Tre Bicchieri

I 13 migliori Amarone della Valpolicella premiati dal Gambero Rosso

Come stiamo riscontrando negli ultimi anni, rispetto al passato i vini della denominazione più prestigiosa della Valpolicella presentano finezza aromatica e tensione gustativa. Ben tredici quelli che hanno ottenuto i Tre Bicchieri

  • 03 Dicembre, 2025
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C’è una netta separazione nel  Veneto del vino fra la provincia di Verona e il resto della regione per quanto riguarda la diffusione storica di vitigni differenti: nelle province orientali sono protagoniste le varietà internazionali, del Veronese, invece, i vitigni tradizionali, sia bianchi sia rossi. Uve che spesso sono utilizzate in denominazioni vicine con risultati molto diversi fra loro, come accade ad esempio fra Valpolicella e Bardolino. Qui ci concentriamo sulla prima con il suo vino più rappresentativo, l’Amarone.

Amarone della Valpolicella: versioni sempre più raffinate

Nella terra delle corvine che va dalla Valpolicella alle sponde del lago di Garda vede produttori sempre più attenti a valorizzare il profilo più elegante e sottile delle uve tradizionali rinunciando a un pizzico di potenza in cambio di vini agili e capaci di raccontare un territorio vario e ricco di sfumature. Caratteristiche che ritroviamo sempre più spesso negli Amarone che stiamo assaggiando negli ultimi anni durante le degustazioni per la guida  Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso, con versioni sempre più raffinate e asciutte.

Sono prodotti da aziende che hanno saputo nel corso dei decenni dare una nuova identità allo storico rosso veronese, ricercando finezza aromatica e tensione gustativa in un vino che spesso supera i 16° alcolici.

Veneto – Valpolicella – vendemmia

Amarone della Valpolicella. Cosa prevede il disciplinare

DOCG dal 2010, l’Amarone della Valpolicella prevede le tipologie annata, classico (che comprende i Comuni di Negrar, Marano, Fumane, Sant’Ambrogio e San Pietro in Cariano), riserva (con estratto secco minimo del 32,00% e almeno quattro anni di invecchiamento) e Valpantena. Si ottiene principalmente dai vitigni autoctoni corvina (dal 45% al 95%), che può essere sostituito del corvinone (max 50%) e rondinella (dal 5% al 30%. Sono ammessi anche vitigni a bacca rossa non aromatici (max 15%).

Andrea Lonardi, vicepresidente del Consorzio della Valpolicella e Master of Wine 2024, ha sottolineato quanto sarebbe importante pensare a un Amarone che rimetta in equilibrio i suoi fattori produttivi: il metodo (la messa a riposo), il territorio (suolo, vitigni, clima), le persone (produttori, imprese) e la comunicazione. Ritorno alla pergola, affinamenti meno lunghi, differenziare le aree di produzione, rendendole esclusive per la produzione di solo Valpolicella e Amarone, non potrà che giovare alle prestazioni del passito secco più prestigioso d’Italia

Christian Marchesini, presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, dal canto suo, ha ben presente la necessità di far fronte al cambiamento climatico e la prima risposta riguarda il ritorno al tipo di allevamento della pergola, che si presta a proteggere le uve e che mostra degli interessanti vantaggi sia dal punto di vista gestionale che produttivo.

Gli Amarone della Valpolicella premiati con i Tre Bicchieri

Ecco gli Amarone della Valpolicella che hanno ottenuto il massimo riconoscimento nella guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso.

 

 

Amarone della Valpolicella 2021 Monte Zovo – Famiglia Cottini

L’Amarone ’21 sfrutta l’ottima vendemmia per mettere in luce un corredo aromatico ampio, dove il frutto appare ben maturo e lascia trasparire chiaramente l’appassimento. La ciliegia, le erbe aromatiche e le spezie si fondono all perfezione in un sorso succoso e di inaspettata agilità, tratteggiato da tannini levigati. Diego Cottini è alla guida di questa importante azienda con sede a Caprino Veronese, dove la stretta valle dell’Adige si allarga improvvisamente in direzione del bacino gardesano. La grande piattaforma viticola invece esplora le principali denominazioni veronesi, a partire dalla Valpolicella, che rappresenta l’origine della famiglia, per poi interessare il Bardolino e la Lugana. Assieme a Diego la moglie Annalberta e i figli, Michele in cantina e Mattia a occuparsi di marketing e ospitalità.

Amarone della Valpolicella Barriques 2019 – Zeni 1870

L’Amarone Barriques ’19, etichetta storica dell’azienda. non manca mai di far valere la sua classe. Profumi intensi di frutto scuro che sembra nascondersi dietro alle sfumature del rovere e delle spezie si porgono nitidamente al naso, mentre all’assaggio il vino mette in luce una dinamica gustativa solida e ben sostenuta da acidità e tannini. Nata alla fine del”800, l’azienda di Elena, Federica e Fausto Zeni è un caposaldo dell’enologia gardesana, una realtà dove la la collaborazione fra l’azienda e i viticoltori che conferiscono le uve nella cantina di via Costabella permette una produzione di grande precisione stilistica, dove si alternano i vini a carattere varietale a quelli che invece si spingono più in là, alla ricerca di un racconto che leghi il vino alla vigna.

Amarone della Valpolicella Cl. 2016 – Bertani

La splendida vendemmia 2016 si riverbera nei profumi dell’Amarone Classico di Bertani, tratteggiati dalla ciliegia surmatura che trova freschezza nelle inserzioni speziate e officinali. In bocca si distende con grazia e riesce a nascondere alla perfezione la sua potenza, risultando agile, sapido e di grande allungo. L’azienda di Grezzana rappresenta una pietra miliare della denominazione veronese, forte di un vigneto che si estende per moltissimi ettari fra la zona classica e quella orientale della Valpolicella. Nella grande e affascinante cantina di via Asiago vede la luce una produzione di stretto legame con le tradizioni, sia della Valpolicella sia del soavese, e che viene immessa nel mercato solo dopo un lungo periodo di affinamento.

Amarone della Valpolicella Cl. 2018 – Giuseppe Quintarelli

L’Amarone ’18 di Giuseppe Quintarelli è il punto di congiunzione fra la tradizione, lo stile di casa e la contemporaneità di una tipologia inconfondibile. Al naso si avverte immediatamente la presenza del frutto dolce appassito che lascia spazio a note più profonde, dove il sottobosco, le erbe officinali e una timida vena minerale costituiscono una sorta di piacevolissimo rumore di fondo. In bocca la pienezza e la generosità dell’impatto sono prese in consegna da acidità e tannino che ne allungano e rinvigoriscono il profilo. Non sono tanti gli ettari di vigneto coltivati dalla famiglia Quintarelli, ma la profonda conoscenza delle uve, delle tradizioni e dell’opera del tempo in cantina permettono una produzione che stilisticamente non ha eguali in tutta la denominazione. Francesco e il fratello Lorenzo, con la presenza silenziosa dei genitori alle spalle, hanno saputo navigare nel mare tumultuoso dopo la scomparsa del fondatore rimanendo legati allo stile di casa.

Amarone della Valpolicella Cl. 2020 – Brigaldara

L’Amarone Classico ’20 di Brigaldara profuma intensamente di frutto rosso dolce e maturo, con una fresca vena floreale che dona un tocco di leggerezza. In bocca esprime grande armonia e si allunga con tensione e agilità. L’azienda della famiglia Cesari si sviluppa per una cinquantina di ettari fra la zona classica e quella orientale della Valpolicella, dando vita a una produzione strettamente legata alla denominazione. Accanto a Stefano sempre più rilevante è la presenza del figlio Antonio, che collabora nella gestione di una realtà articolata e di notevole spessore, caratterizzata da vini che interpretano il territorio esaltandone le differenze organolettiche.

Amarone della Valpolicella Cl. Albasini 2018 –  Villa Spinosa

Albasini ’18 è semplicemente un vino fantastico. La veste luminosa anticipa profumi raffinati, dove il frutto intreccia le note floreali e di erbe officinali che ritroviamo in un sorso sapido, ricco ma al tempo stesso leggero e sostenuto da tannini levigati che gli conferiscono eleganza e stoffa. La forza di un’azienda come quella guidata da Enrico Cascella risiede soprattutto nel patrimonio viticolo di proprietà, vigneti perfettamente gestiti su alcune delle più belle esposizioni della denominazione veronese. A questo va aggiunto ovviamente uno staff tecnico di grande competenza, la possibilità di dedicare alle etichette di casa solo le migliori partite di uve e la pazienza di attendere che i vini siano pronti prima della loro presentazione.

Amarone della Valpolicella Cl. Bosan Ris. 2016 – Gerardo Cesari

Sugli scudi l’Amarone Bosan ’16, una Riserva presentata a molti anni dalla vendemmia – vino  a cui abbiamo dedicato una verticale dal 1997 al 2015 – e che oggi mette in luce aromi profondi, dove le note minerali fanno da spalla al frutto in composta e alle note officinali. In bocca la pienezza del sorso è ben governata dalla spinta acida e il vino si distende con decisione ed eleganza. Il processo di rinnovamento in atto nella grande azienda di Fumane procede senza intoppi e oggi i vini di casa Cesari sono sempre più centrati e capaci di offrire non solo qualità e piacevolezza, ma anche un forte legame con i rispettivi territori di produzione. La piattaforma viticola si estende per molti ettari in tutte le denominazioni più importanti del veronese, con un focus particolare sulla Valpolicella, dove nella sede di Fumane avvengono tutte le lavorazioni.

Amarone della Valpolicella Cl. De Buris Ris. 2013 – Tommasi Viticoltori

Il gioiello di famiglia Tommasi Viticoltori è senza ombra di dubbio l’Amarone De Buris che, con la vendemmia 2013, sfodera una prestazione da incorniciare. La profondità aromatica vede il frutto appassito in primo piano ma, sbirciando dietro di esso, ecco le note di sottobosco, le spezie e una tenue vena officinale che porta freschezza e leggerezza. Il palato segue un percorso simile e all’impatto ricco e potente fa seguire una dinamica raffinata e molto lunga. In oltre un secolo di attività l’azienda della famiglia Tommasi è cresciuta fino a diventare una delle principali protagoniste del vino veronese, con tenute che dalla natia Valpolicella si sono allargate al comprensorio gardesano. Oggi Giancarlo Tommasi guida la gestione tecnica dell’azienda e nella grande cantina di via Ronchetto gestisce ogni singola partita di uva e la destina all’etichetta che la valorizza al meglio.

Amarone della Valpolicella Cl. Leone Zardini Ris. 2019 – Pietro Zardini

Sugli scudi l’Amarone Leone Zardini ’19, un vino dall’espressione di frutto dolce e in composta che trova freschezza nelle inserzioni balsamiche e di spezie. In bocca la generosità del sorso è ben gestita dalla presenza acida e dalla trama tannica, che accompagnano il sorso su un sentiero rigoroso. Il rapporto fra la famiglia Zardini e la viticoltura parte da lontano, dal nonno Pietro, e prosegue col papà Leone prima di essere affidato alle mani di Pietro che, forte di una profonda esperienza presso altre cantine del territorio, nell’anno 2000 decide di dare vita all’azienda di via Don Fantoni. Oggi la piattaforma viticola, in parte di proprietà e in parte in conduzione, si sviluppa su alcune delle più belle esposizioni della Valpolicella e fornisce le uve per vini strettamente legati alla tradizione.

Amarone della Valpolicella Cl. Monte Ca’ Bianca Ris. 2019 – Lorenzo Begali

Il Ca’ Bianca ’19 si muove su un registro aromatico profondo e stratificato, dal palato ricco, armonico, ben sostenuto da acidità e tannini fitti e ben levigati. La famiglia Begali ha saputo dare sviluppo a quella che era una realtà dedita alla produzione di uva trasformandola in una delle aziende più interessanti della Valpolicella, ampliando la superficie vitata senza allontanarsi dall’areale di Cengia e dando vita a una gamma di vini strettamente legata alla denominazione. In campagna papà Lorenzo segue tutte le fasi viticole, mentre i figli Giordano e Liliana si occupano della produzione enologica e della commercializzazione.

Amarone della Valpolicella Cl. Monte Olmi Ris. 2018 – F.lli Tedeschi

Dalla vigna storica dell’F.lli Tedeschi sul Monte Olmi giungono le uve per un Amarone ’18 di profonda espressione fruttata. La ciliegia dolce e croccante si fonde con le note officinali e di spezie, che ritroviamo ancor più nitide e fresche al palato, dove mette in luce corpo compatto ma ravvivato dalla spina dorsale acida. Antonietta, Sabrina e Riccardo Tedeschi conducono l’azienda di famiglia a Pedemonte, piccolo borgo che potremmo tranquillamente definire l’epicentro enologico della Valpolicella per la concentrazione di cantine presenti. Per i vigneti invece bisogna esplorare tanto la zona classica della denominazione quanto quella orientale, una cinquantina di ettari nei quali accanto alle varietà della tradizione troviamo anche vitigni inusuali per il territorio, come ad esempio il riesling.

Amarone della Valpolicella Cl. Ravazzol 2019 – Ca’ La Bionda

Ravazzol ’19 è uno degli Amarone più affascinanti che possiate assaggiare: i profumi quasi intimoriscono nelle note più cupe, sulfuree e affumicate, che gradualmente lasciano spazio al frutto maturo e alle fresche sfumature di pepe, il sorso segue il medesimo percorso, fatto di pienezza rassicurante ma anche di grinta e tensione, sottolineate da tannini e acidità che sanno graffiare. Alessandro e Nicola Castellani sono fra gli interpreti più importanti del grande comprensorio veronese. Appassionati, competenti, ma soprattutto curiosi, hanno saputo trasformare l’azienda di famiglia in una realtà che esplora le potenzialità nel rispetto del territorio e delle uve storiche e al tempo stesso innovandone il profilo. Gamma dedicata in massima parte ai vini a denominazione di origine, che si esprimono esaltando il carattere più fine e nervoso della corvina.

Amarone della Valpolicella Cl. Terre di Cariano Cecilia Beretta Ris. 2018 – Pasqua

Un inno alla tradizione è l’Amarone Terre di Cariano Cecilia Beretta ’18, intenso nelle note di ciliegia matura, che trovano freschezza in quelle officinali che ritroviamo anche in un palato ricco, succoso e di grande precisione.  L’azienda guidata da Riccardo Pasqua nel volgere di pochi anni è diventata una dei principali player del vino italiano, grazie alla crescita qualitativa di tutta la produzione che va di pari passo con una comunicazione innovativa capace di attrarre anche i non addetti ai lavori. Il fulcro produttivo legato alla Valpolicella valorizza i vitigni e le tradizioni con lo sguardo rivolto al futuro, mentre nei vini a indicazione tipica la visione si fa ancora più innovativa.

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