La decisione

La Corte suprema potrebbe bloccare i dazi Usa. Le motivazioni di Trump non convincono i giudici

Il settore vino spera in una decisione veloce. Ma per il presidente statunitense le tariffe aggiuntive sono questione di "vita o di morte" per il Paese. E avrebbe giร  pronto un Piano B

  • 06 Novembre, 2025
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Tira una brutta aria per Donald Trump. E il vino sente qualche refolo di speranza. Perchรฉ ora, sul complesso e ricco – per le casse americane con ben 3mila miliardi di dollari di introiti extra nel decennio 2025-2035 – sistema dei dazi imposti dalla Casa Bianca a partire da aprile 2025 incombe il giudizio della Corte suprema degli Stati Uniti. L’orientamento dei giudici sembrerebbe, dalle prime informazioni, tendenzialmente ostile rispetto alla volontร  del tycoon di far pagare chi importa beni verso gli Usa.

I dubbi dei giudici

La Corte Suprema, dopo la prima riunione di mercoledรฌ, secondo i principali media e agenzie locali, che nella notte a cavallo tra 5 e 6 novembre hanno iniziato a battere le notizie, sta mettendo in discussione l’uso da parte di Trump della legge di emergenza del 1977 (Ieepa – International emergency economic powers act) per giustificare – si badi bene senza passare per il Congresso – l’imposizione di tariffe a decine di Paesi in tutto il mondo. Dalla Cina al Messico, fino a quel dannoso 15% per quelli europei. E l’Italia. Insomma, la Corte sta sollevando dei dubbi sul nucleo centrale dell’agenda economica degli Stati Uniti. E se il giudizio non sarร  favorevole al presidente ci si attende un effetto terremoto sui mercati. E le perplessitร  stanno arrivando, all’interno della Corte, sia dai giudici progressisti (che sono tre) sia da quelli conservatori (che sono sei, quindi in maggioranza).

Donald Trump, presidente Stati Uniti d’America

La bocciatura dei tribunali federali

A sollevare opposizione legale, nei mesi scorsi, contro uno schema di dazi celebrato nel famoso “Liberation Day“, che per la Casa Bianca non serve a speculare e fare cassa bensรฌ a riequilibrare i rapporti commerciali tra Usa e resto del mondo, sono stati sia diversi Stati americani sia alcuni operatori dell’import e della distribuzione di vini, a cui i tribunali federali locali hanno sentenziato piรน volte a favore. Tra questi, l’importatore newyorchese Vos Selections che a maggio, in una sorta di Davide contro Golia, aveva vinto il primo round nei confronti della presidenza americana.ย Victor Schwartz, proprietario dell’azienda, e primo firmatario della causa collettiva, ha spiegato che i danni per l’industria americana derivanti dagli effetti dei dazi si sentono ยซin tutto il Paese: magazzinieri, camionisti, dettaglianti, ristoratoriยป, ha raccontato al New York Times, spiegando che c’รจ in gioco la sopravvivenza delle piccole imprese.

“Questione di vita o di morte” per Trump

Questione di sopravvivenza, ma a parti invertite, anche per Donald Trump. La sua presa di posizione non si รจ fatta attendere: ยซLa vicenda della Corte suprema –ย  ha scritto sul suo social Truth – รจ una questione di vita o di morte per il nostro Paese. Perchรฉ con una vittoria avremo una giusta sicurezza finanziaria mentre senza saremmo indifesi di fronte ai Paesi che per anni hanno approfittato degli Stati Unitiยป. Secondo il presidente siamo di fronte a una delle piรน importanti vicende nella storia statunitense.

La Casa Bianca ha inviato alla prima udienza della Corte suprema il segretario al Tesoro, Scott Bessent, quello al Commercio, Howard Lutnick, e il rappresentante per il Trade, Jamieson Greer. I tre hanno dichiarato che se non ci sarร  un pronunciamento a favore dei dazi si rivolgeranno ad ยซaltre autoritร  tariffarieยป. Insomma, la battaglia รจ solo agli inizi. Come ha dichiarato ai giornalisti la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt: ยซSiamo sempre pronti a preparare il Piano Bยป. E la decisione finale potrebbe arrivare tra qualche mese.

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