Forse il pressing delle associazioni dei produttori, forse i dati scoraggianti sulle esportazioni italiane in questo 2025, soprattutto alla voce Stati Uniti, ma il Governo italiano ha scelto di scommettere sulla promozione e sull’internazionalizzazione del made in Italy. La legge di Bilancio, che dovrร passare l’esame di Camera e Senato, prevede il potenziamento dei fondiย per la promozione degli scambi e l’internazionalizzazione delle imprese. Al Maeci e all’Ice Agenzia, Palazzo Chigi ha scelto di destinare ulteriori cento milioni di euro l’anno per il triennio 2026/28.
Si tratta di un segnale importante soprattutto per il settore vitivinicolo italiano, prima voce dell’export agroalimentare nazionale, con oltre 8 miliardi di euro nel 2024 (e oltre 4,5 miliardi fino a luglio 2025). Il ministro Francesco Lollobrigida lo aveva promesso dal Vinitaly Chicago: ยซIn Finanziaria ci saranno risorse aggiuntive per la promozioneยป. Unione italiana vini, ma anche le altre associazioni agricole, da Cia-Agricoltori italiani a Coldiretti, avevano insistito su questo punto, attuando un pressing istituzionale molto forte, alla luce di una situazione definita grave e preoccupante non solo per il vino ma per tutto l’agrifood nazionale.

ยซL’intervento accoglie la richiesta di Unione italiana vini di “giocare in attacco” per la promozione sui mercati esteri, e potrebbe rappresentare un primo segnale di risposta alle richieste delle imprese del vinoยป, รจ il commento che arriva dal Consiglio nazionale dell’organizzazione riunito in Toscana, a Montepulciano. ยซCon una fetta pari al 24% dell’export – osserva il presidente Lamberto Frescobaldi – il nostro settore registra un’esposizione record sul mercato statunitense, la piรน alta nella top ten dei beni esportati negli Usaยป.
Secondo Uiv, occorrerร tenere conto di questa peculiaritร ยซnell’allocazione delle risorseยป e sarร importante rafforzare in fase di approvazione del provvedimento gli investimenti allโexport anche per le prossime annualitร . L’obiettivo deve essere, insomma, il rilancio ยซcon forza dellโimmagine del vino made in Italyยป.

Uiv parla di fase delicata per il comparto vitivinicolo italiano, alla luce dei cambiamenti della domanda globale e di una generale contrazione dei mercati. I dazi nel primo mercato estero di sbocco stanno deprimendo l’export di vino italiano. Lo stesso ministero delle Finanze li ha definiti un’incognita e una delle sfide del 2026 per tutta l’economia italiana, ricorda l’Unione italiana vini. E gli effetti giร si sono sentiti. L’Osservatorio del vino ha registrato vendite negli Usa nel bimestre luglio-agosto a -28 per cento rispetto ai valori dello stesso periodo del 2024, con un bilancio annuo dei primi 8 mesi sui soli Paesi extra-Ue a -3 per cento.
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