Coi tempi che corrono per i vini rossi italiani (ma anche europei), sugli 8.600 ettari di vigneto delle Dop Valpolicella il taglio delle produzioni era necessario. E il Consorzio di tutela, che ha appena dato il via alla raccolta delle uve, ha annunciato che sarà di circa il 10 per cento rispetto all’anno scorso. Tradotto in cifre, per il distretto vitivinicolo veronese, che conta oltre 2.400 aziende tra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori, la vendemmia 2025 dovrebbe attestarsi complessivamente «intorno agli 850mila quintali di uva, di cui 350mila quintali riservati all’appassimento di Amarone e Recioto., come ha sottolineato il presidente Christian Marchesini, che, tra l’altro, nei giorni scorsi ha annunciato di voler ricorrere alla giustizia a seguito delle frasi considerate dannose per l’immagine del territorio veronese pronunciate il 28 agosto scorso sulle reti Rai dall’esperto nutrizionista Franco Berrino.
La riduzione produttiva, insieme alle politiche di contingentamento, promozione e gestione del Consorzio, ha come obiettivo quello di «mantenere il posizionamento e la competitività della Valpolicella nel complesso contesto internazionale». Nel 2024, su un territorio di produzione che si estende in 19 comuni della provincia di Verona, la produzione è stata di 59milioni di bottiglie, per un giro d’affari di circa 600 milioni di euro, di cui più della metà riferiti alle performance dell’Amarone. Il 2025 viaggerà a volumi inferiori.
La raccolta delle uve per l’appassimento in Valpolicella è tutta manuale e, in vendemmia, vale circa 120mila giornate di lavoro. Il dato sale a quasi 170mila per la raccolta, anche meccanizzata, nel resto dei vigneti destinata alla produzione degli altri vini della grande denominazione.

Per la denominazione, fa sapere l’ente di tutela, preannuncia un’annata «qualitativamente equilibrata, con una buona concentrazione di zuccheri e un rapporto equilibrato tra acidità e pH degli acini». I tecnici consortili parlano di uve che «hanno raggiunto una maturazione fenolica ottimale, con un contenuto significativo di antociani e tannini». Le piogge che hanno interessato l’ultima fase prima della vendemmia non hanno provocato danni e le condizioni «si confermano ideali per la produzione dei grandi rossi veneti da lungo affinamento. Lo stato fitosanitario di corvina, corvinone e rondinella – è il commento del Consorzio – si presenta complessivamente buono, a dimostrazione dell’impegno delle aziende sul fronte della difesa». Il giudizio finale Il risultato dell’andamento climatico dell’annata 2025 dovrebbe portare «nei calici dei vini che esprimono spessore e fedeltà ai terroir della denominazione, con prospettive qualitativamente interessanti».
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