Raggiungere Contrada Bricconi non รจ cosa semplice: gli stretti tornanti mettono alla prova chiunque, alla guida bisogna stare ben attenti, ma la fatica del viaggio viene ripagata con gli interessi. E curva dopo curva si apre un panorama fatto di abeti, valli umide e colori spettacolari. Ma vale la pena arrivarci anche perchรฉ dietro a questo progetto cโรจ un coraggio raro, quello di alcuni giovani agricoltori che hanno deciso di restituire vita a un borgo montanaro del XV secolo, rimasto a lungo abbandonato tra boschi e pascoli.

Alcune delle pecore dell’allevamento di Contrada Bricconi – Foto Sonia Ricci
Non si tratta quindi soltanto di un ristorante, ma di una realtร viva e composita, dove si allevano animali, si producono ottimi formaggi (tra cui il vero stracchino bergamasco, che non ha niente a che vedere con quelli molli del supermercato) e si pratica unโidea di montagna intelligente e autentica. Lo chef Michele Lazzarini, nato e cresciuto in queste valli, ha trascorso nove anni al fianco di Norbert Niederkofler al celebre St. Hubertus di San Cassiano. E quest’anno, per la prima volta, il Gambero Rosso ha deciso di riconoscere a questo micro mondo gastronomico, grazie al coraggio e al talento a tavola con cui รจ stato realizzato, il premio delle Tre Forchette.

Lumachine con siero innesto, burro affumicato e agone – Foto Sonia Ricci
Oggi guida la cucina di Bricconi con maturitร tecnica e sensibilitร , portando il progetto alla sua naturale compiutezza. Il talento qui non รจ unโesibizione, ma un linguaggio preciso e riconoscibile, capace di lasciare memoria al palato. Un piatto emblematico sono le lumachine con siero innesto, burro affumicato e agone: armonia pura, che unisce memoria, tecnica e sapore.

Battuta di coniglio crudo servita dentro un uovo – Foto Sonia Ricci
Ma non meno sorprendenti sono la battuta di coniglio crudo servita dentro un uovo, la quaglia allevata in loco con salsa jerk, che diventa racconto della biodiversitร alpina, o la ceviche di salmerino. Il finale รจ affidato a una caramella di siero di latte, uno scarto di caseificazione trasformato in gioiello goloso: attenzione, crea dipendenza.

La sala riflette la filosofia del luogo: intima, essenziale, mai fredda. Il servizio scorre con ritmo sicuro, presente ma non invadente. La carta dei vini guarda soprattutto alla Lombardia con etichette di nicchia โ interessante, seppur migliorabile โ e non mancano pairing analcolici sorprendenti. Prima di andare via, fermatevi al bancone allโingresso: vi aspettano i formaggi della casa. Assaggiate lo stracchino bergamasco stagionato, quello autentico, ben diverso dai prodotti molli e anonimi dei supermercati. ร lโennesima conferma che qui nulla รจ lasciato al caso: ogni dettaglio racconta unโidea chiara di territorio, tempo e cucina.
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