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Spumanti analcolici, sidri e Christmas spritz. Il Natale della GenZ sarà low alcol

Nel Regno Unito quattro consumatori su 5 scelgono salute e benessere. Così l'evoluzione dei gusti si ripercuote anche sulle festività di fine anno secondo l'analisi Global data

  • 07 Novembre, 2025
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Vin brulé dealcolati e a bassa gradazione alcolica, spritz natalizi, sidri speziati, spumanti analcolici. I consumatori della Z-Generation cambiano gusti e preferenze per le festività di fine anno, dimostrandosi ancora una volta sperimentatori puri nel complesso mondo del beverage, dal vino alla birra e ai cocktail. E alla ricerca di sapori ed esperienze che ruotino attorno ai concetti primari di benessere e di sostenibilità. Trend già evidenziato a inizio 2025, e confermato dai dati Circana diffusi a ottobre.

Nuovo identikit dei consumatori inglesi

L’identikit di Global data, società britannica di analisi di mercato che ha sondato le risposte di 2mila giovanissimi nell’influente mercato del Regno Unito, ha reso noto (venerdì 31 ottobre) che quattro giovani su cinque (80%) dichiarano che l’uso di bevande analcoliche e a basso contenuto alcolico riesce a mettere in primo piano i valori di salute e benessere, senza compromettere il gusto e le interazioni sociali. Gli esperti di Global data, che hanno realizzato il sondaggio ad agosto 2025, sottolineano che, alla luce di queste nuove evidenze, il trade dovrà ampliare e migliorare la gamma di bevande no-low alcol nel periodo natalizio, se vorrà incontrare le preferenze di questa classe di giovani consumatori, che considerano possibili le scelte analcoliche anche in sostituzione di quei prodotti che contengono alcol.

Il cambiamento della tradizione

«Il Natale è per tradizione un sinonimo di socializzazione attorno alle bevande alcoliche ma per molti consumatori – spiega Charlotte Chilcott, analista retail di Global data – a cambiare sono le regole sociali riguardanti il consumo di alcolici. Per questi, i drink low e no alcol possono tranquillamente dare piacere così come le bevande tradizionali». Alle imprese e ai rivenditori non resta che soddisfare un’ampia gamma di preferenze della Generation Z, che – si badi bene – «non ha abbandonato del tutto l’alcol», scrive Global data. La realtà, tuttavia, è che la propensione a spendere dei più giovani va relazionata direttamente alla capacità dei retailer di migliorare qualità e varietà dei prodotti presenti sul mercato. Circa il 60% dei consumatori tra 16 e 34 anni considera, infatti, questi due elementi come motivi per incrementare la spesa nel segmento no-low alcol.

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