Degustazioni

Amarone 2021: i 10 migliori vini degustati in anteprima dal Gambero Rosso

Le degustazioni della nuova annata dimostrano che l’Amarone è un fine wine capace di stare al passo con i tempi, più sobrio ed elegante, l'importante è che non tradisca sé stesso.

  • 29 Marzo, 2026
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Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, l’Amarone sta vivendo una rivoluzione rapida: sono sempre più rari i vini massicci, segnati da residui zuccherini importanti, legni invasivi e ossidazioni premature.  La direzione è quella della sottrazione, non senza rischi. In alcuni casi, il desiderio di scorrevolezza porta a vini esili, con un alcol che, non sostenuto da adeguata materia, lascia secchezza. In altri, emerge un carattere vegetale e irrisolto.

I migliori, però, dimostrano che togliere non significa scarnificare. Più che di un nuovo stile, si tratta di un ritorno a una concezione più classica, da sempre preferita da pochi tradizionalisti che oramai sono fonte d’ispirazione molto più delle meteore moderniste degli anni Novanta.

Rivoluzione Amarone. L’annata 2021 come spartiacque

La 2021 è considerata un’annata equilibrata, da molti definita l’ultima “classica”. Nei calici effettivamente emergono spigoli e tensioni acide che non si vedono di frequente, segno di una fase interlocutoria ancora in corso. Resta da capire se questo stile potrà essere affinato e soprattutto replicato in annate più calde, come la 2022, in uscita il prossimo anno.

In ogni caso, il cambiamento emergerà lentamente: molti 2021 sono ancora in affinamento e alcune aziende hanno tuttora in commercio vini stilisticamente lontani da questa nuova sensibilità. Eppure i migliori assaggi dimostrano che un altro Amarone è possibile, come emerso anche durante le degustazioni degli Amarone dell’anno scorso per la guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso: meno possente, più fine, ancora legato al metodo, ma senza caricature. Un fine wine capace di stare al passo con il tempo senza tradire sé stesso. E senza diventare una reliquia per nostalgici!

Prima delle note di degustazione che seguono  (di Raffaele Mosca, se non diversamente specificato) abbiamo indicato il punteggio espresso in centesimi

95/100

Amarone della Valpolicella Cl. Ravazzol 2021 – Ca’ la Bionda

Gentile e sussurrato, con un frutto molto delicato, unito a fiori rossi, erbe officinali e qualche accenno terrestre. Lo stile è quasi “nebbiolesco”, sorprendentemente austero e in levare, con grande energia salina che bilancia la materia perfettamente calibrata. Finale boschivo, profondo, senza peso né calore in eccesso.

95/100

Amarone della Valpolicella Ciliegio 2021 – La Collina dei Ciliegi

Da vigne situate a 500 metri di altitudine nella Valpantena deriva un profilo di grande eleganza, con un naso di pot-pourri, ciliegia candita, spezie e pepe. Tutto è giocato su armonia e proporzione: il tannino è setoso, il frutto goloso e aereo. La freschezza accompagna lo sviluppo e calibra un finale lungo e suadente, scandito da rimandi balsamici.

95/100

Amarone della Valpolicella Cl. ’21 – Allegrini

Brilla per purezza espressiva, con una trama che intreccia frutti rossi sotto spirito, nocciola e sottobosco a un legno evidente, ma ben integrato. L’appassimento regala ampiezza senza compromettere la tensione; la progressione è ariosa, distesa, con un finale complesso. giocato su un’alternanza allettante di frutto e terziari sottili. Classico che guarda al contemporaneo.

93/100

Amarone della Valpolicella Conte Gastone 2021 – Massimago

Naso chiaro e raffinato di ciliegia sotto spirito, cannella, iodio, erbe officinali e arancia candita. Il sorso è succoso e disteso, notevole per pulizia e compostezza, con un tannino delicato e nessuna percezione alcolica. Dinamico, con ottima freschezza a sostegno di uno sviluppo in equilibrio tra potenza canonica e stile contemporaneo.

92/100

Amarone della Valpolicella Roccolo Grassi 2021 – Roccolo Grassi

Austero e salino, con richiami iodati e una vena animale che si intreccia a melagrana e arancia sanguinella. Il sorso è scuro e compatto, segnato da un tannino fitto, ma coerente con uno stile austero e rigoroso. Oggi è piuttosto chiuso, quasi ermetico, ma lascia intuire un’evoluzione verso maggiore distensione e profondità.

92/100

Amarone della Valpolicella Cl. Villa della Torre 2021 – Villa della Torre

Uno stile decisamente in levare, già evidente dal colore quasi trasparente. Il naso é molto delicato, quasi da Valpolicella superiore, con note pepate e animali, frutto rosso tenue e cenni vegetali. Insolitamente snello al centro bocca, ha tannino fine e progressione relativamente morbida, ma agile. Finale lineare, forse appena semplice, con un lieve tocco di calore.

92/100

Amarone della Valpolicella Cl. Vignealte 2021 – Zeni 1870

Stile agile e aggraziato, giocato su pepe, iodio e frutti rossi freschi, con un tocco balsamico a dare ampio respiro. Il sorso è agile e fragrante, appena vegetale e se vogliamo un po’ semplice, tutto giocato su brio e scorrevolezza, con una chiusura lineare tra rimandi floreali e una giusta dose di frutto rosso appena candito.

91/100

Amarone della Valpolicella Cl. Santa Sofia 2021 – Santa Sofia

Relativamente classico al naso, con note da appassimento ben calibrate che si alternano a sfumature mentolate, officinali e chinate. Al sorso cambia passo, mostrando una freschezza vibrante che ricalibra la struttura e la rende più dinamica, un guizzo di arancia sanguinella e un tocco ammandorlato gradevole. Finale pulito, di buona progressione.

Amarone della Valpolicella Cl. Simison ’21 – Luciano Arduini

Le note di degustazione sono di Nicola Frasson

Per la piccola azienda di Corrubbio questo Amarone è il cavallo di razza, un calice dominato dalle suggestioni di ciliegia matura e spezie che trova sviluppo in un sorso energico e di pregevole armonia. La chiusura segnata dal rovere rivela solo la gioventù del vino e depone a favore della tenuta nel tempo.

89/100

Amarone della Valpolicella Brolo del Figaretto 2021 – Corte Figaretto

Da vigne in Valpantena, è particolarmente fine, con richiami di sottobosco, fiori rossi e pot-pourri, attraversati da balsamicità elegante. Il sorso è coerente, ben impostato, con una dolcezza di frutto misurata e tannini ben integrati. Setoso, disteso, chiude meno profondo ed energico rispetto ai campioni migliori, ma preciso e senza calore.

Segnaliamo, infine, senza punteggio, due Amarone della Valpolicella, sempre dell’annata 2021, che ci hanno positivamente impressionato mentre erano ancora in vasca al momento dei nostro assaggio (le note di degustazione sono di Nicola Frasson).

Amarone della Valpolicella Cl. Corte Vaona ’21 – Novaia

Il vino esprime alla perfezione il carattere della vendemmia: i profumi di frutto maturo, ma ancora croccante trova freschezza nelle note di pepe. In bocca si distende con grazia e leggerezza appoggiandosi alla presenza acida e a tannini levigati.

Amarone della Valpolicella V. Monte Preafitta ’21 – Giocaia

Azienda assolutamente nuova per noi, una piccola realtà guidata dai fratelli Nordera, che propongono questo Amarone. Al naso il vino appare ricco e dominato dalle note di frutto e sottobosco. In bocca emerge la forza della vendemmia 2021 con un sorso tonico e di vibrante presenza acida.

“L’Amarone non è un vino di metodo. Il Valpolicella? Meglio senza appassimento”. Marchesini traccia il futuro

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