E se a dare contorno e forma a una passeggiata in altura fossero le ricette di un ristorante? Che gusto avrebbe la montagna? Quali ricette e ingredienti la rappresenterebbero al meglio? Andrew Lunardi, classe 1996, al timone del ristorante Lemelรฆ a Gallio, sull’Altopiano di Asiago, se lo รจ chiesto e ha trovato le sue risposte.
Appena trentenne, dopo vari pellegrinaggi nelle cucine professionali in Danimarca, Svezia, Alto Adige da Norbert Niederkofler e nel mondo del fine dining e dellโhotellerie di lusso a Londra, Andrew Lunardi รจ rientrato nel suo Veneto, portando con sรฉ la raffinatezza e lโessenzialitร di una cucina terrena e primitiva, coerente e ancestrale, che si imprime facilmente nella memoria. Il suo progetto racconta la montagna attraverso il trascorrere lento e silenzioso dei giorni freddi, la sostenibilitร e il rigore, le conserve di frutta e verdura, lโapprovvigionamento di legna, la raccolta di erbe spontanee, la cottura sulla brace, la ruviditร di chi inevitabilmente deve adeguarsi a una natura che detta le regole. ร una cucina di economia circolare, fatta di consapevolezza e rispetto per le proprie risorse.

โLe Lemelรฆโ, in cimbro โlโuomo delle pecoreโ, al tempo stesso carta d’identitร dello chef, memoria degli antenati pastori e chiave di lettura per comprendere la materia prima locale, fra bacche, erbe spontanee, funghi e licheni. Nella bella stagione, un orto adiacente fornisce erbe aromatiche e verdure di stagione, trasformandosi in estate in uno spazio aperto per gli ospiti: la degustazione diventa cosรฌ un’immersione diretta nella natura e nei suoi ingredienti.

Due i menu degustazione, proposti durante lโanno: Crescita, disponibile da marzo a ottobre, che traduce la rinascita della terra con le sue produzioni stagionali; e il menu Conserva, da novembre a febbraio, che lascia alla mano dellโuomo la responsabilitร di mantenere vive, durante la stagione invernale, le materie prime montane, con la tecnica della lattofermentazione e dellโacetificazione. ร questo il menu che abbiamo assaggiato. In ogni piatto si gioca sul senso della misura, sullโequilibrio fra aciditร e asprezza, per riempire e pulire il palato, e con lโamaro, che spinge dove รจ necessario conferire profonditร e complessitร agli ingredienti. Il sale รจ quasi assente: al suo posto, le acque di fermentazione in salamoia aggiungono sapiditร senza alterare i sapori.

Il percorso si apre con il Lompe, fenalar e lichene, un piatto conviviale composto da una piadina di patate cotta alla brace e spennellata con burro nocciola durante la cottura, tipico della Norvegia, prosciutto di pecora stagionato allโaria aperta durante lโinverno, maionese alle erbe (aglio orsino e crescione dโacqua) e lichene fritto. Si farcisce il lompe con tutti gli ingredienti a disposizione, per ricreare uno street food tipico dei paesi scandinavi. Si continua con le Lumache, uva spina, tarassaco, tamari, un antipasto a base di spiedini di lumache, cotte alla brace e spennellate al rabarbaro, accompagnate da tarassaco, anchโesso cotto alla brace, e servito con aglio orsino e olio al pino mugo e uva spina fermentata. Un piatto con spiccate note terrose, intense e marcatamente affumicate che si ammorbidiscono attraverso lโaciditร e la sapiditร dellโuva spina e lโamaro vigoroso del tarassaco.
I primi superano a pieni voti tutte le aspettative, sia con la Pappardella, koji, abete, fenalar, una pasta lavorata con farina di corteccia di larice, mantecata con acqua di koji (orzo fermentato), aghi di abete ghiacciati lattofermentati e servita con sfilacci di prosciutto di pecora essiccata allโaria; sia con gli Gnocchetti di montagna, ginepro, spugnole preservate, ricotta fermentata, un piatto a base di gnocchetti, funghi lattofermentati e una crema di ricotta, dal sapore pungente leggermente sapido. Piatti che valgono lโassaggio e la visita, piatti che rappresentano il lato autentico e protettivo della montagna, che uniscono morbidezza, comfort e ascolto.

Uno dei passaggi piรน interessanti รจ Funghi, latte, crespino, rabarbaro, dove i funghi oyster, carnosi e consistenti, vengono tagliati a lamelle grossolane per simulare consistenza e aspetto di una trippa. Vengono amalgamati a una crema di panna e latte e serviti con una purea di prugne, aglio orsino e rabarbaro fermentati. Il piatto viene completato da un giro di olio al ginepro e da bacche di crespino che al morso, insieme alle verdure e alla frutta fermentate, riportano il palato a sfumature di freschezza e pulizia aromatica.

Anche il secondo e il dessert rimangono coerenti con la cifra stilistica di Andrew, la Vacca vecchia, kimchi di tarassaco, tasty paste, riporta in auge il sapore di una carne dal sapore persistente, cotta al sangue e servita con il suo grasso e una salsa aromatica alle erbe. Si conclude con un altro sorprendente piatto: Camomilla, spuma al siero di latte, frutta conservata, un dolce fresco, che si decifra perfettamente in ogni suo componente e che ottimizza in termini di sostenibilitร e filosofia di cucina, lโuso della frutta attraverso la conservazione in sciroppo.
La cantina predilige vini naturali, con occhio attento alle piccole produzioni nazionali e non. Per chi desidera accompagnare la degustazione con bevande non alcooliche, viene proposto un interessante pairing con infusi e acque fermentate, come la Smherka, acqua fermentata di aghi e bacche di ginepro o un infuso di mirtilli affumicati al fieno. Dietro la coerenza e la riuscita di questo progetto c’รจ anche una squadra giovane e affiatata: Riccardo Tiella come sous-chef e due ragazzi in sala, cordiali e capaci di raccontare ogni piatto con competenza. In linea con lo spirito del locale, lo chef riserva agli under 35 un menu degustazione da sei portate a 50 euro, per avvicinare le nuove generazioni a una cucina autentica e consapevole.
Lemelรฆ โ Gallio – via Camona, 7 โ 3792453847 – www.lemelae.com
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