupini

Meno conosciuta rispetto ai semi, la farina ottenuta dalla loro macinatura rientra a pieno titolo fra gli ingredienti gluten free preferiti dai celiaci, e vanta un buon contenuto proteico che ne fa un valido sostituto degli alimenti di origine animale. Il processo di raffinazione prevede diversi passaggi: fra i più importanti la bollitura, la decorticazione, la disidratazione e la macinatura dei semi, necessari ad eliminare tutte le sostanze indesiderate del legume fresco, come gli alcaloidi (lupo tossina e lupanina), dal gusto sgradevolmente amaro. Per lo stesso motivo i lupini vengono sempre lasciati in ammollo diverse ore prima del consumo: questa procedura fa sì che gli alcaloidi si disperdano nei liquidi. La farina di lupini si riconosce dal colore giallo intenso (più vivace di quello della farina di ceci o di castagne) e dalla texture densa e compatta.

Le ricette con i lupini

Biscotti di farina di lupini

  • 125 g di farina di lupini
  • 3 albumi
  • 40 g di zucchero
  • Semi di papavero q.b.

Montate a neve ferma gli albumi e incorporate poco alla volta la farina e lo zucchero mescolando dal basso verso l’alto. Diluite il composto con acqua tiepida fino a quando non avrà raggiunto la consistenza di una frolla, impastate il panetto a mano e trasferitelo in frigo avvolto da pellicola trasparente per 15 minuti. Trascorso questo lasso di tempo, stendetelo con l’aiuto di un mattarello e ricavatene delle forme tonde con appositi stampini o un bicchierino capovolto. Infornate per 15 minuti a 180 °C

Simone Cipriani

Instancabile, Simone Cipriani, continua a macinare progetti e format in cucina e in tv. Oggi, al suo Essenziale a Firenze si affianca Ground, che prosegue e integra l’esperienza estiva sul roof del Plaza Hotel Lucchesi con un ristorante al piano terra. È lì che ora Simone declina il suo fine dining, mentre il locale di Piazza Castello torna un po’ alle origini con una proposta più casual ma sempre attuale. Del resto chi lo conosce – come cliente del ristorante o come pubblico sul grande schermo – sa bene quanto sia capace di muoversi con ritmo e originalità sul palcoscenico della ristorazione, tanto nelle coordinate di una cucina gastronomica quanto in quelle più informali di una proposta pop, che declina le istanze più attuali assorbendo idee, ingredienti e suggestioni diverse, sempre nel segno del gusto.

a casa di simo

A casa di Simo

Come già in precedenza nella serie L’Appartam3nto su Gambero Rosso Channel, la trasmissione che ci ha tenuto compagnia anche durante il lockdown, Simone torna a una dimensione domestica incrociando pentole e padelle nella cucina di casa sua. Qui si può sbizzarrire con libertà, suggerendo ricette, e dispensando consigli e segreti con grande generosità, con in linguaggio giovane e fresco che gli corrisponde. A fargli compagnia, stavolta, c’è solo il suo gatto Ghimzo che lo segue ovunque in religioso silenzio. Manca l’amico Buba, che suggeriva gli abbinamenti ideali con il vino, anche perché in questa nuova serie sono i cocktail a fare da pairing con le ricette.

a casa di simo

I cocktail e le ricette

Drink home made pensati per accompagnare i piatti che con questi condividono alcuni ingredienti, con twist on classics ad hoc. Come si conviene a una situazione casalinga, infatti, si mette al primo posto – insieme alla bontà delle ricette – anche la loro replicabilità, la possibilità di riprodurli, ottimizzando spesa e spazi. Così si riduce la lista degli ingredienti, e si crea un cortocircuito di sapori che rendono gli abbinamenti efficaci e coerenti. Ogni giorno, dunque, due piatti e un drink: un menu originale, fantasioso, che non perde mai di vista la completa armonia tra le varie parti.

a casa di simo

Simone veste i panni del giovane uomo che si trova a dover mettere insieme una cena, e lo fa con lo stile che gli è abituale. Qualche esempio? Risotto con gorgonzola, aglio nero e more; Lattuga con dressing alle more e noci, da accompagnare a un Margarita alle more; oppure il mini menu con Dashi di pesce, spaghetti di riso e mela verde, insieme a Insalata di valeriana, sedano, cetrioli e salsa allo yogurt da abbinare al cocktail con vodka, mela cetriolo e lime.

 

A casa di Simo va in onda ogni mercoledì ore 21 solo su Gambero Rosso Channel, Sky 133 e 415

 

 

I migliori vini del Lazio 2022

Il 2021 non è stato certo un anno facile per i vignaioli del Lazio, abituati da secoli a trovare in Roma, con suo enorme flusso turistico, uno sbocco naturale per le loro produzioni, dalle più semplici ai vini di alta gamma. Gli ultimi mesi del 2021 hanno visto comunque un’inversione di tendenza, e le vendite hanno ripreso vigore, accanto a una grande distribuzione che fortunatamente non si è mai fermata ed è stata importantissima – come i nuovi canali online – per molte aziende. Un risvolto positivo di tutto ciò è che quest’anno, in molti casi, abbiamo potuto – giocoforza – assaggiare vini più maturi e più pronti visto che molte aziende lo scorso anno avevano ritardato l’uscita di tante etichette sul mercato.

La fotografia del Vigneto Lazio, tuttavia, non si discosta molto da quelle degli anni scorsi: l’elemento centrale è sempre la singola azienda ben più del territorio, anche se va segnalato il tentativo da parte di alcuni consorzi e associazioni di produttori di giocare un ruolo più attivo rispetto a quanto fatto in passato.

Salutiamo con piacere l’entrata di una nuova azienda nel ristretto “club” dei Tre Bicchieri, la Tenuta La Pazzaglia della famiglia Verdecchia, che li ha ottenuti con il Grechetto Poggio Triale. Ne siamo felici per la serietà e la professionalità dell’azienda e perché finalmente un altro Grechetto viterbese si affianca agli storici vini di Sergio Mottura. Non è certo da oggi che siamo convinti, e scriviamo, che il grechetto è il vitigno che può iscrivere la Tuscia sulla mappa delle grandi zone viticole italiane di qualità. La storia del grechetto, tuttavia, sembrava l’ennesima storia di successo del singolo vignaiolo più che del territorio, come spesso succede in questa regione. Certo, abbiamo sempre sostenuto che i Tre Bicchieri sono solo la punta dell’iceberg e che i ragionamenti vanno fatti sulla presenza delle aziende in Guida e su dei risultati più ampi, che tengano conto dei vini che raggiungono le nostre finali o conquistano i Due Bicchieri, ma la soddisfazione di vedere da quest’anno la punta dell’iceberg un po’ più grande è tanta.

Permetteteci infine di ricordare con grande affetto Dionisio Castello, che ci ha lasciato alla fine di quest’estate, con cui per tanti anni abbiamo condiviso le degustazioni del Lazio e la scrittura di questa Guida, apprezzandone la competenza, l’onestà e la gentilezza d’animo.

Anthium Bellone 2020

Casale del Giglio

Donna Adriana 2019

Castel de Paolis

Fiorano Bianco 2019

Tenuta di Fiorano

Habemus 2019

San Giovenale

Montiano 2018

Famiglia Cotarella - Falesco

 

> Scoprite i vini Tre Bicchieri 2022 regione per regione

Gambero Rosso Channel significa programmazione all day long, con repliche e prime visioni, sul canale 133 e 415 di Sky.

Un’altra giornata all’insegna del gusto insieme ai volti del Gambero Rosso. Si comincia con un viaggio alla scoperta del bel territorio umbro: In Itinere, in onda a partire dalle 6.30 e le 12.28  Alle 7.30, invece, è tempo di preparare la colazione (e pensare ciò al pranzo) con Salutare con Camilla Monteduro, la puntata di oggi è su yogurt greco, polenta, insalata di lenticchie. Tre diversi appuntamenti con Giorgione che alle 9 ci porta in Umbria, con un focus su peperoni e pere, alle 13.25 si passa in Abruzzo con il brodetto mentre alle 20 è il turno dell’Oltrepò Pavese e del Pinot Nero.  Alla 21, una prima visione tv con il nuovo programma di Simone Cipriani: a Casa di Simo. Seguita dalla seconda puntata di La mia pizza è un viaggio con Franco Pepe. La prima è in replica alle ore 6, alle 11.57 e alle 22.

I programmi di oggi

In Itinere

Salutare

La mia pizza è un viaggio

A casa di Simo

 

Pomodoro, fiori, mela. Maturo, persistente.

Carciofo, rucola, erba. Maturo, persistente.

Carciofo,  mandorla, pepe. Maturo.

Pomodoro, erbe aromatiche, fiori, mela, pepe. Verde.

Carciofo, mela, mandorla, pepe, balsamico. Maturo.

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