Venice Cocktail Week 2021

Dietro all’organizzazione della Florence Cocktail Week c’è l’impegno di un gruppo, guidato da Paola Mencarelli, capace di trasformare Firenze, per una settimana all’anno, da sei anni a questa parte, nell’epicentro della bar industry italiana. Un settore che ben figura agli occhi del mondo: nella World’s 50 Best Bars 2021, la classifica che da oltre dieci anni premia i migliori 50 cocktail bar del pianeta, sono ben 3 i bar italiani presenti, senza contare le quattro realtà nella seconda parte della classifica 51-100.

Venice Cocktail Week 2021
Paola Mencarelli. Foto di Veronica Gaido

La cocktail week arriva a Venezia

Il format Cocktail Week è nato a Londra nel 2008, ed è stata Paola Mencarelli nel 2016 a portarlo in Italia, nella sua Firenze. Ora approda a Venezia anche grazie alla complicità del team di Aman Venice che le ha esplicitamente chiesto di esportare la kermesse. “Siamo molto orgogliosi di aver pensato di contattare il team di Florence Cocktail Week per cercare di portare anche a Venezia una manifestazione che contribuisca a dare lustro all’offerta legata al mondo della mixology della Serenissima e che dia l’opportunità a questo mondo di collaborare e confrontarsi”, racconta Silvia Manganaro, Director of Sales & Marketing di Aman Venice. “È nato tutto per caso. Il bar di Aman Venice è per noi un asset importante e forse il servizio dell’hotel che più ci permette di tenere i legami con la città: proprio pensando a questo ci siamo detti che una manifestazione che coinvolgesse tutta la città e che potesse anche contribuire a promuovere un turismo qualificato, legato proprio al mondo della mixology, come già accade in altre città del mondo, potesse essere un’idea vincente. Sappiamo che la logistica è meno agevole rispetto ad altre città ma l’energia di Paola e di tutto il team appiattisce ponti e prosciuga canali!”.

Sono 26 i bar coinvolti, tutti tenuti a creare una cocktail list ideata ad hoc per l’evento, con un Signature Cocktail (drink di libera creazione rappresentativo del cocktail bar), un Winter Cocktail per scaldare gli animi, un Twist on Spritz in onore della città e un Cocktail RiEsco a Bere Italiano con prodotti made in Italy. Non solo drink ma anche masterclass, iniziative culturali e serate a tema con guest di fama internazionale. “Sarà un’edizione insolita per questo tipo di manifestazione che predilige la bella stagione”, spiega Paola Mencarelli, “ma riscalderemo questa splendida città d’arte e di cultura a suon di shaker e di cocktail”. Il motto è sempre lo stesso: bere responsabile e di qualità.

Venice Cocktail Week 2021 foto Andrea Di Lorenzo
Drink di Palazzina The Bar. Foto di Andrea Di Lorenzo

I cocktail bar partecipanti alla Venice Cocktail Week

  1. Alchemia, Ca’ di Dio
  2. Amo, Fondaco dei Tedeschi
  3. Arts Bar, The St.Regis Venice
  4. Bar Dandolo, Hotel Danieli
  5. Bar Gabbiano, Cipriani, A Belmond Hotel, Venice
  6. Bar Longhi, The Gritti Palace
  7. Blue Bar, Hotel Excelsior
  8. Blue Drop
  9. Caffè Baglioni, Baglioni Hotel Luna
  10. Caffè Florian
  11. Caffè Lavena
  12. Chet Bar
  13. ChicBar, Taverna La Fenice
  14. Excess Venice Cocktail Food&Garden
  15. Experimental Cocktail Club, Il Palazzo Experimental
  16. Grancaffé Quadri
  17. Il Caravellino, Hotel Saturnia & International
  18. Il Mercante
  19. Londrabar, Hotel Londra Palace
  20. Palazzina The Bar, Palazzina Grassi
  21. San Giorgio Cafè
  22. Skyline Rooftop Bar, Hilton Molino Stucky Venice
  23. Tarnowska’s American Bar
  24. Terrazza Aperol
  25. The Bar, Aman Venice
  26. Time Social Bar

 

Scopri la storia delle Palle di Mozart

Mirabell in bancarotta. A rischio le Palle di Mozart

Continua la conta dei danni causati dalla pandemia. L’emergenza sanitaria ha infatti bloccato flussi di turisti da ogni dove: l’ultima, triste notizia viene dall’Austria, dove i viaggiatori erano soliti fermarsi a comprare le celebri Palle di Mozart, dolce souvenir da portare ad amici o gustare in casa per un assaggio di pasticceria tipica. Ha sede nel comune di Groedig la Salzburg Schokolade, stabilimento che produce i dolcetti al cioccolato famosi in tutto il mondo, un territorio che soprattutto a Natale si rivestiva di una magica atmosfera grazie ai tanti mercatini e gli eventi a tema. A tenere il marchio in esclusiva è la Mirabell, che ha da poco dichiarato bancarotta, tanto che nei suoi confronti è stata aperta una procedura di fallimento dal tribunale regionale di Salusburgo. Una pratica che avrà luogo martedì 7 dicembre, mentre il prodotto continuerà a essere disponibile per la vendita fino a esaurimento scorte.

La Mirabell e le altre palle di Mozart

Neanche le feste natalizie hanno aiutato a sollevare l’azienda dalla crisi e la produzione al momento è ferma. Quelle di Mirabell, comunque, non sono le uniche Palle di Mozart presenti in Austria: sono molte le case produttrici che negli anni si sono specializzate in questo bon bon unico nel suo genere, omaggio al grande artista che ha fatto la storia della musica, in parte del Paese stesso. Sono talmente tante che negli anni sono nate diverse discussioni nei tribunali per decretare quale fossero quelle vere, le originali: un pasticcere salusburghese, per esempio, sosteneva di riprodurre la ricetta autentica delle Palle di Mozart, chiamate Original Salzburger Mozartkugeln. Ci sono poi le Real Reber Mozart Balls, e ancora le Echte Salzburher Mozartkugeln. Nomi diversi per lo stesso prodotto, che insieme alla Sacher è probabilmente il più noto e apprezzato dolcetto austriaco.

La storia delle Palle di Mozart

Classico souvenir da portare a casa, le Palle di Mozart sono una vera delizia per gli amanti del dolce: delle palline di marzapane al pistacchio ricoperte di crema alla gianduia e immerse nel cioccolato fondente. Un piacere per il palato e una gioia per chi non sa resistere al cibo degli dèi! Inconfondibile, poi, il packaging, lo stesso da sempre: una carta argentata con stampa blu che raffigura il volto del musicista. A inventarle fu Paul Fürst, originario di Sierning che nel 1884 aprì il suo laboratorio a Salisburgo, dove sei anni dopo creò queste piccole specialità, in principio chiamate Mozart-Bonbon, e poi Mozart-Kugeln. Il successo fu immediato, al punto che durante una mostra a Parigi nel 1905 le palline di cioccolato vennero premiate con una medaglia d’oro. La pasticceria Fürst esiste ancora oggi, a portarla avanti è il nipote, e i bon bon sono ancora realizzati come un tempo.

a cura di Michela Becchi

Santadi. Modello di cantina cooperativa

Se in Sardegna c’è una cantina che può essere considerata un vero esempio virtuoso della cooperazione vitivinicola, questa è senza dubbio Santadi. Ci troviamo nel Sulcis Iglesiente, nel Sud-Ovest dell’Isola, un’area da sempre dedita all’agricoltura e in particolare alla coltivazione della vite. Diverse le varietà coltivate, capitanate da un principe indiscusso: il Carignano. È proprio grazie a questo vitigno che la cantina, già da più di trent’anni, ha attuato politiche di qualità ed è diventata un punto di riferimento a livello nazionale. Il merito, come sempre, è delle persone. Fu senza dubbio un visionario Antonello Pilloni che, eletto presidente a metà degli anni Settanta, vide il potenziale del territorio e dei vignaioli che operavano in quelle terre. La prima mossa fu quella di chiamare il grande enologo Giacomo Tachis. Obiettivo: produrre vini prestigiosi e di valore che dovevano confrontarsi con i grandi vini del mondo e con i mercati internazionali.

 

Antonello Pilloni, presidente della cantina dalla metà degli anni Settanta: la sua visione ha permesso di costruire la realtà di oggi, con la collaborazione di Giacomo Tachis

Per fare questo si attuò una politica precisa nel rapporto con i viticoltori: è da loro che doveva partire il lavoro che poi avrebbe dato i frutti. Solo uva di altissima qualità, pagata a dovere, individuazione dei cru più importanti e dei vecchi appezzamenti di filari, quelli che – sopravvissuti alla fillossera – sono ancora a piede franco. Tutto ciò portò a un risultato che si concretizzò nel 1984: è l’anno in cui nacque il Terre Brune, vino simbolo dell’enologia sarda, Carignano in purezza proveniente dalle migliori vigne vecchie coltivate ad alberello sulla sabbia. La firma è senza dubbio del grande enologo italiano, ma la forza, il carattere e il carisma del celebre rosso sardo sono lo specchio dei tanti vignaioli che da sempre hanno coltivato queste vigne. Da allora sono stati fatti tanti passi avanti, il Presidente Pilloni è ancora in carica e guida una cantina che negli anni è riuscita a mantenere una qualità costante, ha ampliato i mercati ed è rimasta al passo con i tempi, sia sul piano del marketing, sia della commercializzazione. Raggiunto al telefono ci ha detto: «Spero e credo che altri dopo di me continuino a lavorare nell’interesse del Territorio del Carignano del Sulcis, guardando quello che Giacomo Tachis ha fatto ed anche quello a cui io ho partecipato».

 

Santadi. I vini della cantina

La gamma dei vini della Cantina è ampia, ma in tutte è riconoscibile il territorio di appartenenza. Il clima caldo e mediterraneo, la vicinanza col mare che regala brezze ricche di salsedine e le sabbie donano caratteristiche di estrema riconoscibilità. Il Carignano del Sulcis è declinato in diverse versioni, da quella in rosa (Tre Torri) al rosso vinificato in acciaio e cemento, fresco e fragrante (Grotta Rossa) passando da una versione Riserva contraddistinta anche dall’ottimo rapporto qualità prezzo (Rocca Rubia), fino ad arrivare al mitico Terre Brune. Non mancano poi i bianchi ottenuti da Vermentino e Nuragus, un Cannonau di Sardegna, una Monica di Sardegna, un vino liquoroso (Festa Noria) e uno spumante Metodo Classico. Ultimo, ma non ultimo un’altra grande etichetta che ha fatto la storia della cantina, Latinia: è un vino dolce dall’autoctono nasco, lasciato surmaturare in pianta; l’invecchiamento in botte dona complessità e un tocco ossidativo che lo rende vino di gran fascino. La dolcezza è mitigata da una freschezza sapida tipica dell’areale da cui provengono le uve, le Valli di Porto Pino.

Santadi. Carignano del Sulcis Sup. Terre Brune. Tre Bicchieri per 17 annate

Dobbiamo risalire alle prime edizioni di Vini d’Italia per scovare il primo Tre Bicchieri della storia della cantina di Santadi: il vino premiato fu il 1994.. Da allora sono ben 17 le annate premiate se consideriamo l’ultima versione, la 2017, recensita nell’edizione 2022 fresca di stampa. I premi in totale sono 22 se consideriamo il Latinia (premiato quattro volte) e un riconoscimento del 2001 dato al Villa di Chiesa ’99, bianco di struttura fermentato in barrique. Il Terre Brune è un rosso di grande complessità e struttura, dai profumi mediterranei in cui spicca la frutta matura, rossa e nera, non manca un tocco speziato e dei cenni mentolati, di sottobosco e di macchia. La bocca è cremosa, avvolgente e morbida, il calore dell’alcol si fa sentire, ma non brucia
mai, anche perché è ben mitigato da una trama tannica delicata, da una freschezza sapida che ci riporta al territorio e da una verve acida che regala un fi nale profondo e pulito. È perfetto se abbinato a piatti saporiti e succulenti di carni rosse o a formaggi di pecora stagionati. L’annata in commercio esce a quattro anni dalla vendemmia ma è vino che di certo non ha paura di invecchiare.

Cantina Santadi – Santadi (SU) – via Cagliari, 78 – 0781950127
cantinadisantadi.it

Gambero Rosso Channel significa programmazione all day long, con repliche e prime visioni, sul canale 133 e 415 di Sky.

Alle 6, alle 12 e alle 21 una prima visione: Fuoco, con la puntata intitolata Basilicata podalica, segue la replica dal titolo: Una vita nuova. Per Giorgione Chianina Edition è giunto il momento di fare un focus su pancia (alle 13.45) e su braccio – costole della croce (alle 20). Igles Corelli con il Gusto di Igles ci porta alla scoperta del piccione (alle 16.30 e alle 23.00) e i Mollica’s alle 16 spiegano la ricetta dei pici Alle 15.42 e alle 19, per il ciclo Parola di Chef, due ritratti: Ivan Cappuccio e Davide Breccia.

I programmi di oggi

 

 

World’s 50 Best Bars 202 - Drink Kong

World’s 50 Best Bars 2021

È la classifica dei migliori bar del mondo quella presentata a Londra con un evento dal vivo, a testimonianza della ripresa del settore dei bar. “Sono passati 25 mesi dall’ultima cerimonia dal vivo dei The World’s 50 Best Bars e non c’è molto da dire, che non si sia già detto, sulle difficoltà del periodo trascorso – ha dichiarato l’organizzazione – Con il ritorno all’evento live guardiamo al futuro”. Nell’Olimpo, Connaught Bar di Londra, seguito da Tayēr + Elementary sempre a Londra e Paradiso a Barcellona. Ma l’Europa si fa sentire anche al quarto posto con The Clumsies ad Atene. Tra le mete della cocktellerie più celebrate del mondo, ben rappresentata anche Città del Messico che si aggiudica il premio Miglior bar del Nord America con la Licorería Limantour.

L’Italia in classifica

L’Italia entra in classifica con Camparino in Galleria a Milano al 27esimo posto (new entry), seguito dal secret bar 1930, sempre a Milano, che ha conquistato quattro posizioni rispetto l’anno scorso piazzandosi al 20esimo posto. Balza al 19 Drink Kong a Roma (lo scorso anno era 45esimo), grazie ai cocktail di Patrick Pistolesi. È proprio il caso di dire “Be kong!”. Il computo sale a sette insegne italiane allargando lo sguardo alla top 100: Cera & Bruno Vanzan a Milano (85esimo), L’Antiquario a Napoli (82), The Court a Roma (64), Locale Firenze a Firenze (51). Tutti e quattro new entry.

Ma l’Italia è presente pure quando non si vede, sin dalla prima posizione, con Agostino Perrone, Giorgio Bargiani e Maura Milia del Connaught Bar di Londra. Per continuare con Giacomo Giannotti, bartender del terzo classificato, il Paradiso di Barcellona. A testimonianza dell’apporto fondamentale della scuola di bartendency italiana all’evoluzione di un comparto che sembra essere più forte di prima.

World’s 50 Best Bars 2021: la classifica

50. Quinary, Hong Kong

49. Darkside, Hong Kong

48. Union Trading Company, Shanghai

47. Sidecar, New Delhi

46. Re, Sydney

45. Galaxy Bar, Dubai

44. Above Board, Melbourne

43. Tippling Club, Singapore

42. Charles H, Seoul

41. Epic, Shanghai

40. Tjoget, Stoccolma

39. Sober Company, Shanghai

38. Baltra Bar, Città del Messico

37. Sips, Barcellona

36. MO Bar, Singapore

35. Lucy’s Flower Shop, Stoccolma

34. Attaboy, New York

33. Tres Monos, Buenos Aires

32. Bar Benfiddich, Tokyo

31. Kwānt, Londra

30. Dante, New York

29. Little Red Door, Parigi

28. Café La Trova, Miami

27. Camparino in Galleria, Milano

26. No Sleep Club, Singapore

25. Handshake Speakeasy, Città del Messico

24. Salmon Guru, Madrid

23. Cantina OK!, Sydney

22. Maybe Sammy, Sydney

21. Presidente, Buenos Aires

20. 1930, Milano

19. Drink Kong, Roma

18. The SG Club, Tokyo

17. Zuma, Dubai

16. Atlas, Singapore

15. Manhattan, Singapore

14. Baba Au Rum, Atene

13. Insider Bar, Mosca

12. Hanky Panky, Città del Messico

11. Two Schmucks, Barcellona

10. Katana Kitten, New York

9. Jigger & Pony, Singapore

8. El Copitas, San Pietroburgo

7. Coa, Hong Kong

6. Licorería Limantour, Città del Messico

5. Florería Atlántico, Buenos Aires

4. The Clumsies, Atene

3. Paradiso, Barcellona

2. Tayēr + Elementary, Londra

1. Connaught Bar, Londra

www.worlds50bestbars.com

La Cucina delle Ragazze. Il programma TV

Ai fornelli per passione, per amicizia e soprattutto per appetito: si presentava così nel giugno 2015 al pubblico televisivo di Gambero Rosso Channel La Cucina delle Ragazze, programma nato con l’intento di proporre una cucina golosa, godibile e mai troppo complicata. Una cucina specchio fedele delle “ragazze” – Sara Bonamini e Laura Di Pietrantonio – amiche nella vita e legate dall’indissolubile amore per la buona tavola da vivere in compagnia. Nove serie sono andate in onda su Gambero Rosso Channel dal 2015 ad oggi, conquistando tanti “chef casalinghi” che amano cucinare (…e mangiare) per i loro cari in un’ottica sempre golosa ma anche attenta alla materia prima e alla sostenibilità.

In sei anni di trasmissione, le “ragazze” – rigorosamente tra virgolette come simpaticamente ha sempre specificato sin dalla prima ripresa il loro regista Stefano Monticelli – sono diventate grandi e con loro è cresciuto un ricettario di famiglia fitto di piatti golosi e gaudenti, ricchi di buon umore e storia da raccontare tra una frittura – marchio di fabbrica di Laura e Sara – una lasagna che cuoce in forno e una torta già pronta per ogni evenienza.

la cucina delle ragazze

La Cucina delle Ragazze. L’e-book

Così nasce l’e-book La Cucina delle Ragazze, un libro digitale per essere fruito in ogni momento perché – come dice Sara – “casomai viene qualcuno, che cucino?”. Nove capitoli, settanta ricette di “vita vissuta” nelle occasioni conviviali più disparate: pic-nic, aperitivi, cucine per piccoli, pranzi della domenica, dolci per merenda e colazione, pranzi leggeri…

Non solo ricette, ma anche approfondimenti sui prodotti dei loro rispettivi territorio, Le Marche e il Lazio. Le Marche sono raccontate soprattutto attraverso le tipicità del Piceno grazie anche al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno che ha creduto in questo progetto editoriale. Il Lazio è la Roma di Sara e della sua famiglia, una città contadina ricca di tesori da saper scovare e di tradizioni da difendere.

Leggendo e riproducendo le ricette contenute in questo e-book ci si arricchisce non solo di ricette buone e pronte all’uso, ma anche di cultura per il cibo nel suo senso più ampio che va dalla nutrizione al potere della condivisione. Un racconto di sapori e amicizia indissolubilmente legata al viaggio e allo scambio tra due tradizioni regionali, tra due donne, tra due professioniste. Un’amicizia nata nel 2007 sui banchi della Gambero Rosso Accademy al Master in Comunicazione e Giornalismo enogastronomico che oggi si arricchisse in questo progetto editoriale a quatto mani.

Un’amicizia vera e leale, consolidata da chilometri di strada fatta, chili e chili di olive all’ascolana fritte e mangiate insieme, sacchi di farine impastati per pani, pizze e tagliatelle, bottiglie di vino condivise e litri di crema pasticcera colata su torte e tartellette.

L’e-book completo della Cucina delle Ragazze è disponibile su Amazon, sulla Feltrinelli ed è scaricabile in pochi clic per avere sempre a portata di mano ricette buone e non troppo complesse.

 

La Cucina delle Ragazze. Un assaggio di ricette

Dal Capitolo: Con Laura a spasso per il Piceno

Nella costante sfida di Sara e Laura (e condivisione) tra Marche e Lazio, questa è la ricetta con cui Laura è certa di mettere Sara ko. Un classico della domenica marchigiana, un piatto da sogno per chi ama i pasticci a base di formaggio.

Gesuiti

Ingredienti

  • 5 uova
  • 5 cucchiai di farina pieni
  • 1/2 bicchiere d’acqua anche due (acqua leggermente frizzante)
  • 1 pizzico di sale
  • 100 g di Emmentaler
  • 100 g di caciotta mista
  • 100 g di fontina rossa
  • 100 g di parmigiano
  • 2 mozzarelle + 1 bocconcino
  • 500 g di funghi misti (champignon, porcini, chiodini, creste di gallo…)
  • 1 spicchio d’aglio

Gesuiti - scuola - la cucina delle ragazze

Sbattere le uova, la farina, l’acqua e il sale con il frullatore fino a ottenere un impasto liscio. Scaldare la padella e ungere con poco burro. Mettere un mestolo di impasto, e far cuocere da un lato. Girare la crepes e cuocere sull’altro lato. Procedere allo stesso modo fino a esaurimento dell’impasto. Le crepes devono essere molto sottili. Pulire e tagliare i funghi. Cuocere i funghi in padella con uno spicchio d’aglio in camicia. Tritare i formaggi con il mixer finemente e comporre la lasagna. Versare sul fondo della pirofila fondo un cucchiaio di besciamella. Disporre la prima crepes e farcirla con il mix di formaggi, il parmigiano e la mozzarella a pezzi, unire un poco di funghi. Proseguire fino a esaurimento degli ingredienti o della pirofila. Chiudere i gesuiti con due crepes e ungerle d’olio. Cuocere a 180 ° C per 20 minuti.

Pallette di pane con ciauscolo

Il ciauscolo buono è una di quelle cose che dopo averle assaggiate non si dimenticano facilmente. È anche uno di quei prodotti che in casa di un marchigiano che si rispetti non può mancare. Con lo stracchino, avvolto in una fragrante pasta della pizza fritta, poi, è una prelibatezza diabolica!

Ingredienti per 8 persone

  • 500 g di pasta per la pizza
  • 300 g di stracchino
  • 300 g di ciauscolo
  • olio di arachidi per friggere

Pallettepastapane - scuola la cucina delle ragazze

Dal panetto di pasta ben lievitato, tagliare delle pallette della dimensione di una noce. Lasciar riposare circa mezz’ora. Nel frattempo preparare in una ciotola dei pezzi di ciauscolo e lo stracchino. Stendere con le mani le pallette fino a ottenere dei piccoli dischi di pasta, adagiarvi al centro dello stracchino e due pezzetti di ciauscolo, chiudere il disco formano una palletta e ripetere l’operazione per le altre. Friggere in abbondante olio bollente, fino a doratura. Sono perfette anche da servire con le olive, creando anche un divertente effetto ottico.

Dal capitolo: A Roma con Sara tra ricette di casa e tradizione

FRITTATINADIPATATE la cucina delle ragazze

Frittatina di patate, cipolle e pomodoro e salsa al pecorino

Un piatto semplice, povero, che si riesce a fare con tre cose nel frigorifero nel caso arrivi qualche ospite all’improvviso. In casa di Sara si faceva la sera, quando non si aveva voglia di cucinare o di un piatto veloce. Sara, poi, ne ha fatto un elegante antipasto da proporre, trasferendo il tutto in coppapasta con una golosa salsa di pecorino

Ingredienti per 4 persone

  • 700 g di patate
  • 2 cipolle bianche
  • 200 g di polpa di pomodoro
  • 5 cucchiai di Pecorino Romano grattugiato
  • mentuccia romana (in alternativa menta fresca)
  • olio extravergine d’oliva

Frittatinapatate - scuola la cucina delle ragazze

Cuocere le patate con tutta la buccia in abbondante acqua bollente fin quando affondando una forchetta si sentiranno morbide e cedevoli. Scolarle e lasciarle raffreddare. Tagliare le cipolle a fette molto sottili e farle appassire in una padella capiente con olio extravergine d’oliva. Unire la polpa di pomodoro, qualche foglia di mentuccia e cuocere per una decina di minuti, aggiustare di sale. Spellare bene le patate, passarle allo schiacciapatate e unirle al pomodoro e alla cipolla in padella. Amalgamare bene il composto, aggiungere il pecorino grattugiato e iniziare a schiacciare la superficie con in dorso di un cucchiaio (l’effetto in padella deve essere lo stesso di una vera frittata). Lasciar rosolare a fiamma viva per qualche minuto e infine spegnere il fuoco. Lasciar raffreddare almeno mezz’ora e servire, tiepida o fredda. Si può tagliare a fette proprio come una frittata o con l’aiuto di un coppapasta si possono ottenere graziosi tortini. Finire con un giro d’olio, una spolverata di pecorino e una fogliolina di mentuccia. Un piatto semplice, povero, che si riesce a fare con tre cose nel frigorifero nel caso arrivi qualche ospite all’improvviso. In casa di Sara si faceva la sera, quando non si aveva voglia di cucinare o di un piatto veloce. Sara, poi, ne ha fatto un elegante antipasto da proporre, trasferendo il tutto in coppapasta con una golosa salsa di pecorino.

APERURAFRITTOVERDE la cucina delle ragazze

Dal capitolo: Premiata friggitoria: ode alla frittura

Una ricetta della prima serie della Cucina delle Ragazze a cui Sara e Laura sono molto affezionata perché… friggere anche la frutta non è da tutti!

Fichi in pastella ripieni di caprino

Ingredienti

  • 8 fichi freschi;
  • 100 g di formaggio caprino fresco;
  • farina;
  • birra freddissima;
  • olio extravergine d’oliva;
  • sale

Sbucciare i fichi con delicatezza, facendo attenzione a non tirar via anche la polpa. Asciugarli tamponandoli con della carta assorbente e metterli da parte su un vassoio. In una ciotolina lavorare il caprino con una forchetta fino a ottenere un composto cremoso. Riempire con la crema di caprino un sac à poche con bocchetta piccola e farcire i fichi: si devono farcire dalla base già bucata e si deve far attenzione a non esagerare, non appena iniziano a gonfiarsi interrompere la farcitura. Dotarsi di due ciotole, una di media grandezza e un’altra più grande in grado di contenerla. Versare nella ciotola grande una decina di cubetti di ghiaccio, adagiarvi sopra l’altra ciotola e preparare la pastella. Mescolare con una frusta farina e birra fredda fino a ottenere la consistenza desiderata, in questo caso deve essere piuttosto densa. Preparare un piattino con della farina. Passare i fichi prima nella farina, poi nella pastella e in ultimo nella padella con abbondante olio bollente. Scolare non appena appaiono dorati e salare. Servire i fichi ancora caldi.

L’e-book completo della Cucina delle Ragazze è disponibile su Amazon, sulla Feltrinelli ed è scaricabile in pochi clic per avere sempre a portata di mano ricette buone e non troppo complesse.

 

La Cucina delle Ragazze. La Box

Chi ama “assaggiare” oltreché leggere di cucina sarà felice di scoprire La Box La Cucina delle Ragazze messa a punto da Sara e Laura e disponibile su www.la-box.shop con spedizione in tutta Italia ed Europa. All’interno di questo goloso cofanetto si troverà non solo l’e-book – scaricabile attraverso Qr Code – ma anche una serie di prodotti marchigiani e laziali scelti dalle “ragazze”: ciauscolo marchigiano, olio extravergine di tenera ascolana, pecorino romano Dop, confettura di albicocche e qualche chicca immancabile come i cioccolatini al gorgonzola di Paolo Mencarelli.

La scelta di Sara e Laura è quella di proporre una Box di “ricette e prodotti” in continua evoluzione, che possa raggiungere i loro tanti amici virtuali ovunque con le eccellenze dei loro territori, dando spazio a produzioni agricole e artigianali di nicchia in un raccondo che dalla Tv arriva alla vita reale, proprio come Sara e Laura hanno sempre vissuto la loro avventura su Gambero Rosso Channel.

 

 

 

origano

Condimenti, non ingredienti protagonisti, ma elementi capaci di fare la differenza, in meglio o in peggio. Entriamo nel mondo delle erbe & spezie cominciando da una delle più diffuse: l’origano. E lo facciamo mettendo a confronto prodotti provenienti da piccole aziende artigianali, molte biologiche e a filiera chiusa, in vendita nel mercato di nicchia, sia quelli commerciali, distribuiti nella gdo. Il risultato sono 2 classifiche ottenute da altrettanti blind test, con un vincitore e a seguire i migliori prodotti in commercio.

L’origano

Un origano sfiatato o con note cupe non aggiunge, semmai toglie al piatto freschezza e aromaticità. Per questo meglio preferire confezioni piccole da usare nel giro di poco tempo. Ma attenzione: un origano l’uno non vale l’altro. Cambiano colore, freschezza visiva, odore e flavour, che deve richiamare fieno, erbe officinali, menta, balsamico, off-odor e off-flavour, ma variano anche le sensazioni tattili: la pungenza e l’astringenza. Nei blind test di origano effettuati al Gambero Rosso da un panel di esperti è emersa l’inequivocabile superiorità dei campioni di aziende artigianali rispetto a quelli acquistati nella gdo. Maggiore freschezza, complessità e intensità delle sensazioni. Ci ha sorpreso soprattutto l’origano siciliano, un prodotto di altissimo profilo ricco di note verdi gioiose e di una pungenza fresca: meriterebbe una certificazione che valorizzi il prodotto e il lavoro che c’è dietro.

La degustazione

Come fare un’analisi sensoriale dell’origano? Abbiamo prelevato una piccola quantità di prodotto, la punta del cucchiaino. Come partner per l’assaggio, una maionese vegana a base di latte di soia e olio di semi di mais (preparata dagli chef del Gambero Rosso Academy) da abbinare all’erba aromatica. Ne sono risultate due classifiche, una di orignano di piccole e medie aziende, molte biologiche e a filiera chiusa, e una di prodotti in vendita nella gdo.

Il prodotto n. 1 è risultato il migliore, gli altri sono stati giudicati di ottima qualità dagli assaggiatori del Gambero Rosso.

Classifica origano: il migliore di piccole aziende

NOTEdi- Primo Classificato

Origano essiccato

NOTEdi è il marchio dell’azienda Passione Agricola, specializzata in piante officinali, coltivate e trasformate ai piedi dei Monti Iblei. La gioventù è la sua cifra. Anno di nascita 2014. Età media dei produttori poco più di 30 anni. Confezioni in cartoncino simili a custodie di cd. Il suo origano, prorompente ed esplosivo, sprizza freschezza e gioia di vivere. Colore luminoso verde pistacchio, grana sottilissima. Naso incantevole per finezza e articolazione, un proiettile di fragranze evocative: origano appena colto, note mentolate e balsamiche di erbe officinali, legni aromatici nobili, sentori boschivi e marini. Un soffio mediterraneo. Stesse sensazioni e verticalità al palato, piacevolmente amarognolo e anestetizzato dalla potenza e persistenza degli oli essenziali di questo origano fuori dal comune, essiccato a freddo e al buio e sgranato al momento del confezionamento. Struttura morbida e succosa.

  • Giarratana (RG) – via Pacini, 6b – 3331651721 3290663987 – notedi.com
  • astuccio di carta 10 g prezzo 1,60/2,50 €

Viola Placido e Rosetta Bonaccorso

Origano

Placido Viola e Rosetta Bonaccorso coltivano e lavorano in biologico alle pendici dell’Etna l’origano spontaneo tipico della zona. Diserbo manuale, concimi organici e la terra del vicino vulcano come fertilizzanti naturali, raccolta in piena estate durante la fioritura, essiccazione in un luogo ombreggiato, asciutto e ventilato sopra graticci di legno. Il risultato è un origano sorprendente e divertente, proposto sia in rametti che sbriciolato e conservato in vaschetta. Eccellenti entrambi, soprattutto quello in steli, polputo e potente, di una pervasività e freschezza spaziali, che si esprimono nel colore verde brillante e in un naso succoso e pungente di oli essenziali mentolati e balsamici, accarezzato da ricordi tostati e di frutta secca in guscio. La bocca rimane anestetizzata da tanta pungenza, ma rotonda e armonica. Finale glorioso, amarognolo e agrumato. Consistenza vellutata e succosa.

  • Pedara (CT) – corso Ara di Giove, 383 – 095916234 3403883416 – origanoviola.it
  • rami in busta 40 g prezzo 2 €
  • vaschetta 30 g prezzo 2 €

Origano Bona fortuna

Bona Furtuna

Fiori di origano selvatico siciliano bio

Non un origano qualsiasi ma fiori di origano selvatico siciliano biologico di filiera chiusa, venduto attraverso l’e-commerce per il mercato Usa, in Italia tramite contatto diretto. Coltivazione e lavorazione avvengono nell’azienda agricola creata nel 2005 da Steve Luczo, americano dell’Illinois di origini siciliane, 300 ettari nella campagna tra Palermo e i monti Sicani. La disidratazione naturale, in mazzetti al buio in locali appositi, e la tipologia di prodotto, solo le parti fiorite della pianta, autoctona e spontanea, danno a questo origano un aspetto chiaro di evidente freschezza visiva e un profilo aromatico particolare, con il tipico timbro mentolato e balsamico arricchito da sentori salmastri e floreali di macchia mediterranea prossima al mare. Bocca fresca, dolce e succosa, con pungenza gentile e leggero amarognolo finale, valorizzata da una consistenza fine e morbida.

  • Corleone (PA) – contrada Castro SS 188c km 13+150 – 3913514341 – bonafurtuna.com
  • vaso di vetro 15 g prezzo 7,50 €

origano La Ghiotta Marmotta

La Ghiotta Marmotta

Origano selvatico biologico

Un altro splendido origano siciliano proviene dalle montagne della Sicilia centroorientale. È selvatico, di filiera chiusa e biologico, essiccato a bassa temperatura in ambiente deumidificato, in vendita anche online. L’origano di Gaetana Gentile e Angelo Vassallo, confezionato in lunghi rami polputi e generosi, ha una freschezza e una natura “verde” che si esprimono in tutti i modi. Tonalità pistacchio. Profumo esplosivo, complesso e verticale, con i tipici descrittori dell’origano siciliano espressi in modo nitido: note balsamiche con richiami a menta, timo, alloro ed eucalipto, arrotondati da sentori dolci avvolgenti. La bocca è talmente pungente da coprire l’olfattiva e anestetizzare, quasi bruciare, il cavo orale: timolo puro. Texture morbida e scioglievole. Un grande origano, complesso, intenso e freschissimo, che sarà apprezzato dagli amanti delle esperienze forti. Troina (EN)

  • contrada Liso – 3284206057 3936335346 – laghiottamarmotta.com
  • rami in busta 20 g prezzo 2,80/3,50 €

origano Le Aromatiche di Girafi

Le Aromatiche di Girafi

Origano

Eccellente origano siciliano, coltivato ed essiccato da Calogero Bonfante sulle colline nissene in pieno campo e tra le rocce senza uso della chimica, proposto sia frantumato che in rami. Colore verde chiaro luminoso, freschezza visiva che invita a toccare, annusare e assaggiare, aspetto folto e polputo quello in steli, grana fine e curata in quello sbriciolato. Il naso ha tutte le caratteristiche note mentolate e balsamiche ed evoca la Sicilia: mare, macchia mediterranea, iodio, fiori prossimi alla spiaggia, brezze, fiori e arbusti marini. La classica tavolozza aromatica che incontriamo nell’origano di qualità ma più ariosa. La bocca, inizialmente gentile, acquista forza, pungenza e il classico amaro finale, soprattutto in quello in rami, con un carattere rustico che richiama il Mediterraneo selvaggio. Grande persistenza. Perfetto con pesci azzurri, tonno e pesce spada.

  • Mussomeli (CL) contrada Girafi – 3891711177 3383585063 – learomatichedigirafi.it
  • rami in busta 20 g prezzo 1,30/2 €

origano- SiciliAromi

SiciliAromi

Origano siciliano bio

SiciliAromi è un brand della cooperativa agricola Carcaci, su un altopiano della Sicilia occidentale, tra Palermo e Agrigento, all’interno della Riserva Naturale di Monte Carcaci. Produce in biologico erbe aromatiche dal campo alla busta, tra le quali un origano molto curato e di grande freschezza. Colore verde pisello brillante, grana finissima, naso ampio, solare e molto fresh centrato sulle note tipiche dell’origano isolano arricchito da accenti floreali, un bouquet rotondo e femminile in cui si intrecciano menta, legni aromatici ed erbe officinali, resine, fieno fiorito e ricco di essenze balsamiche. La bocca è un ricamo di fragranze e sensazioni: il gusto armonico, la pungenza e l’amarognolo non aggressivi, la persistenza pacata, le note mentolate fini e articolate, la texture sottile, morbida e fondente confermano l’eleganza e la natura gentile di questo origano. Castronovo

  • di Sicilia (PA) contrada Carcaci – 3483109330 3889345492 – siciliaromi.it
  • busta 20 g prezzo 1,80/2 €

origano Terra d'Aromi

Terra d’Aromi

Origano fiori sgranati

Sempre a Giarratana c’è un’altra realtà giovane, nata nel 2015, dedicata a erbe e spezie, coltivate in terreni vulcanici e confezionate in comodi astucci, in vendita anche online. L’origano è della varietà autoctona a fiore bianco da ceppi di piante che crescono spontaneamente nel territorio senza irrigazione e concimi, essiccato a temperatura controllata in ambiente ventilato e al riparo dai raggi solari. Le condizioni microclimatiche, insieme alla specie e alla trasformazione curata, lasciano la loro impronta digitale su quest’origano di bella freschezza visiva e aromatica. Colore verde chiaro brillante, grana fine, naso e bocca festosi con tutti i descrittori classici del buon origano siciliano: menta, erbe officinali, legno aromatico, note balsamiche, fieno fiorito, ricordi di anice e finocchietto selvatico. Palato giustamente pungente, fresco e amaro nel finale. Texture tenera e succosa. Giarratana (RG)

  • Giarratana (RG) – via Pacini, 1a – 3208051917 3206151350 – terradaromi.it
  • astuccio di carta 25 g prezzo 2/3,70 €

origano Visagri

VisAgri

Origano siciliano

Uno altro bell’origano siciliano agricolo, dal campo al barattolo, composto da fiori e foglie, in vendita online e da settembre in botteghe gourmet. Lo producono Valeria e Calogero, compagni di vita e di lavoro, che dopo anni vissuti tra Bologna e Australia, sono tornati in Sicilia e avviato la loro attività legata alle erbe aromatiche vicino alla costa sud-occidentale dell’isola, alle spalle i monti Sicani, davanti il Mar Mediterraneo. Ed è proprio la posizione, insieme alla specie di origano, l’autoctono siciliano, alla coltivazione e all’essicazione naturali, a dare al loro prodotto un colore vivido, grande freschezza e un ventaglio aromatico complesso: penetranti note mentolate e balsamiche, brezza marina, pennellate floreali e agrumate. Un abbraccio di potenza e gentilezza. Bocca equilibrata, leggermente pungente e amarostica sul finale. Struttura un po’ asciutta ma tenera e scioglievole.

  • Calamonaci (AG) – contrada Donna Superiore SP 32 Ribera-Cianciana – 3284356495 3204873632 – visagri.it
  • vaso di vetro 30 g prezzo 4 €

origano De Carlo

De Carlo

Origano

Famosa per olio evo e conserve di alto profilo, l’azienda agricola De Carlo si dimostra all’altezza anche nell’origano. La filiera chiusa è assicurata dalla coltivazione e dalla lavorazione maison, con essiccazione a freddo in ambiente protetto e frantumazione a mano. A grana molto fine, colore verde intenso ma non privo di freschezza visiva, è un origano da una parte tipico (note balsamiche e mentolate, richiami alle erbe officinali e al fieno ricco di essenze), dall’altra reso originale da sentori minerali e un po’ scuri, però freschi e solari, che richiamano le spezie, la macchia mediterranea e i boschi del sud Italia, il rosmarino, il finocchietto selvatico, il caffè, e danno alla tavolozza cromatica una complessità diversa dagli altri prodotti in batteria. Bocca non spinta, armonica ed elegante, assecondata da una texture un po’ asciutta ma setosa e fondente. Vendita anche online. Bitritto (BA)

  • Bitritto (BA) – via XXIV Maggio, 54b – 080630767 – oliodecarlo.com
  • vaso di vetro 20 g prezzo 2,90/3,80 €

Origano La Nicchia

La Nicchia

Origano di Pantelleria

Nell’assortimento del famoso marchio pantesco che fa capo all’azienda Bonomo&Giglio c’è anche l’origano, coltivato, raccolto ed essiccato nell’isola siciliana. Taglio della pianta e sgranatura delle foglie manuali, l’essiccazione sui rami tagliati e al buio. E infatti l’origano della Nicchia si presenta chiaro e dall’aspetto giovanile (nonostante quello assaggiato sia del raccolto 2020), valorizzato dalla grana molto fine, morbida e curata. Oltre alla ricchezza e alla freschezza della palette aromatica, è caratterizzato da note agrumate che lo rendono particolarmente fresco, intrecciate a quelle tipiche mentolate e balsamiche di erbe officinali e legni aromatici. Bocca vivace e appena pungente, con un leggerissimo amarognolo sul finale. In vendita anche online. Ideale nella pizzaiola e nelle preparazioni con il pomodoro cotto, e nelle ricette marinare a base di pesce spada e pesce azzurro.

  • Pantelleria (TP) – via Stufe di Khazzen, 14 – 0923916021 0522302888 – lanicchia.com
  • vaso di vetro 10 g prezzo 3,90/5 €

Aromathica

Origano di Sicilia bio

Dietro al marchio Aromathica c’è la cooperativa sociale Etica, una onlus che dal 2014 coltiva, trasforma, confeziona e commercializza (anche online) erbe aromatiche con l’aiuto di persone disagiate ed emarginate. La forza dei suoi prodotti sta nel clima mediterraneo in cui crescono le piante e nella tecnica di essiccazione a freddo, che consente di mantenere la colorazione, l’aroma e la struttura dell’essenza. Il colore verde indica freschezza. Naso e bocca richiamano l’origano classico isolano e la Sicilia nella sua interezza: note mentolate e balsamiche, erbe officinali, fieno profumato di fiori, mare, sole, terra vulcanica, pietra focaia, macchia mediterranea. Con un’intensità che in bocca diventa pungenza molto fresca, con gli oli essenziali dell’origano che anestetizzano il cavo orale. Amarognolo finale, grande persistenza e una struttura appena asciutta ma sottile e morbida.

  • Vita (TP) – via G. Verga, 22 – 092426376 3939151591 – aromathica.it
  • busta 15 g prezzo 3,80/4,50 €

origano Aromi di Sicilia - Agricola Filippone

Agricola Filippone

Origano di Sicilia biologico

A mille metri d’altezza, sulle montagne del Parco delle Madonie, Gandolfo Filippone produce in biologico un bel ventaglio di erbe aromatiche dal campo alla busta, essiccate a freddo e confezionate in rametti in un bel packaging curato ed elegante, vendute in botteghe gourmet in Italia e all’estero. Tonalità verde chiaro, aspetto giovanile, emana un profumo che riporta con precisione alla pianta, con le sue fragranti note mentolate di erbe officinali e ricordi di fieno fiorito. Ma qui si sente anche la Sicilia con la sua ricchezza di essenze ed ecosistemi: mare, brezza iodata e salmastra, boschi, macchia mediterranea. La bocca è equilibrata, elegante e molto fresca, quasi acerba, con una buona partenza e un’evoluzione che potrebbe essere più lunga e articolata. La pungenza degli oli essenziale e la struttura un po’ rustica danno a questo basilico una nota selvaggia non priva di fascino.

  • Petralia Sottana (PA) – via Secoli, 31 – 3299715562 – agricolafilippone.it
  • rami in busta 25 g prezzo 1,30/2,50 €

 

Classifica origano: il migliore di piccole aziende

origano Cerreto

Cerreto – Primo Classificato

Origano bio

1al 1976 nella Food Valley emiliana, e dal 2015 nel gruppo Fratelli Pagani, a partire dagli anni ’90 Cerreto realizza su larga scala erbe, spezie e prodotti vegetali certificati biologici, distribuiti a proprio marchio e a private label, in vendita anche online. L’origano presente nella gdo è un altro mondo rispetto a quello siciliano e artigianale. Detto ciò, il prodotto dell’azienda reggiana è nell’insieme corretto e piacevole. Ha un credibile colore verde, anche se un po’ spento e tendente all’ocra, e grana media. Il naso è piuttosto centrato, con sentori mentolati e balsamici di erbe officinali, fieno, legno aromatico, anche se non particolarmente esplosivi, accompagnate da note tostate e di vegetale secco. La bocca è coerente, fresca e pungente, con una leggera astringenza e un tocco amaricante. Peccato la consistenza, un po’ asciutta e tenace.

  • Gattatico (RE) – via G. Verdi, 15 – 0522475811 – cerretobio.com
  • busta 70 g prezzo 3,98 €

origano Sonnentor bio

Sonnentor

Origano biologico

Azienda specializzata in commercio di erbe e spezie, fondata nel 1988 da Johannes Gutmann con l’intenzione di valorizzare e promuovere a livello internazionale i prodotti dei coltivatori biologici del Waldviertel, nella Bassa Austria, lavorati direttamente nelle fattorie di provenienza. Sotto un unico marchio un ampio ventaglio di referenze tra le quali primeggiano le erbe aromatiche e le spezie, in vendita online e in Italia nel circuito del biologico. Il bagaglio aromatico del suo origano non è né intenso né complesso, la texture è piuttosto asciutta e tenace al palato, manca un po’ di persistenza. Ma la faccia è attendibile (colore appena spento simile alla salvia, frantumazione sottile) e anche le sensazioni tra naso e bocca sono corrette: le classiche note mentolate e balsamiche, di erbe officinali, legno aromatico e fieno precise e nel complesso abbastanza fresche.

  • Sprögnitz – Austria – +4328757256100 – sonnentor.com
  • astuccio di carta 18 g prezzo 3,10 €

origano Cannamela linea bio

Cannamela

Origano di Sicilia bio

Nata nel 1956 come azienda familiare nel quartiere Lame di Bologna, è oggi una realtà italiana leader nel settore delle spezie ed erbe aromatiche, dal 1995 nella divisione Bonomelli del gruppo Montenegro. Tra le tante linee proposte da Cannamela, molte confezionate nel tipico vaso di vetro alto e stretto, c’è anche Le Regionali Bio, dedicata alle fragranze provenienti da territori vocati italiane e certificate organic. L’origano è quello siciliano. Il colore è un verdino tendente all’ocra e al marroncino, la grana abbastanza sottile. I toni del profilo aromatico sono un po’ spenti di vegetali secchi, con ricordi di liquirizia e anice più accenti tostati. La bocca è molto tenue, la struttura un po’ legnosa e asciutta. Però i descrittori di base sono quelli dell’origano: il mentolato e il balsamico delle erbe officinali, il legno aromatico e anche un leggero amarognolo finale.

  • Zola Predosa (BO) – via E. Mattei, 6 – 0516170411 – cannamela.it
  • vaso di vetro 7 g prezzo 2,69/2,99 €

a cura di Mara Nocilla

Paolo e Noemia d’Amico. I vini della cantina

75 minuti da Roma, 75 minuti da Firenze. Percorsi e storie differenti che trovano nel vino un destino comune: Paolo rappresenta la terza generazione di armatori, cresciuti però in mezzo alle vigne, mentre Noemia, di origini portoghesi, ha ereditato dalla famiglia l’amore per il vino. «I miei nonni erano di Porto, non esisteva un pasto senza vino a tavola. Quando sono venuta qui, abbiamo deciso con Paolo di avviare un progetto dall’inizio. Abbiamo cercato per due anni, poi siamo arrivati nella Valle dei Calanchi, nell’alto Lazio, ed è scattato l’effetto wow, siamo rimasti senza parole», racconta Noemia. Inizia così, nel 1985, l’avventura della cantina Paolo e Noemia d’Amico.

La cantina si estende sotto il giardino pensile, attraverso archi strutturali che creano un suggestivo percorso verso la biblioteca

Siamo nel cuore della Tuscia, qui hanno trovato terreno fertile per la comune passione, tra i solchi dell’alta valle del Tevere, al confine tra Lazio, Umbria e Toscana, su terreni vulcanici segnati dalla presenza di tufo e peperino. «Abbiamo studiato i terreni e ci siamo innamorati della storia e del potenziale di questa zona, l’eredità etrusca; oggi, si parla tanto di suoli vulcanici, qui siamo vulcanici da 3 milioni di anni, siamo sopra un lago, abbiamo ritrovato resti di pesci e fossili, siamo un grande territorio da vino ancora da esplorare. Il nostro progetto verrà portato avanti dai nostri figli e i nostri nipoti, chi ha un pezzettino di terra ha tutto e sarà sempre più importante in futuro», aggiunge.

In totale sono 31 gli ettari vitati, con una variegata gamma di etichette che mette insieme varietà internazionali, a partire dallo chardonnay, ma anche pinot nero, merlot, cabernet franc e syrah, senza però dimenticare le uve autoctone, come il grechetto. «Abbiamo deciso di vinificarlo in purezza, il vino si chiama Agylla, e invecchia in anfora, il mercato l’ha accolto molto positivamente, un vino che mi piace tantissimo. In linea di massima vediamo un nuovo entusiasmo, l’Italia è ripartita bene e l’estero è in fase di boom».

L’amore per il vino, si unisce a quello per l’arte, la storia, la letteratura. Proprio di fronte a Civita di Bagnoregio, sorge Villa Tirrena, una struttura ricettiva che permette agli ospiti di rilassarsi in questo angolo nascosto. La proprietà, del XVI secolo, può accogliere fino a 20 persone, ed è disponibile per affitti brevi, eventi aziendali, matrimoni e permette agli ospiti di rilassarsi in questo angolo nascosto. La proprietà è del XVI secolo e dispone di 8 camere.

 

La biblioteca sotterranea di Villa Tirrena
La biblioteca sotterranea di Villa Tirrena

D’estate si può cenare all’aperto, ma anche riprendersi del tempo nella biblioteca sotterranea, immergersi nelle piscine e nei bagni a vapore. Insieme ai vini aziendali e a una cucina che pesca nei sapori dell’azienda: «A parte la carne, tutto proviene dalla nostra tenuta e dai pastori di qui». Un ciclo chiuso virtuoso.

La vista sulla Valle dei Calanchi
La vista sulla Valle dei Calanchi

Vini valutati in Vini d’Italia 2022
Ben realizzata la gamma proposta dalla d’Amico. Sul fronte dei rossi spiccano il blend di merlot e syrah Villa Tirrena della vendemmia 2016, complesso e avvolgente, con toni di ciliegie, tabacco e pepe, e il Notturno dei Calanchi del 2016 (Due Bicchieri Rossi), Pinot Nero in purezza fresco e balsamico, con note di mirtilli e cioccolato. Ben realizzato tra i bianchi il Calanchi di Vaiano Chardonnay 2019, dai profumi di frutta bianca al naso e dal palato di buona materia e nitidezza, con un finale lungo e sapido.

Il giardino segreto e la Torre del sole
Negli ultimi 35 anni, Paolo e Noemia d’Amico hanno collezionato opere di celebri artisti della scena mondiale contemporanea come Anish Kapoor, Banksy e Mitoraj. Sono strategicamente distribuiti tra cespugli di rose, limoni e cipressi in un gioco di nascondino del giardino unico nella regione, dedicato all’amico e scrittore britannico Mark Shand. Inoltre, a soli 5 minuti da Villa Tirrena, è stata recentemente riportata ai suoi antichi splendori la Torre del Sole, una struttura del XIII secolo, che si affaccia su una cappella, la Chiesa di Santa Caterina in Silvis. Si tratta di un luogo dal sapore particolare, che può essere prenotato per matrimoni, convegni ed eventi, ospitando fino a 200 ospiti seduti. Con una vista sui calanchi molto intima.

Paolo e Noemia d’Amico – Castiglione in Teverina (VT) – fraz. Vaiano – loc. Palombaro
0761 948034 – 3407725010 – damicowines.it[email protected]

Gambero Rosso Channel significa programmazione all day long, con repliche e prime visioni, sul canale 133 e 415 di Sky.

Alle 6, alle 12 e alle 21.10: Il vino nel piatto, la puntata di oggi è sulla cacciagione, segue la replica sulla cacciagione. Fabrizio Nonis ci porta invece alla scoperta del Veneto con tappe sulle Dolomiti (alle 8.00) e Verona (alle 15.00 e alle 22.00) con le golose puntate di Beker on tour. Alle 13.00 godetevi la cucina sana e gustosa di  Max Mariola sfida le calorie con una puntata dedicata al vitello bbq e al sandwich di pesce (in replica anche alle 19.34), mentre alle 13.30 un focus su braccio e costole della croce con Giorgione. Nella puntata di Parola di chef alle 19.00 l’ospite è Ivan Cappuccio. La nuova puntata di le Grandi Cantine, invece, oggi ci fa incontrare Ridolfi, alle 17.

I programmi di oggi

 

 

Andrea-Franchetti

La morte di una persona colpisce sempre con un colpo secco e improvviso a chi rimane, soprattutto quando riguarda personaggi che sembrano invincibili e sopra ogni problema terreno: Andrea Franchetti, viticoltore e soprannominato da molti “il filosofo del vino” era uno di questi. Un produttore vinicolo fuori da ogni schema, precursore e innovatore di tendenze enologiche, in grado di vedere oltre e prima di tutti gli altri le potenzialità di un territorio.

Andrea Franchetti

Ma forse è la vita che uno percorre fin da piccolo che lo porta a seguire un percorso, che non può essere paragonato a quello degli altri. 72 anni sono pochi sapendo quanto altro poteva ancora dare a un settore spesso fermo e ingessato: lascia 4 figli e una visione del mondo enologico divertente e stimolante. La madre americana forse gli dona la voglia di viaggiare e conoscere altre realtà, formare quella cultura personale che è sempre utile in tutti i campi. O forse è il suo soggiorno a New York che gli permette di avere la capacità di credere nelle potenzialità del vino italiano, quando negli States imperava solamente la Francia: una sorta di voglia di rivalsa in quello che vede espresso dai cugini transalpini e l’incapacità degli italiani di trasmettere il proprio potenziale. La Grande Mela lo accoglie in due volte ed è nel secondo soggiorno, quando importa vini italiani di qualità, che nasce in lui la voglia di diventare produttore in proprio, forte della conoscenza e dell’esperienza maturata.

Andrea Franchetti e la Tenuta di Trinoro

Sceglie un territorio in Toscana la Val d’Orcia, bella e frequentata da un turismo altolocato per i paesaggi e per la cucina. Trent’anni fa comincia con i primi impianti di vigneto in quella che diventerà la Tenuta di Trinoro, con vigne piantate da marze ottenute dalla zona bordolese. Un atto quasi di umiltà, andare a capire dove nascono i vini di alto lignaggio per proporre la stessa cosa in Italia, ma con il coraggio di farlo dove nessuno ci aveva mai provato.

Ci vogliono 6 anni affinché esca il primo vino della Tenuta: alta densità di ceppi per ettaro, uve come cabernet franc, petit verdot, merlot, semillon, con lui si apre una strada che saranno molti a percorrere in Toscana e non solo. Vini inconfondibili, profondi, di grande spessore, che non lasciano mai indifferenti, dove si avverte in maniera tangibile il territorio e la cura enologica.

Andrea Franchetti, l’approdo in Sicilia e le Contrade dell’Etna

Non contento del successo ottenuto, si precipita in Sicilia e sull’Etna si sviluppa la grande passione per il nerello mascalese. Con Passopisciaro apre ancora una strada, quella delle contrade, dove ogni parcella viene studiata e divisa, secondo un’idea mutuata dalla Francia del cru, per riuscire a dare un risultato unico da vigne posizionate vicine; si fa promotore del festival “Le Contrade dell’Etna” trascinando anche gli altri produttori presenti e, grazie alla sua opera, fa innamorare tanti vignaioli di quel territorio, stimolandoli con la sua opera ad investire sulle terre del vulcano. E non rinuncia nemmeno a gesti estremi, come piantare lo chardonnay a mille metri di altitudine. Uomo unico, solitario perché avanti per il suo tempo, in molti lo devono ringraziare per gli stimoli continui che ha donato: mancherà la sua bella capacità di dialogare e di arrivare al vino partendo da altri mondi.

a cura di Leonardo Romanelli 

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