Miniguida

Sei indirizzi dove mangiare italiano a Bruxelles

Una città sfaccettata, fatta di culture che convivono e che, negli anni, hanno alimentato una scena gastronomica sorprendentemente vivace. Tra queste, l’Italia ha un ruolo centrale, con una presenza sempre più contemporanea. Questa mini guida raccoglie sei indirizzi che raccontano, ciascuno a modo suo, che Italia si mangia oggi nella capitale europea

  • 29 Novembre, 2025
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Bruxelles fa il conto alla rovescia. A fine mese si accenderanno le luci del Natale: l’albero in Gran Place, le casette di Place Sainte-Catherine. Bruxelles è così: cambia aspetto di continuo, in un’alternarsi di anime che la rendono una città non facilmente decifrabile al primo sguardo. Vive di stratificazioni, culturali, linguistiche, gastronomiche, complesse almeno quanto la sua complessità amministrativa (sapevate che quella che consideriamo Bruxelles in realtà è l’unione di tanti comuni attaccati tra di loro?). Ci sono le facciate eleganti di Ixelles miste alla vitalità del quartiere africano di Matongé, i viali ordinati di Etterbeek, il viavai istituzionale del quartiere Europeo, le strade più creative di Saint-Gilles: ogni dettaglio aggiunge un tassello a un mosaico di energie e differenze. Qui ogni cultura trova casa e contribuisce a definire la personalità della città.

Una personalità che passa anche dalla tavola. Accanto alla cucina belga, spesso a torto sottovalutata, fatta di stufati alla birra, patitine fritte e cozze, convivono cucine da tutto il mondo, che negli anni hanno plasmato la vitalità gastronomica della capitale. Anche l’identità italiana non è una nicchia, ma una presenza molto sviluppata: chef, pizzaioli, panificatori, imprenditori, studenti, famiglie. Sono comunità arrivate in momenti storici diversi e che hanno costruito una ristorazione solida, capace di parlare al pubblico locale senza tradire le proprie radici.

E negli ultimi anni Bruxelles ha fatto un salto. Non è più (solo) la città dei ristoranti italiani “classici”. È diventata un laboratorio dove convivono trattorie regionali, pizzerie di nuova generazione, progetti più ambiziosi capaci di intrecciare Italia e Belgio senza banalità. Una città dove ci sono locali frequentati quasi esclusivamente da italiani e altri dove il pubblico è internazionale e curioso. Questa mini guida nasce così: da alcuni giorni trascorsi a osservare, assaggiare, confrontare, cercando di capire che Italia racconta Bruxelles oggi, e quali sono gli indirizzi che vale la pena annotare. Non è un elenco esaustivo né una classifica, ma un percorso, attraverso quartieri differenti, esperienze diverse, idee di cucina che si avvicinano o si allontanano a seconda dello stile o della formazione degli chef. Sei indirizzi, ognuno con il proprio carattere. Un piccolo viaggio che, alla fine, restituisce l’impressione di un’Italia più viva che mai, ma soprattutto decisamente multilingue.

Dove mangiare italiano a Bruxelles

Ristorante San Daniele 

Dal 1983, anno in cui è stato aperto da Antonio Spinelli e sua moglie, il San Daniele ha costruito un’immagine importante nella ristorazione italiana della capitale. A inizio novembre ha cambiato sede, lasciando la città per un paesino poco distante e dalle poche anime. Di questo non possiamo che esserne felici: il locale aveva sicuramente bisogno di una ventata di aria nuova, che ha trovato nella sede attuale, più contemporanea e calda. Siamo comunque di fronte a una cucina che esprime  un’eleganza classica e un linguaggio italiano tradizionale, che spazia dai dal vitello tonnato, al Prosciutto di San Daniele fino ad arrivare ai tajarin al tartufo. 

San Daniele – Dorpsplein 3, 1700 Dilbeek –estaurant-san-daniele.com  Instagram 

Senzanome

Siamo al Sablon, quartiere dell’arte, dell’antiquariato e delle cioccolaterie vestite da gioiellerie. Qui Senzanome racconta la nostra cultura gastronomica con una maturità rara e con la capacità di integrarsi con il territorio belga senza perdere identità. Merito di Giovanni Bruno, chef che lavora da trent’anni in questa città e che ha ben chiaro cosa significhi cucinare italiano fuori dall’Italia: non replicare, ma interpretare attraverso anche la materia prima locale. Buonissimo il cappuccino di gambero con la spuma di patate al Parmigiano, meravigliosa la versione della caprese con l’emulsione di stracciatella e sorbetto al pomodoro. Servizio altissimo, una sala elegante ma non ingessata e ottima la carta dei vini, esclusivamente italiana e con prezzi per tutti le tasche, con un maître preparato e attento. 

Senzanome – Pl. du Petit Sablon 1, 1000 Bruxelles – senzanome.beInstagram

Nona – Pizzeria & Pasta Bar

Nona è una delle attività più dinamiche della città. Presente in diversi quartieri, da Saint-Gilles alla zona di Bailli, fino al centro, nasce dall’idea, semplice e interessante, del proprietario belga Sebastien Dupont, che ha abbandonato una carriera nella finanza per creare un progetto particolarissimo. Squadra interamente italiana e una filosofia chiara: una pizza napoletana fatta con prodotti belgi (anche la mozzarella è belga), escluso ciò che per identità non si può sostituire. Risultato? Un menu essenziale con una pizza contemporanea, soffice e ben lievitata. L’ambiente è giovane e informale, per un format piacevole e con una vocazione pop che funziona.

Nona – Pizzeria & Pasta Bar – Rue Sainte-Catherine 7, 1000 Bruxelles – nonalife.comInstagram 

La Piola Pizza

Che la pizza buona non si mangi solo in Italia ormai è argomento sdoganato e La Piola ne è assolutamente una conferma. Ambiente giovane, come i suoi proprietari, servizio italiano, locale sempre pieno. La pizza è napoletana, ben lievitata, leggera, scioglievole, fatta con ingredienti italiani scelti con cura: pomodori San Marzano, ciliegini del Vesuvio, salumi emiliani. E i prezzi restano equilibrati per la capitale: insomma, pizze fatte benissimo, leggere e buone per davvero. La carta dei vini, anch’essa nostrana, è breve ma convincente, sia al calice che in bottiglia. Interessante anche l’apertura verso i cocktail e una selezione di birre leggere, come la Birra dello Stretto. L’insegna, oggi, è presente in tre punti della città, incluso il divertente Food Market Wolf, È una di quelle pizzerie che fanno davvero piacere: coerente, buona, contemporanea.

La Piola Pizza -Pl. Saint-Josse 8, 1210 Saint-Josse-ten-Noode, Belgio –  lapiolapizza.comInstagram 

Osteria Bolognese 

A Bruxelles c’è anche spazio per l’Italia più semplice, quella delle case e delle domeniche lente. Osteria Bolognese, nella vivace e multietnica Ixelles, è esattamente questo: una trattoria che non pretende di essere altro, frequentatissima dagli italiani che vivono in città. La cucina è genuina, emiliana senza fronzoli: tigelle, lasagne, tortellini. Qualche imperfezione tecnica c’è, ma l’atmosfera è talmente familiare da compensare. È un luogo dove si sta bene, accogliente, caldo, che si apprezza soprattutto per l’anima informale e per l’idea di tradizione che mantiene. Uno di quegli indirizzi che non cercano di stupire, ma di far star bene e, soprattutto, di «correggere l’immagine degli spaghetti alla bolognese», come dichiarano i simpatici proprietari.

Osteria Bolognese –  Rue de la Paix 49, 1050 Ixelles – osteriabolognese.beFacebook

MangiaSempre

Lontano dal caos del centro, a Forest, MangiaSempre è una piccola bottega con l’anima della gastronomia. Dietro al bancone c’è Giulia Bevilacqua, perugina, che durante il lockdown ha iniziato a sfornare focacce e che oggi propone panini, che cambiano settimana dopo settimana, e piatti da piccola cucina, semplici, ma con la forza della schiettezza. Una decina di coperti, semplice, caldo, senza fronzoli, Giulia condivide il progetto con il compagno, il birraio Florian van Roy, in arte Chef Flo. È il classico posto dove ti fermi per cinque minuti e finisci per restare: qualche formaggio e salume da condividere sulla terrazza, pasta e conserve da portare a casa, e una selezione di vini che funziona sempre. In alternativa, ci sono le birre artigianali locali, dalla Brasserie de la Mule alla Cantillon.

MangiaSempre – Rue des Alliés 196, 1190 Forest – Instagram 

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